Le mie ragioni

Dopo "Le mie prigioni".
Ieri ho partecipato a un incontro con Francesco Gesualdi del
Centro Nuovo Modello di Sviluppo. Si parlava di "acqua" e in generale della necessità di ridurre i consumi e, di conseguenza, i rifiuti, di cambiare insomma il nostro stile di vita, anche per ragioni pratiche: fra 50 anni non ce ne sarà più per nessuno. Si prevede che il petrolio schizzerà a 500 dollari a barile per esempio, il prezzo dei cereali, e quindi di beni primari come pasta e pane, salirà sempre di più (già è alle stelle), l’acqua sta finendo e quella poca che c’è la stanno privatizzando. Insomma, una prospettiva niente male.
E in tutto il suo discorso ho ritrovato le ragioni del nostro essere diventati vegetariani, o forse è una parola grossa, diciamo del nostro non mangiare più carne. Non è solo un fatto di cuore, c’entra sì l’amore per gli animali, il rispetto di altri esseri viventi, ma nn è solo questo. Sarebbe riduttivo.
Io non so snocciolare le cifre, i numeri, però mi ricordo che per fare un
hamburger mcdonald, per esempio, intendendo il contenuto (la carne diciamo) e il contenente, il pane, occorrono 2,5 tonellate di acqua.
A tutto questo si aggiunge che l’eccessivo consumo di carne causa malattie tipiche del nostro mondo occidentale: infarto e ictus in primis.
In Italia, ogni anno si consumano mediamente 62 kg di carne rossa pro-capite, più 30 kg di altra carne, quindi il doppio rispetto al massimo consigliato dal World Cancer Institute (che è di 80 gr al giorno, cioè 30 kg l’anno).
Le cifre, ripeto, non sono il mio forte ma mi interessano i concetti. Se leggo che: "Per 1 kg di manzo da allevamento intensivo servono 100.000 litri d’acqua (200.000 se l’allevamento è estensivo); per 1 kg di pollo, servono 3500 litri d’acqua, 2000 per la soia, 1910 per il riso, 1400 per il mais, 900 per il grano, 500 per le patate" capisco che qualcosa non quadra.
Il settimanale Newwsweek ha calcolato che "per produrre soli 5 chili di carne bovina serve tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media americana in un anno ( e5 kg di carne non bastano a coprire il consumo di una settimana, per la stessa famiglia)".
Alla fine, chi ci guadagna?
Non gli animali che vengono ingozzati, imbottiti di medicinali e costretti a vivere in condizioni tremende; non i contadini a cui vengono espropriate le terre e che sono costretti ad affollare le bidonville delle grandi metropoli; non noi consumatori occidentali che spendiamo sempre più soldi per comprare pane e acqua e per curare le nostre obesità. Non è un sistema assurdo? Scusate le semplificazione.
Ecco perché, come dice Jeremy Rifinkin "La dieta vegetariana è una scelta politica contro la fame nel mondo".
Io ho sempre detto e pensato che se tutti consumassimo meno carne non ci sarebbe bisogno di diventare vegetariani. E lo penso ancora ma poiché vedo che si continua su questa strada
ho deciso, insieme all’husband, ormai 4 mesi fa, di bandire totalmente la carne dalla nostra tavola. Scelta non facile sinceramente e che perdipiù si scontra spesso con la diffidenza o lo scherno degli altri. Vabbè.
Tornando al discorso di sopra segnalo il sito della "Rete per la decrescita serena. Pacifica e solidale" che si apre con una significativa frase del Mahatma Ghandi: "Ce n’è abbastanza per le necessità di tutti, ma non per l’avidità di ciascuno".
Poi il discorso di Gesualdi ieri mi ha particolarmente turbato perchè si è parlato anche del lavoro, cioè del fatto che lavoriamo sempre di più per poter comprare beni e produrre rifiuti. E comunque viviamo male perchè non abbiamo più tempo libero, tempo per le relazioni sociali, tempo per leggere ecc. E anche questo è un discorso che mi faccio, e forse se avessi avuto maggiore consapevolezza, se avessi avuto con chi confrontarmi seriamente su questi temi avrei (avremmo) fatto una scelta diversa. Ma è un discorso ampio che risente sicuramente delle preoccupazioni di queste ultime settimane per il discorso della casa. Nessuna certezza (quando cominciano i lavori? dove andremo a stare? per quanto tempo?), tantissime cose da fare (e da soli), pochi soldi (che ci limita necessariamente in tante cose). Mi sento un po’ ingolfata e dormo male. Chissà se abbiamo fatto la scelta giusta. Ma ormai siamo in ballo e cerchiamo di fare le cose al meglio. Di non fare cazzate insomma. Ma anche di pensare positivo.

7 responses to this post.

  1. Posted by tiziana on 27 aprile 2008 at 13:28

    allo scherno cominciate ad abituarvi… ci sarà sempre qualcuno che vi farà le solite osservazioni del cavolo (ma allora non devi usare le scarpe di pelle fino ad arrivare a non devi mangiare nemmeno le verdure).
    sono daccordo quando dici che scelte "estreme", se vogliamo chiamarle così, nascono dalla mancanza di moderazione collettiva. è una reazione ed è giusto agire per reazioni finchè non ci sarà un equilibrio sociale. penso che non ci sarà mai, che sarà sempre peggio inevitabilmente. ma penso  che non tutte le scelte che facciamo nella vita debbano essere una reazione. sarebbe un danno ancora più grande. nessuna certezza e pochi soldi sono normali, che si fa? non costruisci niente perchè hai la fortuna di essere nella norma? ballerete per un pò ma vi ritroverete con una casa grande abbastanza per poter fare progetti di qualunque tipo, dal terzo gatto al primo figlio!

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  2. Posted by Unknown on 28 aprile 2008 at 14:24

    Hai ragione, "scelte estreme nascono dalla mancanza di moderazione collettiva" ma fa rabi aperchè la ,oderazione collettiva costerbbe meno, a tutti. Per il resto… Il ballo fa parte delgico, non mi spaventa troppo. Ma mi piacerebbe qualche prospetitva in più e meno solitudine. Ma il discorso si fa lungo e serio ed è tardi…

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  3. Posted by tiziana on 28 aprile 2008 at 15:58

    soli?? e io?? mi sento come quello della barzelletta:
    -dottore, nessuno mi ascolta…
    -avanti un altro!

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  4. Posted by Unknown on 29 aprile 2008 at 01:08

    🙂 La solitudine dei numeri primi. Titolo di un libro che non ho letto. Ma come hai fatto a capire quello che ho scritto? Se ne sono appena andati gli ingegneri… mamma mia che stress. Potrebbe venire proprio bella la nostra casa ma i conti non quadrano mai. E vabbè, l\’importante è la salute.

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  5. Posted by tiziana on 29 aprile 2008 at 14:39

    uè, non vale cambiare il testo!!

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  6. Posted by Unknown on 30 aprile 2008 at 12:53

    c\’era un pezzo ripetuto  e me ne sono accorta il giorno dopo… insomma non c\’è niente di strano. o no? che sia un piccolo giallo anche questo? mamma che stanchezza.. Uè sentiamoci nei prox giorni. baci

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  7. Posted by tiziana on 30 aprile 2008 at 14:50

    uè vabbè

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