il paese delle donne

Sto leggendo due libri che si incastrano alla perfezione, e che mi porto appresso come un totem da un piano all’altro della casa.
Uno è  Nel paese delle donne di Gioconda Belli, un’autrice che ho amato moltissimo, il suo La donna abitata è uno di quei libri che mi ha cresciuto, come dico io. Rimpiango ancora di averlo perso durante uno dei traslochi. Me lo ricomprerò prima o poi ma non è la stessa cosa, lì c’erano le mie sottolineature e le mie glosse…
Che bello ritrovare questa autrice in un libro così pieno di poesia ma anche concreto e sovversivo. Un regalo dell’husband…
La cosa intrigante è che le vicende di Faguas – fantasioso paese dell’America Latina in cui le donne, stanche dei soprusi, della corruzione, del degrado morale e della sporcizia di un governo di uomini, prendono il potere e con la complicità di un vulcano che abbassa il livello di testosterone capovolgono la situazione, allontanando tutti gli uomini dagli incarichi pubblici per non subirne le pressioni e imparare a credere in se stesse – sono lo specchio di quello che avviene nella occidentale Italia, e penso non solo qui.

Era necessario smontare rimontare il puzzle dell’educazione dei figli, e cioè il problema più grosso per una donna emancipata che voglia essere madre ma anche professionista di successo. Farsi carico della casa e dell’ufficio è un peso gravoso. Quelle che se lo possono permettere spesso decidono di chiudere il diploma in un cassetto e fare le mamme a tempo pieno, ossessive e perfette. Era necessario mettere un punto fermo, pensare a qualcosa che ponesse fine allo spreco di talento legato alla casualità di nascere donna.

Non l’ho ancora finito perché, come succede per i libri che mi piacciono troppo, arrivata a metà ho cominciato a rallentarne la lettura per ritardarne le fine e quel senso di vuoto che ti lascia.
Anche per questo, per non finirlo troppo presto, ho cominciato a leggere un altro libro, da cui non mi aspettavo molto e che invece mi ha conquistata: 10 grandi donne dietro 10 grandi uomini. Dico subito che il titolo non è invitante e la copertina ancora meno. Però questa piccola casa editrice, Laurana, pubblica cose serie e questo libro lo è. Ti prende, in realtà sono 10 racconti che hanno protagoniste donne vere, viventi. E che sono grandi di per sé, non solo perché compagne di grandi uomini.
In questo mi riallaccio al libro di Gioconda Belli dove le donne per poter dimostrare, a se stesse prima di tutto, il proprio valore, devono mettere da parte gli uomini per un po’, provare a governare da sole, senza lo sguardo critico di chi il mestiere del potere lo esercita da sempre.
Le storie di Mina Welby, Anna Vespia, Rita Borsellino, Antonietta Vendola, Michelle Obama, Hilary Clinton, Harper Lee, Yoko Ono, Tahereh Saaedi Panahi, Pilar del Rio…  sono raccontate dal di dentro, a volte in prima persona. Toccano il cuore, stimolano il cervello. Isabella Marchiolo è brava, sa scrivere.  E mi ha fatto scoprire storie e donne che non conoscevo.

Entrambi i libri sono disseminati di perle di saggezza (e sono da me strasottolineati!) e mi sembrano che vadano nella stessa direzione. Le donne, il loro valore non è riconosciuto nella società in cui viviamo e “se non ora quando” non è solo uno slogan, è un grido di battaglia che deve coinvolgere tutti, uomini e donne.
Perché ritrovare l’equilibrio tra maschile e femminile per un mondo più giusto deve essere l’obiettivo di tutti. Forse sarebbe più facile se gli uomini si mettessero nei panni delle donne per 6 mesi, come accade nel paese delle donne immaginato da Gioconda Belli.
O forse basterebbe leggere insieme questi due libri. Chissà.

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5 responses to this post.

  1. Posted by osvio on 14 luglio 2011 at 17:19

    oppure saper regalare i libri giusti…

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  2. Postilla: Un libro tira l’altro. La lettura del libro della Marchiolo mi ha spinto a saperne di più sulla storia di Anna Vespia, vedova di Natale de Grazia, capitano di corvetta morto (ufficialmente) per infarto durante una missione nel 1995. Mi sono ricordata che avevo comprato, l’anno scorso, un libro sulle navi dei veleni (su quelle indagava De Grazia) e ho cominciato a leggerlo. Tutto d’un fiato, con l’orrore e l’angoscia che sale e ti prende alla gola. Fa passare la voglia di andare al mare ma va letto per capire tante cose (compresa la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin). Si chiama BANDIERA NERA ed è scritto da Andrea Palladio (manifestolibri) con prefazione di Massimo Carlotto. Perfetto da leggere in spiaggia…

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  3. Posted by G. on 9 agosto 2011 at 17:10

    Non sarà mica un caso che la stragrande maggioranza dei lettori in Italia sono donne!
    Perché invece le scrittrici sono sempre un’esigua minoranza?

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    • Ce ne sono tante di scrittrici brave, anche in Italia (margherita oggero, valeria parrella, michela murgia, lucia tilde ingrosso, fabrizia ramondino le prime che mi vengono in mente). Bisognerebbe far conoscere le donne che scrivono alle donne che leggono. E non solo a loro, perchè secondo me la scrittura è un genere neutro (ma non “neutrale”) e gli uomini che leggono le donne sono ancora meno.

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