Galassia… Napoli

L’immagine che avevo di Napoli, da tutte le volte che ci sono andata in passato, era una immagine allegra, solare. Certo caotica ma… E invece questa volta torno con una impressione diversa, di decadenza. E non è solo a’munezza, come la chiamano. E’ un complesso di cose. Mi domando se è cambiata così tanto Napoli o sono cambiata io. Certo i tipi napoletani sono davvero unici. Nel bene e nel male.
Ma è stata una bella giornata quella di ieri, rilassata come piace a noi. A Galassia Gutenberg mancavamo da parecchi anni e l’ultima volta ne abbiamo ricevito una impressione negativa. Invece questa edizione era più bella, meno dispersiva. O forse, anche qui, sono io che ho meno aspettative e guardo al mondo dell’editoria con occhio diverso.
Abbiamo sentito poche cose ma meritevoli. In primis padre Alex sul problema dei rifiuti e dell’acqua. Lo risentiremo domenica prossima quando andremo a trovarlo appositamente a Napoli con il pullman della M.I.R. ma questa anticipazione ci voleva. Presentava, insieme ad altri il libro A’ munnezza, edito da Sensibili alle Foglie. Mi è dispiaciuto non avere sentito Renato Curcio che ha fatto il primo intervento. (E qui ci sarebbe da raccontare di un imbecille che quando ha capito che era Curcio ha detto " quel pezzo di merda" e per fortuna se ne è andato subito dopo se no mi alzavo e lo menavo.) Però quanto ci sarebbe da dire sul problema globale dei rifiuti.
E poi abbiamo seguito un incontro sugli scrittori trentenni. C’era Goffredo Fofi, Antonio Pascale, Nicola La Gioia, Valeria Parrella, Andrea Bajani (e altri che non ho letto  e non ricordo). Interessante. E ho pure chiesto l’autografo a Bajani che il suo libro è proprio bello e l’ho finito di leggere due giorni fa. Emozione. E l’husband che rideva sotto i baffi. Magari è un po’ geloso. (Certo Bajani è carino ma il mio preferito rimane lui.) Trovate QUI la mia breve recensione su anobii. Abbiamo anche fatto in tempo a seguire la parte finale della lettura di un grande come Raffaele La Capria.
Il tutto inframmezato da pizza a pranzo e pizza a cena. Mamma che bontà! Mi manca già la pizza napoletana…

3 responses to this post.

  1. Posted by Antonio on 30 marzo 2008 at 23:25

    io dovevo venire domenica ma..cena con parenti mi ha impedito uffi almeno non ci sentivamo solo per cell. ci davoamo due bacini per salutarci🙂
     
    un Saluto
    Antonio
     
    P.S. naturalmente anche al vate ma prostrato ai suoi piedi🙂

    Rispondi

  2. Posted by oswaldc on 31 marzo 2008 at 01:25

    bastava una genuflessione molto profonda…

    Rispondi

  3. Posted by Unknown on 31 marzo 2008 at 11:40

    Peccato, se venivi magari scroccavo un\’altra pizza a Napoli. Ma quando ci vediamo? dopo le elezioni? A me bastano due bacetti, non ho bisogno che qualcuno si prostri ai miei piedi.:-)

    Rispondi

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