about (Odi et amo)

Sono nata a Molfetta e lì ho vissuto, studiato, lavorato, scritto, amato per trentanni. Poi rapita dal principe blu cobalto e con una indispensabile voglia di ricominciare ho cambiato spiaggia e mi sono trasferita a Monopoli. E sono ancora qui, con le mie nostalgie e i miei amori.
Dopo aver inseguito vari sogni, in ultimo quello di una piccola casa editrice indipendente, ho cominciato a lavorare in una azienda che si occupa di web. E così oggi sono web content writer, parolona che in pratica significa scrivere testi un po’ ruffiani (ma ottimizzati in ottica S.E.O. cioè perché possano essere trovati sul web), e che volendo, con un po’ di fantasia, potrebbero essere letti come poesie dell’avanguardia più sperimentale.
Poi capita che ogni tanto io abbia qualche supplenza su e giù per la Puglia e allora sono anche una docente. Precaria per l’appunto. Se però un ipotetico intervistatore mi chiedesse, sì ma tu potessi sceglierti un mestiere che cosa vorresti fare? risponderei l’editor. Ma quel treno è passato almeno per poterlo fare come mestiere ma mi capita ancora di fare l’editing per giovani scrittori in cerca di… editor.
Tra i miei vizi c’è la Poesia. Ho commesso un paio di errori di gioventù pubblicando due raccolte (Le ali di cera, Canto e Disincanto) ma… sto cercando di smettere. Ultimamente, dopo 3 anni di stand by, ho ripreso a frequentare  ambienti a me più congeniali. E infatti curo la collana di poesia per una piccola casa editrice barese e pubblico le mie recensioni su Libri Consigliati. Tutto molto faticoso – se lo aggiungiamo alle 8 ore di noioso lavoro al pc, una casa da mandare avanti (ma la casalinghitudine non fa per me), due gatti esigenti e una ragazzina refrattaria – ma mi fa sentire viva. E poi, sì, c’è anche l’husband ma per fortuna è abbastanza indipendente e, a parte verificare che la mattina esca di casa con gli occhi aperti, non richiede molta cura.
Così ogni tanto mi capita ancora di scarabocchiare qualche verso sugli scontrini del caffè che poi dimentico di buttare per cui chissà che prima o poi non esca qualcosa di nuovo, di mio. Al momento, anzi, e questa è una new entry, la Stilo Editrice ha ripubblicato Canto e Disincanto e io ne ho approfittato per aggiungere qualche poesia nuova. Per cui se volete la nuova edizione rivista e ampliata: accattatevilla!

In sintesi mi piace leggere e mi piace scrivere. E leggo tanto, ma certo non come vorrei. La libreria di casa è stracolma di libri e ne sono orgogliosa. Anche se c’è  chi si dispera ogni qual volta in casa entra un nuovo libro perché…  ne abbiamo già così tanti! E secondo me già si sta chiedendo cosa farsene di quella che, sic stantibus rebus, sarà la nostra unica eredità. Forse l’e-book potrebbe essere una buona soluzione. Ci sto pensando seriamente.
In particolare mi piace leggere romanzi noir (passione in comune con l’husband, che tra l’altro i romanzi noir li scrive e anche bene),  gialli, romanzi e saggi che parlano di donne (femministi? Ma anche no), e tutti quei libri che mi permettono di conoscere altri mondi. Amo le grafic novel e sono da sempre una fan dei fumetti Bonelli e in particolare di Julia. Ho tutti i numeri dal primo all’ultimo, almanacchi compresi, e ci tengo a ciascuno come se fosse la testa di San Corrado (patrono molfettese). Se dovessi perdere anche un solo numero andrei in choc anafilattico. Che collezione sarebbe senza un numero? Butterei via tutto piuttosto. Qualcuno è convinto che sia una mania ma per me è saggezza. Punto.

Altre cose che mi piace fare sono, in ordine sparso, andare al cinema, cucinare con calma (mangiare e bere bene, of course), praticare Qi Gong (antichissima arte cinese, una sorta di ginnastica dolce che muove il corpo dall’interno e aiuta a tirar fuori l’energia interiore) e ospitare persone con il  couchsurfing.  Se non è possibile viaggiare nel mondo come vorremmo facciamo venire il mondo a casa nostra. Questa la filosofia di fondo.

Tra le cose che bisogna assolutamente sapere di me:
1) Colleziono giraffe. Di tutti i tipi. È il mio animale, anzi sono proprio io. Sì io sono una giraffa.
2) Non sono vegetariana (non servono le etichette) ma non mangio carne da 5 anni. Per motivi etici e salutistici. L’ho deciso, insieme all’husband, dopo essere stati ad Auschwitz, e rimango convinta della mia scelta. Il pesce lo mangio, almeno per ora, ma con parsimonia e privilegiando quello locale e pescato in mare. Ho simpatia per la filosofia vegan ma non fa per me (per quanto credo di aver raggiunto un buon compromesso mangiando quasi esclusivamente uova, e latticini biologici, e abbuffandomi di frutta e verdure).
In ogni caso, io non rompo le scatole a nessuno, non cerco di fare proseliti ma non voglio che altri cerchino di convincermi che il loro modo di vivere e di mangiare è quello giusto. Ora che ci penso, questo non vale solo per la questione dell’essere o no vegetariani.  C’è chi è convinto, per esempio, che una donna non possa essere completa se non ha figli. O che non hai vita sociale se non esci la domenica a sfilare al Corso o al Borgo. Altri ancora sono convinti che non sei nessuno se non sei su facebook. E altre amenità simili. Decisamente odio le persone così ottusamente convinte che non esista altro modo di vivere se non il proprio… e forse per questo motivo vedo scemare il numero degli amici veri.

E così ho introdotto il capitolo delle cose che non mi piacciono.
Stirare, sicuramente. E poi il parlare tanto per parlare. Odio, anche per questo, la televisione italiana (con pochissime eccezioni).
Non mangio i peperoni e le barbabietole (le cosiddette carote rosse). Odio i sottaceti. Ho sempre amato (e quindi odiato mangiare) i crostacei e in genere tutti gli animali con guscio: dalle lumache alle tartarughe, dai gamberi alle aragoste passando per granchi e pelose.
Odio l’abitudine, l’ipocrisia, l’indifferenza, la superficialità, la volgarità.
Odio andare in pizzeria il sabato sera e i locali affollati.
Odio la musica a tutto volume nelle automobili e in genere tutto ciò che è frastuono.
Odio i cellulari accesi nel cinema e la gente che parla a voce alta sul treno.
Odio chi non rispetta gli animali e chi crede di essere superiore per razza, sesso, religione, cultura, appartenenza politica o sociale…

Last but non least,  odio quelli che  chiedono di attendere un “attimino”, quelli che usano espressioni orrende tipo “accaventiquattro” o “duebarratre” quelli che pensano che dire “quantaltro” o “al volissimo” sia una cosa sensata. Per non parlare dell’uso disinvolto del “piuttosto che” o di chi dice  “misunderstanding” per dire che c’è stato un equivoco.
Odio gli estremi e gli estremismi ma sono estremista per quanto riguarda la lingua italiana.

PoSTILLA: So che non è politically correct ma odio anche i miei vicini. Avete presente quei vicini che  tengono sempre aperta la loro porta di casa per cui anche se non parlassero a voce alta  (come fanno) e non  gridassero al telefono (come fanno) si sentirebbe tutto quello che dicono o fanno? Giuro. Aggiungete che lui è un pescatore in pensione e per abitudine ogni mattina esce di casa prima delle sei (e il suo passo non è proprio leggiadro) e sbatte la porta di casa. Ma diciamo che a questo mi sono anche abituata. Ma quando rientra alle 6.20 del mattino, dopo il suo giro di ricognizione (ma che fa, tutte le sante mattine?) e sbaglia campanello suonando al mio, ecco, vorrei avere una pistola a portata di mano.
Ad acqua, ovviamente. Sono pacifista io. Ma non pacifica. C’è una differenza.


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9 responses to this post.

  1. Posted by cinzia on 7 gennaio 2011 at 17:03

    malincosorella!!!
    finalmente!

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  2. Apprendo dalle poche manie che hai indicato che anche tu sei pazzoide come me: se non l’hai ancora fatto puoi leggere sul mio blog alcune delle mie piccole ossessioni. Bene, un motivo in più per seguirti ;D

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    • eh eh non arriverò mai alla tua antipatia per i numeri dispari che ti porta a esaurirti per prendere sempre 2 maccheroni alla volta…
      però, in compenso, se rimaniamo a tavola, odio contaminare il bianco col rosso (per esempio la mozzarella col sugo) ma non il contrario.
      E poi io quando mangio… non mastico (più che mania e una cattiva abitudine).

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  3. “Marielluccia”… anche essere chiamata così rientra tra le cose che odi, ricordi?!
    E poi… vogliamo parlare degli occhiali con gli schizzi di acqua?
    A ben vedere sono tante le cose che non sopporti… non è che sei tu un tantino “essagerata”?
    Ma anche se fosse così tutto ciò ti rende UNICA e a noi CI PIACE!

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  4. Posted by drvannetiello on 15 gennaio 2011 at 22:25

    un saluto…

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  5. Posted by Marilena on 16 gennaio 2011 at 19:59

    Blackdalia… che piacere “leggerti” e “ritrovarti”!
    Hai il dono di diffondere armonia, leggerezza, di far sorridere e, cosa ancora più importante, di far riflettere.
    Grazie!

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  6. Posted by ilisca on 19 settembre 2011 at 14:11

    arrivoooo…meglio tardi che mai! ti rileggo e insieme ti ‘rivedo’ con tanto piacere, penso tu sia passata troppo velocemente nella mia vita o forse io allora non avevo molto tempo per te (figurati, non ne avevo per me!). posso dirlo? ..mi piace tanto leggerti! un abbraccio.

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  7. almeno sei viva e vivi…tu

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