altre donne, altri uomini

Esistono anche altre donne. Esiste San Suu Kyi, che dice: «Un’esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. Non tutto si può comprare col denaro, non tutti sono disposti ad essere comprati. Quando penso a un paese più ricco non penso alla ricchezza in denaro, penso alle minori sofferenze per le persone, al rispetto delle leggi, alla sicurezza di ciascuno, all’istruzione incoraggiata e capace di ampliare gli orizzonti. Questo è il sollievo di un popolo».
[…] Sono sicura, so con certezza che la maggior parte delle donne italiane non è in fila per il bunga bunga. Sono certa che la prostituzione consapevole come forma di emancipazione dal bisogno e persino come strumento di accesso ai desideri effimeri sia la scelta, se scelta a queste condizioni si può chiamare, di una minima minoranza. È dunque alle altre, a tutte le altre donne che mi rivolgo. Sono due anni che lo faccio, ma oggi è il momento di rispondere forte: dove siete, ragazze? Madri, nonne, figlie, nipoti, dove siete. Di destra o di sinistra che siate, povere o ricche, del Nord o del Sud, donne figlie di un tempo che altre donne prima di voi hanno reso ricco di possibilità uguale e libero, dove siete? Davvero pensate di poter alzare le spalle, di poter dire non mi riguarda? Il grande interrogativo che grava sull’Italia, oggi, non è cosa faccia Silvio B. e perché.

La vera domanda è perché gli italiani e le italiane gli consentano di rappresentarli. Il problema non è lui, siete voi. Quel che il mondo ci domanda è: perché lo votate? Non può essere un’inchiesta della magistratura a decretare la fine del berlusconismo, dobbiamo essere noi. E non può essere la censura dei suoi vizi senili a condannarlo, né l’accertamento dei reati che ha commesso: dei reati lasciate che si occupi la magistratura, i vizi lasciate che restino miserie private.

Quel che non possiamo  consentire è che questo delirio senile di impotenza declinato da un uomo che ha i soldi – e come li ha fatti, a danno di chi, non ve lo domandate mai? – per pagare e per comprare cose e persone, prestazioni e silenzi, isole e leggi, deputati e puttane portate a domicilio come pizze continui ad essere il primo fra gli italiani, il modello, l’esempio, la guida, il padrone.

Concita De Gregorio su l’unità del 18 gennaio

Esistono altre donne: è vero. Esistono donne che si chiamano Susanna Camusso e Flavia Perina, Anna Finocchiaro e Maria Ida Germontani, e firmano lo stesso appello. Esistono donne normali che leggono, lavorano, prendono l’autobus, giocano a carte con i propri figli, studiano, pensano, vanno al cinema, sognano come tutti gli esseri umani. Esistono donne che non considerano un traguardo entrare nella dimora di un potente e uscirne avendo guadagnato quello che “un cristiano normale” percepisce con sette mesi di lavoro, come una delle sventurate ragazze di Arcore ha confidato alla propria madre.

[…] Ed esistono altri uomini, che non si complimenterebbero con la propria sorella perché si è travestita da porno-infermiera per risolvere i problemi della famiglia. Esistono uomini che non si riconoscono nella logica del “Così fan tutte” (“il mondo è pieno di ragazze che si concedono al professore per goderne l’indulgenza all’esame o col capoufficio per fare carriera”, scriveva ieri Piero Ostellino sul Corriere della Sera) e che amano le proprie compagne per quelle che sono, e non per come il modello delle donne raccontato dalla televisione e dalla pubblicità in oltre vent’anni pretenderebbe che fossero.

Loredana Lipperini su su l’unità il 19 gennaio

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