prigioni e illusioni

Da sempre si scrive sul diario quando si sta un
po’ depressi e anche il blog non sfugge a questa regola, perciò oggi
scrivo.
Beh bisogna andar cauti a parlare di depressione,
quella è roba seria. Ma posso dire che sto un po’ abbatutta? sì.
Niente di che in realtà. Non è successo niente.
Però quando intravedi qualcosa e poi non succede nulla un po’ ci rimani
male.
Come me che oggi mi sono presentata per una
convocazione per insegnare a un corso professionalizzante e c’era una prima di
me in graduatoria che mi ha soffiato il posto. Buon per lei.
Si trattava di 70 ore in tutto l’anno, non mi
avrebbe cambiato la vita però me l’avrebbe migliorata.
Non tanto dal punto di vista economico:
l’equivalente di uno stipendio mensile normale che mi sarebbe stato corrisposto
a fine anno.
Certo non ci sputo sopra, anzi, già immaginavo di comprarmi un
bellissimo paio di stivali ma anche di comprare finalmente la cameretta per
juliegirl.
Però non era tanto quello quanto l’idea che
seppure per poche ore a settimana avrei fatto qualcosa di utile o almeno,
diciamo, di non inutile.
Poi l’idea che avrei potuto leggere in treno,
vedere altre facce e un’altra città, respirato al di fuori degli angusti confini
della mia stanzetta, l’idea soprattutto di cimentarmi in qualcosa di nuovo… mi
metteva un’euforia che è difficile da capire per chi non sente corpo e mente
letteralmente "in prigione" quando è in ufficio.
Non mi sono fatta illusioni sulla reale
possibilità di poter aspirare a quel posto, per ragioni di graduatoria. Ho
tenuto i piedi per terra e spuntato le ali alla mente.
Però quando è stato certo che non se ne sarebbe
fatto nulla, ho capito quanto sarebbe stato importante, vitale, per me.
Mi
sono abbattuta e
questo mi ha fatto ancora una
volta di più capire che quel che faccio non mi piace. Ma non ho altre
possibilità al momento.
A volte ci penso, lascio tutto e cerco altro o
ritorno a fare la casalinga. Eh, ma non posso proprio.
Poi mi dico che è sempre meglio che lavorare in
miniera, che a casa mi annoierei e che starei troppo addosso ai miei. Sì,
vero. Ma io voglio lavorare, mi piace lavorare, adoro lavorare.
Ma non amo questo lavoro, questo ambiente
arretrato ammantato di modernità (fotocopia dell’Italia in cui viviamo), questo
sentirmi tarpate le ali, questo non aver possibilità di confronto e crescita. Mi
sembra di regredire giorno per giorno e se non faccio qualcosa subito sarà
troppo tardi.
Non è bastato a tirarmi su nemmeno il sole di
stamattina, un sole limpido e caldo come non si vedeva da mesi. E nemmeno girare
tra le vetrine sapendo che stavo rubando quel tempo al mio lavoro in ufficio.
Tanto recupero. Le ore di lavoro si possono recuperare. La vita no.
Diciamo che questo in generale non è un periodo
facile per me. Piccoli acciacchi, piccoli malumori e come un ronzio ricorrente
tra emicrania perenne e pensieri di morte.
Tutto si supera. Diciamo che ci sarebbe proprio
voluto qualcosa di nuovo, una sferzata di vita ma pazienza. Come si dice?
Ritenta sarai più fortunata.
 
Bene, e dopo aver condiviso il mio pessimo umore
me ne posso anche andare.
Quasi quasi stasera mi faccio portare fuori
dall’husband. C’è sempre un motivo per festeggiare.
Il mio sta a Milano. Ma anche qui gioia e malinconia si intrecciano.

5 responses to this post.

  1. Posted by cinzia on 31 gennaio 2010 at 11:53

    Coraggio Sorella.Lo so che non ti consola, anzi (ma non ti preoccupare per me), io ti capisco molto bene riguardo all\’ufficio.Io sono prigioniera. Non si può neanche raccontare quell\’ambiente. Ma, come dice una mia ammica matta: il nomdo è tondo è gira. E tutti faranno i conti, prima o poi.Che poi tradotto come dice mamma: tutto arriva.Coraggio.

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  2. Posted by Unknown on 1 febbraio 2010 at 04:04

    ma sì. ci sono i momenti in cui tutto sembra nero ma poi passa, lo so. oggi va già un po\’ meglio anche se (o forse anche perchè) sono rimasta a casa. niente ufficio.

    Rispondi

  3. Posted by cinzia on 1 febbraio 2010 at 04:54

    volevo dire che "il mondo è tondo e gira"… scu…Hai fatto bene a restare a casa… hai fatto bene e ti farà bene… lo so…

    Rispondi

  4. Posted by rosanna on 1 febbraio 2010 at 14:08

    Nonostante non mi possa lamentare di nulla, in un angolino remoto dentro di me, c\’è un sogno, un\’esigenza,una mancanza con cui faccio i conti quasi ogni giorno. Quella maledetta via suppa…

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  5. Posted by Unknown on 3 febbraio 2010 at 04:53

    già. anche a me mancano quei tempi. soprattutto la possibilità di confronto. non era tutto rose e fiori ma era bello condividere un sogno. ma le cose vanno come devono andare e così sono andate. sarebbe bello incontrarci tutti un giorno.cì: è vero che tutto gira però non ho propositi "vendicativi" verso nessuno. vorrei solo vivere bene la mia vita.

    Rispondi

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