cambiamenti

Io sono cambiata da qualche mese a questa parte. Se ne
sono accorti in pochi perché è un cambiamento sottile e io stessa me ne sto
accorgendo solo ora. Ed è anche difficile da spiegare perché se mi è chiara la
causa e ancora più l’effetto e il collegamento causa-effetto che è troppo
sottile e posso solo banalizzare. Ci provo lo stesso.

Molti e più saggi prima di me hanno scritto che un grande
dolore può generare conseguenze inaspettate, anche positive.
Dovete avere il caos in voi per partorire una stella
danzante
.
Mi è sempre piaciuta questa frase di Nietzsche che fa il
paio, in un certo senso, con la canzone di Faber Dai Diamanti non nasce niente
dal Letame nascono i fiori
.
Sto tergiversando. Il mio cambiamento è impercettibile a
occhio nudo. Quello che è successo a maggio è stato troppo doloroso,
inaccettabile e incancellabile. Come se mi fosse stato strappato un pezzo di
carne. Certo era un pezzo di carne infetto, un nodulo maligno ma pur sempre
parte di me e ora è rimasta la cicatrice. Che gli altri non vedono, come non
vedevano quel nodulo.
Però ho ripreso a respirare. Questo sì. Pian piano il
veleno sta fuoriuscendo e lascia spazio a una specie di leggerezza frutto di
una diversa consapevolezza. All’inizio avevo paura di questa sensazione, ho
resistito, non mi sembrava giusto. Poi ho capito che era il mio modo di dare un
senso a ciò che senso non ha e non avrà mai.

Ecco, io scopro che ho voglia di vivere la mia vita
intensamente. Di non portarmi zavorra ma di vivere il presente al massimo delle
mie potenzialità. Me ne sono accorta in Polonia, forse perché ho avuto un po’
più di tempo per rendermi conto di me stessa. E credo che anche la scelta di
assumermi, con l’husband, la responsabilità di Julie abbia a che fare con
questo. Così come la voglia di aprirmi al mondo attraverso l’esperienza del
couchsurfing e chissà quante altre cose verranno. Ma non è nei fatti il
cambiamento, i fatti sono solo il segno. E quello che ho dentro che è cambiato.
Non voglio dimenticare, non è questo. Anzi. Per non
dimenticare porto da quel giorno "quel" braccialetto di caucciù.
Ecco, da tempo avevo cominciato a buttar giù un post su
questo argomento ma rimandavo sempre.
Oggi mi sono messa di impegno. Anche se mi sembra di non
aver detto tutto, di non avere reso bene.
Oggi forse non a caso.
29 settembre.
San Michele, Gabriele e Raffaele.
Quante cose ti stai perdendo, mannaggia a te.

3 responses to this post.

  1. Posted by cinzia on 2 ottobre 2009 at 04:55

    Cambiata?No, credo che tu stia mettendo fuori una parte sopita di te: quella serena, quella che diventa forte nei momenti difficili, quella che sa che la vita è bella e bisogna fare di tutto per viverla al meglio.Io ti ho vista serena."Consapevolmente" serena. "Caparbiamente" serena. "Instancabilmente" serena. "Finalmente" serena.E, sì, questo viene fuori da un dolore grandissimo e non solo quello di maggio.Ma tu eri già così, il tuo fondamentale squilibrio (per cui io stessa ti ho sempre presa in giro) è sempre stato generato da un grande equilibrio interiore.Consapevolezza, ecco, consapevolezza della tua, delle tue, fragilità.Ma non per questo fragile.Boh, non so se mi sono capita!

    Rispondi

  2. Posted by Unknown on 3 ottobre 2009 at 00:59

    Caspiterina. Tutte queste cose belle tutte insieme? Mi piace questa tua interpretazione di me.🙂

    Rispondi

  3. Posted by SyLv on 1 dicembre 2009 at 07:52

    diciamo che cinzia sta diventando più filosofa di te!Io \’gni tanto torno su questo post.Mi serve, mi aiuta, nel prendere la vita come scrivi tu

    Rispondi

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