mettersi in gioco

Un fine settimana intenso, di quelli che ti mettono in gioco su tutti i campi, che non offrono risposte ma aprono domande. In tutto questo anche la vicenda di Eluana con il suo carico di domande sul senso della vita e della morte ha il suo peso.
Ma vorrei provare a raccontare l’incontro con julie.
Siamo andati a Cerignola domenica pomeriggio. Siamo stati accolti da una suorina, che poi abbiamo scoperto essere la superiora, che ci ha tenuto a farci fare il giro dell’istituto, vedere la cappella, le tombe del fondatore e della fondatrice dell’ordine, le stanze dei ragazzi, i bagni e soprattutto il salone-museo con i pannelli che raccontano la storia del fondatore, tale mons Antonio Palladino per cui è in corso la causa di beatificazione, e persino la sua stanza con il letto, i mobili originari, le foto ecc ecc ecc. Interessantissimo. E come ci teneva. Ci ha anche dato l’immaginetta del fondatore con breve storia e preghiera, così, per ripassare a casa. Noi eravamo compiti e interessati. Anzi compitissimi e interessatissimi. Santa Mariella Goretti e Sant’Osvaldo Vescovo.
Finalmente ci siamo seduti con Julie, suor Anna (che la segue) e la superiora. Al’inizio eravamo nella stanza con tutti gli altri bambini (l’istituyo ne ospita 13 di tutte le età e nazionalità). Poi ci siamo spostati nel salotto buono. Si è parlato dei massimi sistemi… Quando la suorina superiora si allontanava allora Julie parlava e raccontava.
La prima impressione è che sembra molto più piccola dei suoi 18 anni e soprattutto sembra molto più piccola rispetto alla prima volta che l’ho incontrata. 
Ciò che conta è che Julie sembra aver fiducia in me. Fa tenerezza, è una ragazzina timida che sa forzare la sua natura quando serve. Sa di essere sola. Ha carattere, va a scuola e la sera fa compagnia a un’anziana per mettere da parte qualche soldo. Cosa lei pensi davvero è difficile capirlo. Ci ha raccontato come è stata fermata alla stazione di Foggia e la paura folle che ha avuto quando i poliziotti l’hanno prelevata e portata al centro di accoglienza imigrati di Borgo Mezzanone. Ha passato tre giorni a piangere, poi l’hanno trasferita dalle suore. Ha avuto paura anche lì. Considerate che questa ragazzina era arrivata da poco in Italia, non conosceva una parola d’italiano ed era sola perchè le persone che in Italia l’hano accompagnata sono sparite nel nulla.
Detto questo, non so cosa succederà. Vorrei andare a trovarla ancora e cercherò anche di far venire lei qui perchè ho capito che il suo desiderio è proprio quello di uscire dall’istituto. Poi si vedrà. Molto dipende da lei, da quel che vorrà fare della sua vita. C’è bisogno di tempo per creare un rapporto tra noi e spero di riuscire a farle capire che potrà contare su di me, su di noi. Fino a che punto, sinceramente non lo so.
Ma ora devo finire di studiare per l’esame del corso di perfezionamento.
Ci tornerò presto su julie.
Le ho fatto una foto ma preferisco non metterla sul blog. Se qualcuno la vuole vedere gliela mando.

One response to this post.

  1. Posted by SyLv on 13 febbraio 2009 at 10:32

    e brava la sorellona.Esame?

    Rispondi

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