La solita vita

La più bella vita è la “solita vita”
Questa massima – che rubo a una mia amica e che lei a sua volta ha rubato a suo padre – mi ha accompagnato come un mantra in questi primi due giorni della settimana.
Giorni di gelo, di ritardi, di coincidenze perdute, di nuovi riti a cui abbarbicarsi, di sconforto, di inutilità (plurale), di ottusità (sempre al plurale), di insonnie, di nostalgie (pantaloni di pile e tè caldo zavorrato di miele, biscotti da fare, coccole da rimandare…)

Pensavo stamattina che in fondo quel “mezzo centimetro di felicità” che manca sempre e che a volte diventa un chilometro (L’uomo flessibile, Carlo Fava: da sentire) sta tutto nelle piccole cose che facciamo ogni giorno.
Sarà banale, e lo è, ma ce ne accorgiamo sempre tardi.
Ora che  passo un terzo della mia giornata a correre tra un treno e l’altro, tra un’aula e l’altra, tra laboratorio multimediale e sala docenti senza stare in uno stesso luogo per più di un’ora, a inseguire gli alunni perché firmino il registro attestando la loro e la mia presenza… penso a tutto il tempo che ho perso e a quello che sto perdendo per inseguire qualcosa che non voglio davvero. Ma bisogna fare i conti, letteralmente, con le necessità materiali.
Ho nostalgia persino delle paure, sono così di compagnia e mi rassicurano perché in fondo sono sempre quelle.
Mi ritrovo, io che ho sempre vissuto facendo progetti, ad avere la necessità di rimodulare i miei orizzonti, accorciarli e di parecchio. Non potrei farcela, mi dico, se pensassi che vivrò in questo modo fino a giugno. All’inizio ho provato a pensarmi mese per mese, poi settimana per settimana. Oggi non posso pensarmi fra 3 giorni, il mio orizzonte, il mio spazio progettuale si è ridotto a 2 giorni. Di più mi si apre un baratro di sconforto.
Apro parentesi – È soprattutto il gelo a spaventarmi, in questo che si sta rivelando l’inverno più freddo degli ultimi 27 anni in Puglia. Se non è sfiga questa come la vogliamo chiamare? E nei prossimi giorni e settimane ci aspetta la neve. – Chiudo parentesi.
Rimangono i miei sogni, potrei chiamarli “estivi”, e senza quelli forse non avrei la forza di alzarmi dal letto al mattino e men che mai di uscire di casa sapendo quello che mi aspetta fuori.
Cerco di concentrarmi su questi sogni nei momenti  di sconforto ma mi sembrano così lontani… Persino la primavera mi chiedo se esista davvero.

Sogno numero 1: tre giorni a Barcellona, prima possibile, giugno verosimilmente, a scuola finita. E ogni lunedì mattina mi incoraggio al grido di “Gaudì aspettami!”
Sogno numero 2: la Grande Braderie a Lille il 1 settembre. E, magari, un giretto in Borgogna tanto per gradire (e per accontentare l’husband perché io andrei nei Paesi Bassi).
Il Sogno numero 3 è in via di definizione perché si è materializzato recentissimamente. Per la prima volta ho preso in considerazione l’idea di fare un corso di meditazione vipassana. Finora non mi ha mai attirato: 10 giorni di silenzio, senza nemmeno un pezzetto di carta su cui annotare qualcosa o un libro da leggere non mi sembravano il massimo del godimento.
Ma in questo momento mi sembra una cosa non solo fattibile ma auspicabile. Forse necessaria per liberarmi della zavorra delle mie paure, dei miei sogni ricorrenti, e magari anche del prurito psicosomatico che si è ripresentato dopo anni di assenza.
Ho bisogno di ritrovare il punto di inizio. Capire perché ogni qualvolta il mio mondo viene terremotato, dalla terra vengono fuori zolle dell’era paleolitica.
Il punto dolente non può essere sempre e solo quello. Io lo conosco bene il mio nervo scoperto, quel momento di rottura che ha segnato la mia vita, come vivere al di là di una faglia: sotto solo roccia e dall’altra parte tutto il resto.
Né qui né altrove: un bel titolo per un libro inutile (letto negli ultimi 2 giorni). La conclusione di questo post.

Alla fine mi sono persa anche qui. Volevo solo dire con questo post che a volte è quello che abbiamo che dobbiamo valorizzare. Ma anche che a volte succede qualcosa che scombussola il nostro giardino zen, vero o presunto, è che quella è l’occasione da prendere al volo per cambiare forma al nostro giardino e renderlo più simile a noi.
E lo dedico a una amica che in questi giorni è un po’ turbata.

Lo so che dovrei raccontare della mia esperienza a scuola. Non è il momento. Non ancora.

3 responses to this post.

  1. sì la quotidianità è la cosa più bella ma… se si è in due o tre. Quando si ha lo stesso lavoro da 24 anni quado non viaggi solo se per uno o due giorni in italia, quando vedi la tua bestiolina peggiorare sempre più (ora sta tentando di alzarsi e la sento rumoreggiare). La quotidianità è mortale. E poi quando uno spiraglio, sembra aprirsi e di colpo scompare è la riprova che abbiamo solo la nostra quotidianità. Comunque meglio questo che altro…
    ciao ciao
    p.s. rileggendo pensio sia eccessivamente negativo ma…lo lascio in questo periodo mi sento così maa…passa :)))

    Rispondi

  2. Posted by margie on 31 gennaio 2012 at 19:29

    eccomi ad assolvere il compito a casa, il padre era il mio, la massima l’ho fatta conoscere io quindi…mi tocca!
    purtroppo devo dire che quella frase non evoca uno dei periodi migliori del mio genitore, perchè lui questa cosa la disse quando non ci vedeva quasi più per colpa del diabete, che gli aveva sconvolto la retina, e non poteva più camminare a causa di una dolorosissima gonartrosi ad entrambe le ginocchia.
    dico queste cose perchè vorrei far rilevare un ulteriore aspetto, altrettanto banale ma vero in modo sconvolgente. non solo dovremmo apprezzare la quotidianità un poco più spesso, ma anche il fatto di stare bene. Faccio parte di una fondazione che aiuta i familiari di pazienti affetti da alzheimer, non tutti sanno che si ammalano molto più spesso le famiglie che curano una persona con quella diagnosi rispetto al resto delle famiglie. Per fortuna siamo in piedi, anche con l’anima accartocciata, con l’orizzonte lungo un attimo, con gli occhi incerti. Siamo affaticati e in cerca di riconoscerci dentro al caos però, la sera, camminiamo verso casa. Non dico che sia sufficiente, la nostra vita occidentale ci spinge, inesorabile, verso l’insoddisfazione dentro alle più disparate mancanze di senso. capisco il disagio di doversi riprogrammare e ridisegnare un paesaggio diverso in poco tempo, e per tante volte nella stessa giornata. io cerco di sopperirvi con la disponibilità alla conoscenza, con la curiosità e l’interesse, questo mi fa scoprire sempre cose e persone straordinarie. come il fatto di scrivere questo commento, per salutare un’amica,farle ciao immaginandola sul treno al vento e al freddo, esile e forte, timida e sagace, lieve e sincera. la primavera viene sempre.l’unica cosa certa della vita è il nostro universo infinito e sicuro, una vera fonte di conforto. Tu sai che il giorno, poco a poco, allunga la sua gonna di luce, portandoti fino all’estate e, cosi facendo, quell’abito splendido darà consistenza ai tuoi sogni. (n.1 e n.2).
    dalla “sagrada familla”( si scrive così?) mi penserai e dalla Braderie sorriderai ricordando questo post.
    In più, affacciati dai tuoi treni oppure appiccica il naso al finestrino, quando ogni giorno viaggi verso i tuoi doveri, vedrai succedere molte cose, le solite cose, dentro alle solite stagioni, e pensa che anche quelle rappresentano pur sempre la solita vita della terra, così sarai anche tu un po’ a casa tua dentro al mondo.

    Rispondi

  3. Due commenti, uno negativopessimistachepiùnonsipuò e l’altro ottimistaepositivo.
    ad antonio voglio dire che la quotidianità può essere mortale in qualunque situazione, ma è vero che si ha qualcuno con cui condividere le tristezze è più facile. però ad ogni discesa segue una salita e viceversa. è la natura delle cose.
    A margie il mio ringraziamento per lo spunto e per le perle di saggezza poetica dissemminate qua e là. in questo momento prevale la negatività, ma metterò da parte i tuoi consigli per giorni migliori.

    Rispondi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: