tempi

L’altra sera eravamo tutti e tre sul divano. Uh per la verità c’era anche zabù, quindi eravamo quattro, mentre dalia girava intorno.
Julie tentava di dormire con la testa sulle mie gambe. Io e l’husband tentavamo di seguire Anno Zero. tentavamo perchè ogni tanto veniva fuori qualche domandina semplice semplice. Tipo “perché si dice Destra e Sinistra” “Perché Totò Riina non l’hanno ucciso” Che cosa è la Mafia”.
A un certo punto alza la testa e fa “Oggi è un mese che sono qui”. Ci guardiamo io e l’husband. In effetti è vero. Non ci avevamo pensato. Lei sì.
Solo un mese che è qui. Pochissimo. Ma sembra che sia qui da sempre. Il tempo è davvero relativo.

Ieri è stata una giornata intensa. Il sabato è una giornata campale in genere per me. Faccio la spesa, cucino, lavo, metto a posto e alla fine non riesco a fare tutto quello che mi ero ripromessa e nemmeno a ritagliarmi tempo per me. Ma vabbè, pare che si debbia vivere così. Trovo così triste e insano vivere solo per il fine settimana. E la domenica pomeriggio già inizia la malinconia del lunedì. Che palle. No, non si può vivere così. Sempre con la sensazione di stare perdendo qualcosa di importante. Prima o poi bisogna cambiare. Mi do un anno di tempo.
Però volevo dire un’altra cosa. Ieri siamo anche andate a Bari a trovare uno dei miei più vecchi amici, francesco, che ci ha procurato gli ultimi libri che servono per Julie. Non ha voluto che li pagassimo. Non è la prima volta che capita. La maggior parte dei libri li abbiamo avuti in regalo dai miei amici insegnanti che sono riusciti a procurarseli, e anche da un mio amico libraio. Questo prendersi a cuore Julie da parte dei miei amici mi commuove.
Sono tempi duri per tutti ma c’è ancora chi si prende a cuore gli altri. Grazie a tutti.

Oggi ho letto un articolo su L’Espresso (stampa comunista) che riporta i dati di uno studio europeo secondo cui gli adolescenti italiani dispongono mensilmente di circa 150 euro sganciati con molta facilità da mamma e papà, a volte anche da nonni e zii. Loroc hiedono e gli adulti danno. L’80% degli adolescenti italiani ha dichiarato di ottenere soldi semplicemente chiedendoli ai genitori. Sparite quasi del tutto le “paghette”, i ragazzi non pensano di dover fare qualcosa per guadagnarsi i soldi e i genitori non sono da meno. Per Giampaolo Fabrisi, professore di Sociologia dei consumi “fin dalla nascita dei figli i genitori hanno un bassissimo grado di sopportazione di fronte ai capricci. Li riempiono di soldi e regali fin da piccoli non non accade i nessun altro Paese. E il solo pensiero che un adolescente possa guadagnarsi qualche spicciolo con dei lavoretti saltuari sembra una cosa degradante”.
Ho collegato con quel che è successo ieri a Julie e ho fatto una mia riflessione.

Ieri mattina ha trovatoun cellulare sul pullman, non sapeva cosa fare, ha provato a chiamarci per aver eun consiglio ma i cellulari erano ancora spenti, alla fine lo ha presoma non è stata sfiorata nemmeno per un secondo dall’idea di tenerlo. Il suo dubbio era se consegnarlo all’autista o prenderlo lei, ma per restituirlo. Infatti hachiamato la mamma del ragazzo e le ha detto che il telefonino lo aveva lei. Nel pomeriggio lo abbiamo restituito. Non vi dico la faccia del padre del ragazzo. Julie sa di aver fatto la cosa giusta e questo nonostante tutti i compagni le dicevano di tenerselo e addirittura qualcuno le ha offerto 50 euro per quel telefonino!
Julie viene da un altro mondo, questo è vero, e non è certo merito nostro se è così, se ha questi valori, però è tutto il resto che è sbagliato. E non ce ne rendiamo quasi più conto.

I nostri ragazzi non sanno il valore delle cose e non sanno mettersi nei panni degli altri, aggiungerei. Stiamo preparando un Paese peggiore di quelc he già viviamo. Se un gesto come quello di julie – che per noi e immagino per voi è una cosa normale – viene considerato incomprensibile da ragazzi poi che potrebbero semplicemente chiedere ai genitori e otterrebbero tutto. Ma il problema è, secondo me, che se una cosa sei abituato ad averla con facilità, se non sai cosa significa “guadagnarsi” qualcosa, non comprenderai nemmeno la differenza tra lavorare e rubare.

 

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3 responses to this post.

  1. Posted by SyLv on 16 ottobre 2009 at 09:38

    Ma vabbè, pare che si debbia vivere così. ne abbiam parlatoforza e coraggio

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  2. Posted by Patricia on 12 novembre 2009 at 01:36

    Non penso che sia tutto marcio. Tu parli solo di famiglie "privilegiate", di una elite, ci sono ragazzi che partono per le stagioni estive, che lavorano regolarmente nelle attività dei genitori, che fanno i camerieri e tanti altri lavori occasionali e nel frattempo studiano perche hanno grandi sogni… così come ci sono quelli che mettono le mani in tasca ed escono € 60,00/100,00 come se fossero spiccioli… che si permettono macchinone o motori a tutta forza, che vanno di festa in festa, che non hanno orari e limiti e che finiscono per rovinarsi la vita, disorientati e purtroppo senza averne grandi colpe… loro "fanno luce" e mettono in penombra gli altri che conducono vite normali e che vivono in famiglie che si prendono qualche disturbo a dire NO e a far capire che i soldi non cadono dal cielo, che la notte si dorme perche durante il giorno hai delle responsabilità e devi stare sveglio… Il gesto di Julie è stato molto bello e credo che anche altri ragazzi la pensino come lei 🙂

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  3. Posted by Unknown on 14 novembre 2009 at 14:36

    beh per fortuna non sono tutti così i ragazzi. ma purtropo non parlo di una elitè. i compagni di scuola di j non sono persone di ceto elevato, anzi. Questa differenza non c\’è. Ci sono ragazzi che hanno dei valori e delle regole perché i genitori glieli trasmettono e altri no. Ma questo non dipende dalla capacità economica della famiglia. Almeno da quel che vedo io

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