in memoria di ferdinando

Ho saputo che Ferdinando è morto, giusto qualche giorno fa. E io non l’ho saputo in tempo. Come sempre. Avei voluto esserci al suo funerale e guardare in faccia figlia, figli e soprattutto la nipote. Asciugargli le lacrime. Di coccodrillo.
Ferdinando aveva 98 anni, l’età giusta per morire ma non per vivere nel modo in cui ha vissuto gli ultimi anni.
Non so niente di lui, che lavoro faceva, com’era da giovane. Aveva di che vivere, una piccola pensione. Ma non aveva con chi vivere.
Sembra una storia inventata ma non lo è. Ferdinando aveva accolto nella sua casa la nipote con il marito. E questa per ricompensa non lo faceva rientrare in casa se non alle cinque del pomeriggio quando rientrava il marito dai campi. E allora mangiava.
Tutta la giornata quest’uomo anziano, dai modi cortesi, girovagava per la città, che ci fossero 40 gradi in estate o sotto zero in inverno, lui vagava. Ogni tanto si riposava.  Contava i soldi e si comprava un panino per resistere fino all’ora di pranzo-cena. In estate, nelle ore più calde si tratteneva nell’ufficio postale per godere dell’aria condizionata. In inverno spesso si rifugiava nel negozio di mio padre, si sedeva, si riposava, beveva un bicchier d’acqua. E si confidava. A mio padre gli ha pure affidato il libretto postale per paura che la nipote potesse sottrargli anche quello. Mi dispiace Ferdinando, non per la tua morte che è nella natura delle cose, ma per gli ultimi anni della tua vita. Mi dispiace per non aver potuto fare niente per te. E mi dispiace  che non ci sia più don tonino che avrebbe cantato la tua storia con parole indelebili.
Questo post te lo dovevo, perchè tante volte ho pensato di raccontare la tua storia ed ora è tardi. E lo dovevo a mio padre che se andrà in paradiso, sarà per il bene che ha fatto a Ferdinando, il quale gli era molto affezzionato e lo chiamava, lui solo, don Beppe.
Solo una riflessione a margine. Ora che tutti i negozi del centro, a Molfetta e non solo, spariranno, chi farà da rifugio per queste persone. Quale commessa sottopagata e arrogante di quale centro commerciale potrà permettersi di aprire la porta del suo negozio per fare sedere un ferdinando qualsiasi?

2 responses to this post.

  1. Posted by cinzia on 30 dicembre 2008 at 09:03

    Vorrei scrivere, ma non so. Ero a casa quel giorno, funerale di mattina, avvisata di pomeriggio, a cose fatte.Aggiungo questo mio personale dispiacere agli ultimi anni di vita di Ferdinando che hai raccontato.Non avrei guardato la sua "famiglia", lo avrei salutato augurandogli di essere finalmente in un mondo migliore. Chissà.Pace.

    Rispondi

  2. Posted by SyLv on 22 gennaio 2009 at 07:58

    Io non loconoscevo.. non me lo ricordobelpostultima frase generalista a parte

    Rispondi

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