acqua, luce e libertà

Ieri sera io e l’husband siamo andati con alcuni amici a Bari per sostenere l’autogestione del Ferrhotel.

Un tempo utilizzato per ospitare i ferrovieri, nel 2006 una convenzione tra la Ferrovie dello Stabile, proprietarie del’immobile, e il Comune di Bari ne ha fatto un ricovero per i senzatetto di Bari, italiani e stranieri. Inaugurato in pompa magna. C’ero, me lo ricordo. Sembrava una cosa bella assai.

Dopo un anno è stato chiuso, non so bene perché. Quest’anno la chiusura di altri dormitori ha reso la situazione drammatica per molti migranti.

A ottobre 40 persone di nazionalità somala, tutti rifugiati politici o beneficiari di protezione umanitaria per motivi umanitari hanno occupato il Ferrhotel chiedendo all’amministrazione comunale di rinnovare la convenzione con le Ferrovie dello Stato per permettere a loro di vivere dignitosamente. Il 9 dicembre c’era l’incontro tra il rappresentante delle Fs e il Comune di Bari ma il sindaco non ha firmato la convenzione che, dunque, è scaduta.

Ora i somali, aiutati da associazioni, liberi cittadini e qualche parrocchia (il vescovo di Bari si è espresso dicendo che non è corretto occupare illegalmente uno stabile) stanno cercando una soluzione alternativa per non mettersi in mezzo a questioni politiche più grandi di loro. Chiaramente qui entra in gioco la diatriba tutta interna tra Regione e Comune, o meglio tra Vendola ed Emiliano, e intanto la gente rimane al freddo e al gelo, come Gesù bambino.

La soluzione trovata e proposta è quella dell’autogestione che è vantaggiosa sotto diversi punti di vista. Ma al momento la situazione è in stallo e i somali sono senza corrente elettrica.

Ieri sera –  e torniamo al punto di partenza – la festa per raccogliere fondi che serviranno ad acquistare un generatore di corrente più grande.

Non c’era moltissima gente, i soliti noti mi verrebbe da dire. Ma per me è stato importante guardare in faccia i ragazzi somali, spiarne i sorrisi, immaginare il loro viaggio per arrivare fin qui. La vita vera insomma. Perché finché queste cose le vediamo in TV, pure nel bellissimo servizio di Riccaro Iacona, Respinti, fanno male, fanno pensare, fanno incazzare… ma rimangono sempre immagini, ombre che non ti appartengono veramente, storie che puoi far finta di non sapere. Ma quando ti trovi in mezzo alla gente, quando guardi in faccia chi ti chiede solo che vengano rispettati i suoi diritti… allora la musica cambia, le ombre diventano persone reali, con i tuoi stessi problemi, la tua stessa voglia di vivere.

Siamo in partenza (domani) per Riace. Lì vivremo una esperienza forte in questo piccolo comune della Calabria dove il sindaco e l’Associazione Città Futura hanno aperto le case del borgo disabitate da decenni e hanno accolto rifugiati provenienti da tutto i mondo che qui hanno trovato solidarietà e lavoro,

E grazie agli immigrati si sono riaperte le botteghe di artigianato e imprese edili miste, si è riaperta la scuola. Insomma una inversione di tendenza rispetto alla schifezza che mi fa vergognare di essere italiana.

E noi andiamo lì. Con il nostro viaggio che abbiamo chiamato Rainbow Christmas in risposta al White Christmas leghista e stupido.

Sono molto contenta di andare, incontreremo serbi, eritrei, iracheni e palestinesi, mangeremo con loro, condividendo la notte di San Silvestro. Sarà, credo, una bella esperienza anche per juliegirl.
Però ieri sera ho pensato che è bello andare fino lì per incontrare storie di integrazione… ma dobbiamo anche guardarci intorno, conoscere quello che succede a casa nostra.

 http://www.pdcitv.it/nvlab/player/nvplayer.swf?config=http://www.pdcitv.it/nvlab/econfig.php?key=62534f633586941b77d0

 

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