Nave senza nocchiero

Non sono la prima né l’ultima a vedere nel tragico affondamento della nave Concordia una triste metafora del nostro Paese.
A me sono venuti subito in mente alcuni famosi versi danteschi (Canto VI del Purgatorio)

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!

Una nave senza nocchiero o con un nocchiero pusillanime, che nega l’evidenza fino alla fine. Un nocchiero che non è capace di prendersi le responsabilità del proprio ruolo.
Quello che scrivevo nel post precedente si è rivelato in tutta la sua drammaticità. Ognuno nelle cose che fa, nel suo lavoro e nelle sue scelte di vita – auspicavo – deve metterci la coscienza.
Dal macchinista dei treni a chi ripara i marciapiedi, da chi costruisce le case a chi opera in ospedale, da chi pulisce le strade a chi guida una nave.
L’Italia e il mondo intero sono come quella nave che va avanti a oltranza, continuando a bere, mangiare e ballare fino a che uno scoglio interrompe, in modo tragico, la navigazione.
Sarebbe bastato invertire la rotta, fermarsi un attimo prima. Anche fuori di metafora il messaggio è lo stesso: invertire la rotta. Cambiare pagina e abitudini, smetterla di consumare le risorse prima che queste finiscano.

Ieri a Monopoli, la mia città adottiva (non so se io ho adottato lei o viceversa) si è svolta una manifestazione regionale per protestare contro le trivellazioni delle nostre coste alla ricerca di petrolio.
Un corteo colorato che al grido di NO PETROLIO vuole impedire alla Northern Petroleum di distruggere le nostre coste. La manifestazione, come tutte le manifestazioni popolari, ha avuti luci e ombre, però nessuno può più far finta di non saperne niente e anche a livello politico, vista anche la massiccia presenza di politici di ogni schieramento (ma dov’erano prima, quando quei permessi sono stati firmati?) ora dovranno perlomeno ascoltarci.
Vista dall’interno la manifestazione ha un sapore diverso, quello delle persone che ci hanno creduto e che si sono impegnate perché riuscisse.
Alla fine, di ogni cosa si può dire che “lascia il tempo che trova” ma se tutti ragionassimo così nulla mai cambierebbe.
Due riflessioni a margine del corteo. 1) passando davanti alle associazioni di pescatori mi ha colpito (ma non stupito) che proprio loro che avrebbero più da perdere, proprio loro che nel mare ci vivono e del mare vivono fossero sulla soglia a guardare il corteo, le facce impenetrabili di chi ha ben altri problemi e guarda a queste manifestazioni come a delle ragazzate. Davvero inquietante. 2) mi chiedo quante delle persone che hanno partecipato al corteo siano consapevoli di una cosa: NO PETROLIO significa anche lasciare la macchina a casa se puoi fare il tragitto a piedi. Significa prendere il treno, andare in bici, camminare… ma non solo. Significa cambiare il proprio stile di vita. Significa anche imparare ad apprezzare quello che abbiamo. Significa anche fare piccoli passi, ma farli. Possibilmente nella direzione giusta.
E qui ritorniamo alla nave senza nocchiero e alla necessità di cambiare comandante e invertire la rotta.

La linea d’ombra

2 responses to this post.

  1. sai sabato ci dovevo stare pure io .ma…la pigrizia mi ha preso molto (ultimamente non è una novità) e qusta è la mi prima pecca. Credo che l’atteggiamento del capitano è esemplare, giudizio sommario e tranciante ma la penso così, uno sbruffone un quaquaraquà che non si rende conto della situazione e quando comprende la tragedia, si rivela quello che è un codardo che si è fatto prendere dal panico. E’ esattamnte l’atteggiamento che abbiamo tutti, io in primis, è quello che ci ha inculcato la cultura degli anni ’80 e poi i seguenti. Oggi paghiamo tutte le conseguenze di mancanza di “profeti” e di conseguenza di un nostro atteggiamento al menefreghismo. Per tutti credo che la soluzione sia fare ognuno nel piccolo il proprio dovere. E la necessità di persone che diano “l’esempio” per avere coscienza delle cose. Non un “dio” o un “uomo della provvidenza”, ma…delle semplici persone che siano “profeti” nel guardare quello che succederà domani. un Abbraccio oTTIMISTA

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  2. Grazie del tuo commento e del tuo ottimismo. è proprio così: ciascuno deve fare il proprio dovere, a cominciare dallo spazzino, fino al capo di Stato. però mi accorgo che il concetto di “responsabilità” è al di fuori della logica dell’italiano medio. io provo a insegnare questo ai miei alunni, maldestramente ma ci provo. e non è che ci riesca tanto…

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