Lettera aimiei alunni/4

Tutto questo porta alla ribalta il problema di cosa soprattutto dovrebbe insegnare la scuola, e dopo la tanta, troppa retorica sulla tragedia di Brindisi (di cui temo non si saprà mai la verità, ennesimo depistaggio mediatico) vorrei dire la verità, cioè che la scuola a parole predica legalità e giustizia ma nei fatti razzola il contrario. E per voi ragazzi i fatti contano. Se le parole per quanto belle non sono sostenute da comportamenti coerenti voi non le bevete. E cosa vedete, cosa respirate a scuola? A parte le ingiustizie, vere o presunte, che si svolgono ogni giorno in classe e dietro cui molto spesso nascondete la vostra svogliatezza, il vostro vittimismo, la mancanza di fiducia in voi stessi, l’incapacità di reagire costruttivamente alle piccole difficoltà. A parte questo, mi chiedo se anche voi vedete quello che vedo io. Che c’è un docente che passeggia per i corridoi o è intento placidamente al computer in sala professori quando dovrebbe essere in classe. Lo vedono tutti, colleghi e dirigenti, ma mai che abbia sentito una parola in proposito. Però se siete voi a passeggiare nei corridoi invece di essere a fare il vostro dovere in classe venite ripresi. Giustamente. Ciascuno deve fare il proprio dovere. Per fortuna non vedete che quello stesso docente, io lo chiamo l’Intoccabile, qualche volta fa chiacchierate in sala docenti con persone che non sono della scuola. Amici? Parenti? Clienti? Sostenitori? (è uno che le mani in pasta dappertutto, politica compresa) È uno di quelli, dei tanti, troppi che hanno il doppio lavoro e che vengono a scuola per arrotondare. Avvocati, ingegneri… quanti ce ne sono! Io sono sempre stata convinta che il lavoro serio a scuola non sia conciliabile con un’altra attività lavorativa. Lo dico con molta onestà, autoaccusandomi, perché in questi mesi ho portato avanti anche un altro lavoro. L’ho fatto per necessità perché poi a giugno, finita la supplenza, non posso permettermi di ritrovarmi con il sedere per terra. Me la firmate questa giustifica?
Ma quando (se) entrerò di ruolo dovrò fare una scelta, perché non si può essere bravi insegnanti se non ci si dedica a questo lavoro al 100%. Anima e corpo. Purtroppo, invece, per molti la scuola è un passatempo. Insegnanti e alunni. E chissà se la percepite come ingiustizia l’assenza fissa settimanale del vostro docente, sempre negli stessi giorni. Strano virus deve aver preso. Sempre di mercoledì quando ha 5 ore, o di sabato. Chissà se ve lo chiedete come sia possibile. Ve lo spiego io. Basta un medico di base che non si fa troppi problemi e una scuola che, come tutte le scuole, non dispone di molti fondi per cui non manda la visita fiscale per non doverne sostenere il costo. Certe volte sono stata tentata di dire “ve li do io i soldi!”.
Ma probabilmente voi siete talmente felici che il vostro docente non venga a fare non-lezione che il problema non ve lo ponete proprio. E in questo siete simili a tutti gli alunni d’Italia, anzi il vostro è l’atteggiamento tipico dell’italiano medio che vive pensando “finché mi conviene” “finché non mi tocca da vicino” salvo poi rendervi conto che la fregatura l’avete presa proprio voi. Ma sarà troppo tardi per ribellarsi. Sono altrettanto sicura che voi, spugne come siete, assorbite tutto, incamerate una sfiducia negli aduli e nelle istituzioni di cui forse non vi rendete conto consapevolmente. Forse nel vostro tapparvi le orecchie con le cuffie, nel vostro isolarvi dal mondo aggrappati, come l’ostrica a uno scoglio, al vostro telefonino c’è il rifiuto di questa ipocrisia che attribuite al mondo degli adulti tout court. Eppure non siamo tutti così, ve lo assicuro. Ci sono insegnanti straordinari, ci sono adulti giusti. Sì, anche nella vostra scuola. Sappiate cercarli e sosteneteli sempre.
Eppure vorrei dirvi anche che la legalità può, deve, partire da voi. Ammettere qualche volta le vostre responsabilità, almeno quando venite colti in flagrante. Per esempio. Avere rispetto per gli ambienti che vi ospitano e per i collaboratori che devono pulire i vostri macelli. Per esempio. Impedire che quel bidone dei rifiuti, quello lì davanti alla scuola venisse distrutto giorno dopo giorno fino a essere ridotto in cenere. Per esempio. E invece fate come le famose tre scimmie nonvedo-nonsento-nonparlo. Ma se non coltivate il senso della giustizia alla vostra età, cosa coltiverete dopo, da adulti?

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