recensioni

La stracciata pazzia, Stefano Bernazzani

Published: 15/03/2012

Finalmente un libro che parla della “fabbrica” moderna con cognizione di causa, raccontandola dal di dentro senza farsi prendere la mano dall’ideologia. Fosse solo per questo, La stracciata pazzia di Stefano Bernazzani (Mobydick) andrebbe letto. Ma questo non è tutto, nient’affatto.

I protagonisti, Davide, Giovanni e Vincenzo, sono diversissimi ma legati tra loro da un filo sottile e indistruttibile che si chiama amicizia. Quella vera,quella che ti fa scalare montagne e ti fa fare pazzie. Tutti e tre lavorano alla Si.tec e tutti e tre si sognano altrove, specialmente Vincenzo che coltiva il suo progetto di aprire una birreria ma ha bisogno dei suoi amici perché “a lavorare con altri proprio non ce la fa”. Giovanni è più adulto e più “sanguigno”, lui le ingiustizie non le sopporta proprio. Davide è, del gruppetto, il più equilibrato, ma anche per lui l’amicizia è una cosa sacra.

Questo è un racconto corale e i personaggi si alternano nel dipanare la trama di una storia che è quella di tutti, non è una storia eccezionale, non è una storia di eroi. O forse sono proprio questi gli eroi, eroi contemporanei come il Luigi delle Bicocche cantato da Caparezza. Quegli uomini e quelle donne che combattono la loro battaglia quotidiana contro un sistema che li vuole ingranaggi da stritolare, riuscendo a preservare i valori in cui credono e, in definitiva, a restare umani.

I protagonisti sono tre uomini ma accanto a loro ci sono tre personaggi femminili. La fabbrica, innanzitutto, che è il perno intorno a cui ruota la vita di tutti. Intensa la similitudine con il Titanic (il libro è ricco di similitudini) alla notizia che bisogna prepararsi ad “accettare degli esuberi”, come male necessario:

Per un minuto la sala mensa traballa, s’inclina, scivoliamo da una parte della stiva come sulle navi che affondano, come sul Titanic. Il nostro iceberg ci passa accanto dopo averci squartato la pancia, cominciamo già a imbarcare acqua e la riva è ancora lontanissima. Sentiamo i motori che si spengono,la spinta che svanisce, la luce che si attenua. E sappiamo che le scialappe di salvataggio non basteranno per tutti.

Valentina che lavora al sindacato (che Bernazzani ci fa“vedere” dall’interno, con le sue logiche a volte incomprensibili) e si ritrova stretta tra due fuochi: da una parte la realistica necessità di limitare i danni, attraverso accordi con i dirigenti della Si.tec che minacciano (che novità!) di chiudere e trasferire tutto in India; dall’altra la compartecipazione al dramma di chi si vede tagliato fuori sine colpa.

Lucia, la mamma di Davide, un personaggio secondario che si impone con una forza dirompente e distruttiva: vittima dei suoi sogni e delle aspettative imposte dal “così è per tutti”, Lucia vive una vita di mugugni e risentimento nei confronti di Giuseppe, il marito, che ha la colpa di essere sempre disponibile con tutti e di non pensare alla carriera e alla famiglia.

Durante la gravidanza aveva sperato che l’arrivo di un figlio avrebbe cambiato Giuseppe una volta per tutte, caricandolo delle sue responsabilità e rilanciando il loro matrimonio come le sembrava che succedesse per le altre coppie. Come doveva sempre succedere, secondo lei. Era così naturale… Ci si fidanzava, poi ci si sposava, e dopo pochi anni, trovata la quadratura del cerchio, si andavano a prendere i figli. Semplice, no?

[…] Lucia credeva che le cose sarebbero dovute andare così anche tra lei e Giuseppe. […] Non volevano tutti la stessa cosa i mariti? Non volevano tutti un lavoro che li occupasse dalla mattina alla sera e una moglie che se ne rimanesse a casa a crescere i bimbi e a cucinare?

Non è facile tenere insieme tanti elementi in un’unica storia ma qui l’autore ci riesce, e bene.

La stracciata pazzia è un libro che parla di sentimenti e di lavoro, riconoscendo la dignità di chi di fabbrica vive ed evidenziando la precarietà e la paura su cui si regge tutto il sistema. Si respira una forte tensione narrativa che scaturisce dal gesto che i protagonisti stanno per compiere (e che non è il caso di svelare qui) e alle sue possibili conseguenze.

Peccato solo che nell’ultima parte l’autore si dilunghi, impegnando i suoi personaggi in un numero eccessivo di momenti di riflessione, probabilmente per l’urgenza di affermare alcuni concetti. La suspence in questo modo si stempera, ma gli si perdona tutto volentieri (compreso il titolo, francamente bruttino) perché questo è un libro vero, un romanzo che parla della vita reale e di persone concrete, senza essere banale, fornendoci uno spaccato attualissimo di questa “crisi” che parte da lontano e che vede, come dice Davide citando Primo Levi, “I sommersi da una parte e i salvati dall’altra”.

Ma i salvati di oggi saranno i sommersi di domani e curare solo il proprio orticello non porterà lontano. Ed è questo il messaggio che ci lascia questa storia.

Menti criminali, a cura di Francesco Guglieri

Published: 07/03/2012

Menti criminali propone nove articoli che “raccontano storie di crimini individuali commessi sullo sfondo di una società dove l’abbandono e il disorientamento possono diventare delitto” scrive Corrado Augias nella prefazione.

Si tratta, per dirla all’americana, di true crime, ed è un tipo di “letteratura” a cui siamo poco abituati; ma se ci si immerge nella lettura, abbandonando gli schemi consueti, ci si farà trasportare da storie ai limiti dell’umana ragione raccontate magnificamente e con una particolare attenzione alla psicologia sociale. Sono storie di cronaca nera, certo, da non confondere però con certe storiacce a cui il giornalismo nostrano ci ha abituato, raccontate senza stile e senza personalità solo per far leva sugli istinti più “bassi” del lettore. Qui siamo di fronte a ben altro.

Ad aprire la raccolta è James Ellroy ma, a onor del vero, il suo pezzo (L’assassino di mia madre) è un po’ deludente per chi conosce già la storia di Elisabeth Short e ha letto la sua autobiografia (I miei luoghi oscuri), in cui il grande scrittore statunitense rivela la sua ossessione per questo omicidio. Ma questa forse può essere l’occasione giusta per leggere un romanzo capolavoro come The Black Dahlia.

Fra tutti i contributi sono particolarmente interessanti i due articoli di David Grann, considerato l’astro nascente della non-fiction americana, che indagano il rapporto tra realtà (cronaca) e letteratura (finzione) con risvolti sorprendenti.

Circostanze misteriose è il racconto della misteriosa morte di Richard Green, il più grande studioso di Arthur Conan Doyle; True crime (si vocifera che sarà il prossimo film di Roman Polanski) racconta una storia incredibile: un omicidio perfetto, avvenuto in Polonia nel 2000, che non sarebbe mai stato scoperto se uno zelante investigatore non avesse notato delle inquietanti similitudini con un delitto raccontato in un romanzo. L’autore del libro (e del delitto) è stato condannato a 25 anni di carcere e il libro è diventato il principale “testimone d’accusa”.

Entrambi gli articoli (apparsi originariamente sul “New Yorker” e già presenti in Il Demone di Sherlock Holmes, edito in Italia da Corbaccio) mettono in luce che “in un’inversione molto postmoderna non è più la realtà a ispirare la finzione dei racconti ma è la finzione a influenzare la realtà” (dalla postfazione di Francesco Guglieri).

Un altro bellissimo “pezzo” è quello di John Dunne, giornalista e scrittore (a cui la moglie Joan Didion ha dedicato un libro struggente: L’anno del pensiero magico). Gli omicidi di Humboldt è un racconto on the road ed è straordinario il quadro sociale che Dunne riesce a tracciare per risalire alle cause di un agghiacciante triplice omicidio avvenuto il 31 dicembre 1993 (a una delle vittime, la ragazza transgender che mise involontariamente in moto tutto il meccanismo che portò agli omicidi è ispirato il film di Kimberly Peirc, Boys Don’t Cry, con Hilary Swank nei panni della protagonista Teena Brandon).

Al di là delle storie raccontate, per quanto coinvolgenti e sconvolgenti, a rendere interessante questo libro è lo stile con cui le stesse vengono narrate, stile che nobilita questa che altrimenti sarebbe una mera operazione commerciale (e in parte lo è). Questo volume, che racchiude le migliori firme del giornalismo americano, riportando alla luce omicidi resi celebri proprio da questi articoli, da una parte ribadisce il rapporto tra cronaca e fiction, che come abbiamo visto sempre più spesso si inverte, dall’altra evidenzia una lacuna tutta italiana, giacché nella maggior parte dei casi i giornalisti di casa nostra si limitano a riportare atti e a rovistare nel torbido senza alcuni intento investigativo della realtà.

In Italia, questo tipo di giornalismo specializzato in inchieste su omicidi non ha mai attecchito del tutto ma vale la pena ricordare alcune eccezioni, come Carlo Lucarelli che Wikipedia annovera tra gli appartenenti alla migliore tradizione del giornalismo investigativo italiano (e, aggiungerei, divulgativo) e Piero Colaprico,  inviato de “la Repubblica” capace di raccontare le storie dal di dentro e di far rivivere atmosfere con uno stile narrativo personale (da leggere le inchieste del commissario Blinda). Ma penso soprattutto a Pino Corrias, giornalista, scrittore e sceneggiatore, autore di un libro straordinario e inquietante: Vicini da Morire. Sottotitolo: La strage di Erba e il nord Italia divorato dalla paura.

Ecco, forse un pregio ascrivibile a Menti Criminali è proprio questo continuo suggerire rimandi ad altro: altri libri, altri film, altri autori, altri contesti… Perché alla fine la mente umana è la stessa a tutte le latitudini, ma sono diversi e infiniti i modi e i mezzi per raccontarla.

L’amica geniale, di Elena Ferrante

Published: 17/01/2012

L’amica geniale, di Elena Ferrante, è un libro che incanta; e le oltre trecento pagine volano senza accorgersene.

Il prologo, ambientato nell’oggi, ci mostra una donna di sessantasei anni che, per ritrovare dentro di sé le tracce dell’amica scomparsa, comincia “a scrivere ogni dettaglio della nostra storia, tutto ciò che mi è rimasto in mente”. Ed ecco che dalla Torino del terzo millennio ci ritroviamo catapultati negli anni Cinquanta a seguire le avventure di due bambine, Lena e Lila, in un quartiere periferico e degradato di Napoli.

C’è una tensione narrativa fortissima in questo libro, che tiene avvinghiato il lettore, grazie alla capacità di questa straordinaria autrice (chiunque ella sia) di dare vita con le parole a personaggi suggestivi e talmente reali che si fa fatica a staccarsene quando si chiude il libro. Da questo punto di vista l’Autrice regala una speranza al lettore innamorato perché la storia non finisce. A questa prima parte, dedicata all’infanzia e all’adolescenza delle due protagoniste, seguirà infatti (speriamo presto!) una seconda e magari anche una terza parte che le accompagnerà attraverso l’età matura fino alla vecchiaia.

L’infanzia di Lena e Lina, l’una figlia di un usciere, l’altra figlia di uno scarparo, raccontata senza nostalgia dalla stessa Lena adulta, è una infanzia segnata dalla miseria, sociale e umana, e che fa i conti con la violenza quotidiana e accettata con fatalismo:

Ci succedeva di tutto, in casa e fuori, ogni giorno, ma non ricordo di aver mai pensato che la vita che c’era capitata fosse particolarmente brutta. La vita era così e basta, crescevamo con l’obbligo di renderla difficile agli altri prima che gli altri la rendessero difficile a noi. Certo, a me sarebbero piaciuti i modi gentili che predicavano la maestra e il parroco, ma sentivo che quei modi non erano adatti al nostro rione, anche se eri femmina.

Da questa miseria e da questa violenza che incombe sulle loro vite le due bambine proveranno a fuggire leggendo insieme Piccole Donne e sognando di scrivere un libro di successo che porti loro fama e ricchezza e soprattutto le porti via dal quartiere. Entrambe sono decise a emanciparsi dalla situazione di partenza e a crearsi un destino diverso da quello dei loro padri e, soprattutto, delle loro madri (negli anni Cinquanta, a differenza di oggi, era possibile).

E il lettore segue con partecipazione crescente questa loro ribellione che nel tempo prende forme diverse. All’inizio c’è il sogno condiviso di pubblicare un libro e diventare ricche. Poi sarà la volta del sogno più concreto del calzaturificio per Lila e dello studio per Lena.

Durava forse l’idea del denaro come cemento per consolidare la nostra esistenza e impedire che si smarginasse insieme alla persone che ci erano care. Ma il tratto fondamentale che ormai stava prevalendo era la concretezza, il gesto quotidiano, la trattativa.

L’idea che lo studio, e l’emancipazione culturale che ne deriva, rappresenti l’unica via d’uscita per non diventare come i propri genitori è sottesa a tutto il romanzo. Quando alla spigolosa Lila questa via sarà preclusa dalla grettezza della famiglia d’origine (Lena invece riesce, grazie alla maestra Oliviero, a iscriversi addirittura al liceo classico), lei cercherà una via tutta sua per emergere dallo squallore del quartiere.

Intorno alle due indiscusse protagoniste e al loro piccolo mondo, tanti personaggi ma sono di contorno perché la personalità delle due piccole donne emerge su tutti, soprattutto sui maschi, grandi e piccoli, che rimangono figure meschine o insulse. Ed è un fil rouge nei romanzi della Ferrante. L’amica geniale (ma chi sarà delle due?) si interrompe in maniera brusca, nel momento in cui una di loro sta compiendo un passo che segna la fine della giovinezza. Non posso svelare quale, per non togliere piacere della lettura.

È importante però sottolineare che, nonostante l’incompiutezza, questo romanzo lascia un senso di pienezza e la percezione di essere entrati in una dimensione parallela tanto si viene assorbiti dalla narrazione. Merito anche della scrittura.

La lingua della Ferrante è avvolgente e coinvolgente, è una lingua che nasce dalle viscere della terra, di una Napoli che, oggi come ieri, affascina con le sue contraddizioni e con le sue metafore. Una lingua viva e vivace, in cui il dialetto (ed è un ulteriore elemento di forza del libro) compare solo dove necessario. E sottesa a tutto l’elegante ironia di una Autrice che con questo libro si conferma una delle migliori voci nel panorama italiano. Un’autrice indubbiamente “geniale”, anche per il suo mistero, per il suo rivelarsi al pubblico solo attraverso la sua opera. Alla fine è l’unica cosa che conta.

Assaggenda 2012

Published: 04/01/2012

Montalbano gli fu grato, ancora qualche altra notizia e gli sarebbe passato il pititto. Poi arrivarono gli otto pezzi di nasello, porzione chiaramente per quattro pirsùne. Gridavano, i pezzi di nasello, la loro gioia per essere stati cucinati como Dio comanda. A nasata, il piatto faceva sentire la sua perfezione, ottenuta con la giusta quantità di pangrattato, col delicato equilibrio tra acciuga e uovo battuto.
Portò alla bocca il primo boccone, non l’ingoiò subito. Lasciò che il gusto si diffondesse dolcemente e uniformemente su lingua e palato, che lingua e palato si rendessero pienamente conto del dono che veniva loro offerto.

Cosa c’entri Montalbano e la sua passione per la buona cucina e per il pesce in particolare è presto detto, perché all’interno dell’Assaggenda troviamo, a scandire il mese, una bella selezione di brani letterari a tema tratti da Il vecchio e il mare (Ernest Hemingway), L’isola di Arturo (Elsa Morante), La ragazza dello Sputnik (Murakami Haruki), Il ladro di merendine (Andrea Camilleri), Prigioniera di Teheran (Marina Enmat), Taipi (Herman Melville), Le Tigri di Mompracen (Emilio Salgari) e altri ancora.

Si presenta come un taccuino elegante, aprendolo si scopre che si può leggere come un libro, leggendolo si scoprono tante gustose ricette… ma non dimentichiamo che l’Assaggenda è “anche” una normale agenda, pratica nel formato e nella struttura, corredata da un utile calendario delle festività di tutte le tradizioni religiose e culturali che rappresenta una sorta di marchio di fabbrica della SINNOS, questa bella casa editrice che punta tutto sull’intercultura.

…continuate a leggere su Libri Consigliati

Un uomo a pezzi di Michael Thomas

Published: 25/11/2011

In generale la  scrittura è fluida, quasi ipnotica, una sorta di blues cantato a mezza voce. Non si può certo dire che Michael Thomas non abbia talento. Eppure. Nonostante le premesse, nonostante il talento e la indubbia capacità descrittiva, nonostante sia uno spaccato interessante della società americana di oggi, nell’epoca Obama, il romanzo è troppo lento: gli eventi non progrediscono perché a ogni passo avanti se ne fanno due indietro, tra digressioni, flashback e monologhi interiori.

Insomma, quasi cinquecento pagine paiono decisamente troppe per descrivere quattro giorni, e ci si perde nei meandri di una storia che non si capisce bene dove voglia andare a parare (questa apparente mancanza di coerenza narrativa probabilmente non è casuale, ma qui alludo all’effetto, non alle motivazioni di fondo). Il lettore (e in particolare il cosiddetto “lettore medio”) rischia di annoiarsi.

…continuate a leggere su Libri Consigliati

La notte dei petali bianchi di Gianfranco Di Fiore

Published: 17/11/2011

La notte dei petali bianchi, opera prima di Gianfranco Di Fiore, è un romanzo cupo, che lascia pochi spiragli alla speranza. Ambientato nel cosiddetto Nord-Est produttivo, racconta le contraddizioni di una società fatta di pochi ricchi e tanti nuovi poveri.

E i poveri qui, al contrario di tanta letteratura “buonista”, sono spesso poveri anche di spirito. A cominciare proprio dal protagonista, Dante, che di mestiere fa la guardia giurata e di notte fa il giro tra fabbriche e capannoni (il suo Inferno personale) per verificare che tutto sia a posto. A fargli compagnia una pistola mai usata e un lettore dvd portatile con cui vedersi i film di Quentin Tarantino per sentirsi meno solo.

Dante è un disadattato, con un passato di abusi e un presente che si lascia scivolare addosso. Non è molto simpatico, per la verità non fa nulla per esserlo, è alcolizzato, molesta le ragazzine e ha un rapporto morboso con la madre ma è un uomo sincero e incapace di “far del male a un acaro”. Anche la sua storia d’amore con Samira, quindicenne musulmana mutilata dall’infibulazione (un amore consumato in un camper sporco e brulicante di scarafaggi) non è di quelle in cui il lettore si può identificare.

…continuate a leggere su Libri Consigliati

L’ora di pietra, Margherita Oggero

Published: 26/09/2011

Margherita Oggero è una scrittrice di razza, che sa immaginare storie realistiche e creare personaggi di coinvolgente umanità, e L’ora di pietra lo conferma in pieno. La storia è avvincente e strutturata come un giallo, e come in un buon giallo il lettore scopre gli indizi man mano che procede nella lettura, incollato alle pagine fino all’epilogo che vorrebbe non arrivasse mai.

L’ora di pietra non dura un’ora, ma solo un momento, qualche volta un minuto, qualche volta anche tre o quattro. A me piace tanto e la chiamo così perché tutto resta fermo come impietrito. Non passa gente, non passano macchine, è come se il mondo si fermasse senza fare il rumore della frenata.”

È Imma che qui racconta la sua solitudine, il suo guardare il mondo dietro una finestra chiusa. Ma nella sua prigione incontra altre “prigioni” che paradossalmente le aprono nuovi mondi. E la sua vita si muove all’unisono con quella di Anna Frank, le sue paure si confrontano con quelle di Michele Amitrano (il bambino di Io non ho paura), le sue disavventure impallidiscono di fronte a quelle di Oliver Twist. Ma proprio grazie a loro, grazie a quei libri, Imma capirà che c’è un modo diverso per uscirne.

…continuate a leggere su Libri Consigliati

Teresa, di Claudio Fava

Published: 04/10/2011

Merito di Claudio Fava è la capacità di narrare una storia personale, quella di Teresa, inquieta ragazza siciliana in fuga dal passato, e contemporaneamente di raccontarci un pezzo di storia d’Italia, con i suoi problemi irrisolti e forse irrisolvibili.
La mafia e il terrorismo rosso entrano, infatti, di prepotenza in questa vicenda, segnando la vita di Teresa in modo indelebile e trasformandola in un personaggio letterario forte ed evocativo.Dalla lettura emerge una riflessione sofferta sul senso della vita e della morte. Una storia che poteva essere come tante, fino a quando la mafia non ci ha messo lo zampino con il suo carico di morte e di dolore. Ed è proprio questo che Claudio Fava sa raccontare molto bene: cosa la morte di una persona cara significhi, concretamente, nella vita di tutti i giorni, per chi rimane, il senso di vuoto e di inadeguatezza incisi nell’anima per sempre “quando quelle quattro parole, tuo padre è morto, mi erano precipitate addosso, suoni di vetro, calce, ossa, tuo padre è morto, un prima e un dopo, e quelle parole a far da sipario, a tagliare in due, una saracinesca che cala, una porta che si chiude. Fine.

…continuate a leggere su Libri Consigliati

Cento per cento di Sasha Naspini

Published: 09/09/2011
 
La boxe ci ha regalato, anche ultimamente, film straordinari che raccontano le vicende umane che si celano dietro questo mondo da duri. Uno fra questi è senza dubbio Million Dollar Baby, capolavoro diretto e interpretato da Clint Eastwood. L’altro, pure molto bello, uscito quest’anno nella sale, è The Fighterdiretto da David O. Russell e ispirato alla vita del pugile americano di origini irlandesi Micky Ward.Anche chi non riesce ad appassionarsi alla boxe intesa come sport non ha potuto fare a meno di amare questi film. E lo stesso accade con Cento per cento di Sacha Naspini, perché anche qui il pugilato è solo un pretesto per raccontare un’altra storia. Scrittura incisiva che ti incolla alle pagine e una vicenda ricca di colpi di scena: sono i punti di forza di questo piccolo ma straordinario libro….continuate a leggere su Libri Consigliati
 

Nel grande show della democrazia di Marco Bosonetto

Published: 15/07/2011

Un libro visionario, divertente e tenero, una appassionante storia on the road e un autore che riserva molte sorprese fin dal suo esordio targato Einaudi (Il sottolineatore solitario), per arrivare alla sceneggiatura di uno dei film più interessanti della scorsa stagione (poca visibilità nelle sale, ovviamente): Due Vite per caso che è stato anche l’unico film italiano in concorso al Festival del Cinema di Berlino nel 2010.

Una dote che a Bosonetto certo non fa difetto è la fantasia, e queste sue geniali trovate strappano vere e proprie risate liberatorie ma, soprattutto, ci aiutano a leggere il mondo e la società in cui viviamo. In fondo la possibilità di eleggere i nostri rappresentanti politici col televoto e per puri meriti televisivi non è così lontana dalla realtà.

…continuate a leggere su Libri Consigliati

Già noto alle forze di polizia di Dominique Manotti

Published: 24/06/2011

Classico polar francese, di quelli che obbligano a pensare. Lettura da consigliare, diciamolo subito, ai tifosi della tolleranza zero e a chi è convinto che la linea di demarcazione tra bene e male sia tanto netta da non lasciare mai dubbi su chi sia il buono e chi il cattivo.

La storia è ambientata a Parigi nell’estate del 2005, pochi mesi prima dello scoppio della rivolta delle banlieue di cui l’autore traccia un quadro duro ed efficace. Protagonista è l’intero commissariato di polizia di Panteuil, quartiere della cintura parigina, in cui convivono sbirri corrotti e papponi, agenti delusi dalla vita e giovani reclute di belle speranze.

…continua su Libri Consigliati

Ternitti di Mario Desiati

Published: 27/05/2011

Ternitti è un romanzo corale e collettivo in cui Amore e Morte sono coprotagoniste e spesso si scambiano i ruoli, giacché col passare del tempo, al ritorno dalla Svizzera, cominciano a manifestarsi i primi sintomi dovuti alla respirazione passiva d’amianto. Gli uomini cadono uno ad uno, come foglie, colpiti dall’asbestosi e dal mesotelioma pleurico. E si ammalano anche le donne che lavando, giorno dopo giorno, le tute da lavoro di mariti, figli, fratelli hanno ingurgitato fibre sottilissime della sostanza. A sottolineare la “normalità” della morte, pur in un contesto di ingiustizia, vi è il rito della Parmasia, un gesto di estrema tenerezza che le donne compiono preparando per il defunto un cesto pieno di cibo e oggetti simbolici che possano accompagnarlo nel suo viaggio. Rosanna lo insegna alla figlia Mimì e lei a sua volta ad Arianna, in una sorta di trasmissione del sapere al femminile. Del resto, tutto il romanzo è “femminile”, i maschi restano sullo sfondo. A emergere sono loro, le donne del Sud, e tra tutte l’indomita Mimì, archetipo di una generazione di donne in bilico tra modernità e tradizione. Finalista al Premio Strega 2011, Desiati mostra grande padronanza della scrittura che però, a tratti, appare fredda, costruita, e finisce per allontanare il lettore da una vicenda che al contrario trasuda passione.

…continua su Libri Consigliati

Cinemania, di Gianni Canova

Published: 15/04/2011

Dalle pagine di Cinemania di Gianni Canova traspare un’evidente fierezza nei confronti di un cinema che, pur tra mille problemi, «si configura come uno dei più interessanti al mondo». Ne è dimostrazione quest’esame della più rappresentativa produzione del decennio 2000-2009. Non la migliore, tiene a dire, e molti film non sono stati recensiti per ragioni di spazio. L’itinerario cronologico si snoda dal primo della lista, I cento passi di Marco Tullio Giordana fino all’ultimo, Vincere di Marco Bellocchio. Non a caso, due lavori che rappresentano il Potere nelle sue propaggini, mafiosa e fascista. Nei confronti di alcuni film (quelli di Muccino, per esempio) non è tenero. Nei confronti di altri (quelli di Ermanno Olmi, di Giorgio Diritti o di Marco Bellocchio) non riesce a nascondere un entusiasmo quasi giovanile. Ma tutti sono osservati e, direi, amati, con lo sguardo appassionato di chi è disposto a concedere fiducia, ma non tollera tradimenti e approssimazioni.
…continua su Libri Consigliati
 

Sangue di cane, di Veronica Tomassini

Published: 31/03/2011

Slawek lavora ai semafori, Slawek è alcolizzato, Slawek va a puttane, Slawek ha un passato violento alle spalle, una moglie e un figlio dimenticati in Polonia. Lei è una ragazzina di sani principi – non beve, non fuma, non si droga, non si prostituisce – che in comune con lui ha forse solo una certa inquietudine che la spinge ad andare oltre i confini e le regole condivise del suo mondo piccolo-borghese. Eppure lo ama, di un amore giovane e maturo al tempo stesso, un amore che si sporca le mani nel fango e nel vomito, un amore fatto di piccole conquiste, di cadute repentine e di grandi illusioni.
…continua su Libri Consigliati

Milano in cronaca nera, di Lucia Tilde Ingrosso e Giuliano Pavone

Published: 18/02/2011 Si tratta di una miscellanea di racconti sospesi tra il giallo e il noir, tra cronaca e fiction, che ha come minimo comune denominatore Milano: la Milano delle periferie e la Milano-da-bere, raccontata e filtrata con uno sguardo lucido e ironico ma tutto sommato amorevole. Scatta immediato l’accostamento con un grande della letteratura italiana e non solo: Giorgio Scerbanenco e la sua Milano calibro 9. Quei racconti sono, a mio avviso, autentici capolavori, decisamente sottovalutati, ma sono passati 40 anni, tutto è cambiato, e i milanesi che ammazzano al sabato non ci sono più…
…continua su Libri Consigliati

Il tizio della tomba accanto, di Katarina Mazeti

Published: 24/01/2011

A spingermi verso questo libro è stato inizialmente il titolo, decisamente singolare. E poi la curiosità. Indubbiamente la letteratura svedese in questi ultimi anni ci ha abituato a storie forti e a gialli cerebrali che hanno conquistato il pubblico europeo; ero dunque desiderosa di verificare se anche nel genere ”rosa” sapesse essere altrettanto coinvolgente.
…continua su Libri Consigliati

Intrigo scolastico, di Tom Perrotta

Published: 31/12/2010

Il romanzo di Perrotta (traduzione del più efficace Election) è uno di quei libri che, inaspettatamente, ti cattura dalle prime pagine e ti tiene incollato fino alle ultime battute. Ambientato in una tipica scuola americana, il liceo di Winwood, alla vigilia delle elezioni scolastiche, il romanzo prende subito una piega diversa dal consueto.
…continua su Libri Consigliati

Devil Red, di Joe R. Lansdale

Published: 23/12/2010 Decisamente invecchiati e più propensi alla riflessione e alla malinconia, Hap Collins e Leonard Pine, strampalata coppia di detective hard boiled, vengono ingaggiati da una ricca vedova perché indaghino sulla morte del figlio e della sua fidanzata, avvenuta in circostanze particolari. Entrano così a piedi uniti, come loro solito,  in una storia sordida che vede protagonisti una strana setta di vampire e una organizzazione criminale che “alleva” killer gestita da una insospettabile coppia.
…continua su Libri Consigliati

Gottland, di Mariusz Szczygiel

Published: 21/12/2010

Sorprendente. Così potremmo definire Gottland di Mariusz Szczygiel. A metà strada tra reportage giornalistico, saggio storico e racconto, Gottland è un libro assolutamente divertente e imperdibile che ci fa toccare con mano le assurdità di un regime che fa della manipolazione della realtà, del discredito gettato su persone più o meno note, (Roberto Saviano oggi parlerebbe di “macchina del fango”) la sua arma principale. Szczygiel racconta la Storia della ex Cecoslovacchia attraverso piccole storie incredibili e personaggi secondari, riuscendo a cogliere, lui polacco, l’anima del popolo ceco.
…continua su Libri Consigliati

Le ballate dell’angelo ferito, di Guido Ceronetti

Published: 16/12/2010

Quella che ci propone Ceronetti è una poesia alta, sottesa di etica, che attinge alla storia moderna e contemporanea cantandone gli eroi, e soprattutto le vittime, con dolorosa partecipazione.
Protagonisti delle Ballate dell’Angelo Ferito sono talvolta personaggi importanti ma raccontati da angolazioni particolari: Lee Harvey Oswald che confessa l’uccisione del presidente Kennedy (questo avatar dell’American Dream / Che piace ai popoli, allegro fottitore / Di un invidiato coacervo di puttane), Ali Ağca che nascosto tra la folla attende il papa gagliardo per ammazzarlo, c’è Ramón Mercader con la picozza nascosta sotto l’impermeabile pronto a uccidere la cicogna russa fuori del nido, Lev Trotzkij.
…continua su Libri Consigliati

L’eroe dei due mari, di Giuliano Pavone

Published: 01/12/2010

Diciamolo subito: L’eroe dei due mari di Giuliano Pavone è un romanzo che si legge velocemente, nonostante le sue trecento pagine. E a questo aggiungo che, pur non amando affatto il calcio giocato e soprattutto parlato, ho amato questo libro che attinge pienamente da quel mondo, ironizzando al contempo sui suoi eccessi.
L’eroe dei due mari ha due pregi immediati. Il primo è appunto la facilità di lettura, che forse non soddisferà gli amanti della complessità in letteratura. Il secondo è la tensione narrativa che aggancia il lettore evitandogli di smarrirsi tra i tanti personaggi che vengono “sfornati a getto continuo”.
…continua su Libri Consigliati

Situazione temporanea, di Marco Saya

Published: 08/11/2010

L’ultima raccolta di Marco Saya, Situazione temporanea (Puntoacapo), è una sorta di “passeggiata urbana” (così l’ha definita lo stesso Autore) che attraversa tutta Milano, procedendo dal centro fino alla periferia. Saya ci accompagna, passo passo, dentro un degrado umano, prima che urbano, comune a gran parte delle nostre città e, mostrandocene i fotogrammi, ci cattura come passanti capitati per caso sulla scena di un film.
…continua su Libri Consigliati
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: