La bellezza e l’impegno

Venerdì sera siamo usciti per bere qualcosa con una coppia di amici prima della loro partenza per le vacanze e ci siamo ritrovati la mattina dopo, alle 7.00, in partenza per Senigallia, senza ben sapere come. E posso dire di aver davvero fatto il pieno di bellezza in questo pazzo week end.

Le Marche con le colline ricoperte di girasoli, la suggestiva tranquillità di Corinaldo, paesino che ha dato i natali a Santa Maria Goretti (e curiosamente gemellato con Arcore, paese che ha dato i natali al puttaniere d’Italia), l’asta di Libera, il concerto di Caparezza, il pranzo in una straordinaria osteria a San Costanzo. Tutto bello per chi sa guardare.

E dulcis in fundo una visita alla rocca roveresca dove per sole tre settimane è esposta la Madonna di Senigallia, di Piero della Francesca.
Che quadro meraviglioso, di quelli che aprono la mente e che incantano per la loro perfetta semplicità. Quanta dolcezza, quante mestizia in quel volto di madre che presenta al mondo il bambino presagendone la fine. Eppure porta avanti il suo destino, consapevole di un impegno preso con l’umanità.
Bellezza e Impegno. L’una complementare dell’altro.


Mi viene in mente una poesia (è mia, scusate ma il mio libro è stato ristampato con degli inediti)

Ho scelto di non essere
isola
ma arcipelago
e di alghe e coralli
a dirne la bellezza
e la fatica mi impegno.

Mi viene in mente la bellezza della Val di Susa e l’impegno della popolazione e di tante persone a difenderla da chi la vuole cancellare.
Perché di questo si tratta. Cancellare la bellezza, calpestare la storia in nome di una presunta modernità. Ma vale davvero la pena distruggere un territorio abitato da uomini per consentire ad altri uomini (pochi) di andare da Torino a Lione in meno di 3 ore? Soprattutto, ha senso in un paese dove la maggior parte delle merci continua a essere trasportata su gomme (con tutto quel che ne consegue in termini di inquinamento, incidenti, costi) e dove i pendolari, cioè persone che usano  il treno per recarsi al lavoro, devono affrontare ogni giorno una odissea sempre nuova?
C’è qualcosa che non quadra in tutta questa storia. O forse quadra benissimo. È la solita storia di chi per far soldi non guarda in faccia a nessuno. Vedi il tentativo di sdoganare il nucleare, vedi la ricostruzione de L’Aquila, vedi il ponte sullo stretto…. vedi alla voce “italia” mi verrebbe da dire.

Io non ho parole nuove da spendere per la Val di Susa. Ammiro le persone che la stanno difendendo con i denti, che credono di avere diritto a esprimersi sulla loro valle.
Non ho parole nuove e raramente ne parlo per paura di scontrarmi con i soliti cliché di chi si informa solo dai tg e dei quotidiani legge solo i titoli in vetrina. Forse sbaglio, dovrei combattere anche io per la Val di Susa. Perché la bellezza appartiene a tutti.

Lo faccio nel mio piccolo, riportandovi un passo di un articolo di Gianni Vattimo, apparso sul manifesto di oggi:

Non è una faccenda che riguardi la sola Val di Susa, ormai; è l’emblema di come, con la connivenza più o meno esplicita di quella che dovrebbe essere l’opposizione, una classe di governo piena di collusioni mafiose, con l’approvazione di un Parlamento dove i voti decisivi vengono palesemente comprati, vuol realizzare un’opera della cui utilità non ha mai voluto discutere, trincerandosi dietro chiacchiere retoriche sul progresso e il minacciato isolamento del Piemonte. Chi ha visto domenica il traffico delle Valli di Susa e Chisone, bloccato per ore dalla chiusura dell’autostrada del Frejus e dalle code di auto che cercavano di avvicinarsi a Torino, ha ragione di domandarsi quante settimane potrà durare il cantiere aperto per finta in questi giorni, che si è limitato ad alzare barriere militari a difesa di un lavoro fatalmente destinato a risolversi in uno spreco di denaro europeo (anche nostro però), in uno scempio ambientale e di salute (l’amianto chi lo inghiottirà?) e nel sempre più pericoloso discredito della nostra democrazia.

E invitandovi a vedere il video in cui Marco Travaglio (non sempre simpatico ma è persona intelligente) ci racconta nel suo solito modo arguto di questa vicenda.
Ecco come Sergio di Vita (che ringrazio) presenta questo video:

Oggi è necessario tentare di informare tutti coloro che, da lontano, e senza sapere nulla di ciò di cui “si parla”, farfugliano di “sviluppo”.
Ecco allora, per cominciare, un video che fornisce una serie di argomenti; ognuno, poi, giudichi da sé.
Ma non è consentito a nessuno fare blabla su queste cose serissime, senza cognizione di causa.
Perché è responsabilità di tutti, intervenire consapevolmente su questioni nazionali di massima importanza: è in ballo il futuro di tutti gli italiani, dal punto di vista lavorativo, economico, ecologico. Soprattutto per gli abitanti della Val di Susa, più direttamente coinvolti; ma per tutti.
Dunque, prego di dare massima diffusione a questo video, se se ne condividono i principi ispiratori e gli argomenti.
Spero che nessuno si arresti alle prime battute, influenzato dalle personali simpatie o antipatie verso il tale o il tal altro “personaggio” .
Informarsi è altra cosa, e cosa ben più seria.
Oggi informarsi è possibile. Ed è un dovere, prima che un diritto. Come la libertà. Perciò: prima ascoltare; poi giudicare.

È il mio piccolo contributo alla bellezza.
Grazie a Piero della Francesca. Grazie ai tanti testimoni che ci fanno arrivare la verità dalla Val di Susa.
Apriamo gli occhi. Restiamo Umani, come avrebbe detto Vittorio Arrigoni.

4 responses to this post.

  1. Posted by MG on 7 luglio 2011 at 08:42

    Finalmente sei tornata. Mi mancavano le tue parole e le tue poetiche analisi sociali. Un caldo abbraccio.

    Rispondi

  2. grazie, fedelissima…

    Rispondi

  3. Posted by osvio on 7 luglio 2011 at 11:21

    niente da aggiungere…
    se non l’ennesimo motivo di scoramento. e l’ennesimo motivo per stringere (digrignare…) i denti.

    Rispondi

  4. Posted by Star on 7 luglio 2011 at 15:13

    … (SENZA PAROLE!!!) … ed ho detto tutto!!!

    Rispondi

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