la sabbia nelle scarpe

Stamattina (ieri per chi legge) mi sono alzata di buona lena (quasi…), pronta a ributtarmi nella mischia della quotidianità, pronta per tornare in ufficio, ai miei testi, ai miei ristoranti, alberghi… a tutte le cose importanti della vita insomma.

I giorni precedenti erano già un ricordo sbiadito, un reset necessario: non c’è tempo la mattina con i minuti scanditi dalla sveglia interna per mettersi a pensare, a ricordare, a sognare.

Lavata, vestita più o meno decentemente, eccomi pronta per andare. Ah, no, le scarpe. Infilo gli scarponcini. La sabbia nelle scarpe.

Fastidiosissima. Piacevolessima. Le immagini di questi giorni che si impongono alla mente.

Ed esco da casa con la sabbia nelle scarpe, sorridendo.

Ricordo.

Venerdì è arrivato Lv con Caterina e Corrado, abbiamo cenato a casa con Patricia, Fabio e Monica (naturalmente anche Zabù e Dalia erano della partita).

Allegria, confusione, pasta al forno e buon vino. E il gelato di Alberobello per concludere in dolcezza (perdonatemi… queste sono le frasi che scrivo nei miei testi).

Risultato una montagna di piatti da lavare. Ma la mattina dopo viene la mia santa ed è una salvezza perché arrivano anche Tiziana e Johnni, bella sorpresa, e poi di nuovo Lv e i bambini. Casa mia sembra un porto di mare. Che bello. E poi, con calma, si va sul camper. Nessuno ci corre dietro, nessun appuntamento. Uscire dal centro storico non è semplice. L’husband ferma il traffico in entrata, io dirigo le manovre, alla fine urtiamo una volta sola e siamo fuori. Si parte. La giornata si mette al bello. Quando arriviamo nel Salento il sole spacca le pietre, anche se l’aria è fresca e c’è il vento.

Mangiamo nel camper la pasta al forno rimasta della sera prima (come si sa è più buona) e la focaccia. Ci facciamo una passeggiata sulla spiaggia.

Io, Caterina e Corrado ci togliamo le scarpe e a piedi nudi sgambettiamo sulla sabbia fresca.

Un momento di beatitudine assoluta. A un certo momento ho avuto la sensazione che non avessi bisogno di altro. Il sole che scalda le spalle, il vento che accarezza i capelli, la sabbia che massaggia i piedi. La natura ha tutto. La natura è tutto. Noi siamo natura.

Dopo una strategica partita a tris sulla sabbia con Corrado ci siamo rimessi in viaggio.

La meta sul navigatore era Patù. Eh sì, quel libro ha fatto strage di cuori. Ma era un pegno. Il vero navigatore ero io che seguivo le indicazioni del tomtom ma mi distraevo, di solito agli incroci, e si sbagliava strada. È che il paesaggio era troppo bello…

Arriviamo a Patù che è sera, individuamo il posto dove dormire la notte, parcheggiamo sotto un ponteggio (non è che dormiamo qui sotto, vero?).

La cena entra nel vivo quando arrivano Tiz e Jdx, i milanesi. Gli antipasti sono degni della fama dell’oste Gino. Rimane poco spazio per il resto ma almeno i legumi li assaggiamo. E poi i dolcetti  e il liquore ai tre agrumi. Corrado è troppo stanco, dice, e si salta la messa di Pasqua.

La nostra prima notte in camper. Bello dormire con la sensazione di essere sotto il cielo. Si sente il vento, si sentono gli uccelli. Per il resto silenzio. E desert storm. Piove sabbia, e non solo. Chissà quando ricapiterà all’husband di esere svegliato da mille splendidi soli sulla faccia.

Si riparte, i cuccioli dormono ancora beati. Ci fermiamo a Tricase porto. Colazione sul mare. Anzi sembra che il mare faccia colazione con noi. Le foto non rendono. Tavola imbandita e una distesa di uova. Appena nominate le uova di pasqua spuntano una testa rossa e una nera.

Si riparte alla volta di Pantanagianni. Che splendida giornata di sole. Incontro col patriarca e col suo vice. Raccogliamo fiori e limoni per portarci a casa uno scampolo di primavera.

Pranzo di Pasqua in famiglia. Saluti e abbracci. Ci rivediamo presto. Noi torniamo a Monopoli. Si cena a casa e poi ognuno al camper suo. Noi a casa che la notte prima mica avevamo dormito molto… La mattina dopo ci svegliamo con la pioggia, cielo coperto come le più nere previsioni. Ed è pasquetta. Colazione a casa di Patricia, siamo di nuovo tanti. Poi le nostre strade si dividono. Altri saluti. Ci vediamo quando?

Noi prendiamo il treno per Molfetta. Un momento di silenzio. Finalmente comincio il mio libro.

Bello stare con i miei, con Cinzia. Mamma ha preparato la focaccia. Niente agnello pasquale… grazie. Nel pomeriggio io e Cinzia dormiamo insieme, lei è felicissima. L’husband si addormenta leggendo sul divano.
Appuntamento con Bello gli amici sul porto, bello prendere una cioccolata calda insieme, parlare di politica locale, noi che nessuno di noi vive più lì. Ancora saluti, c vediamo quest’estate, forse, magari nei prossimi ponti.

Torniamo a monopoli in treno, Cinzia ci accompagna a Bari. Saluti e baci, ci vediamo, forse, alle elezioni.
Siamo soli, riapriamo i nostri libri.

Il giorno dopo si lavora, tutto torna alla normalità.
Ma trovo la sabbia nelle scarpe… a ricordarmi questa pasqua di sole e di vento, questa pasqua in movimento. Pasqua di condivisione.

5 responses to this post.

  1. Posted by luigi vittorio on 27 marzo 2008 at 12:02

    che Pasqua, che vacanze, che Puglia, che Salento!
    Si bello. Decidere di fermarsi e pranzare aprendo la finestra sul mare azzurro, sotto al sole, dormire di fronte ad un risotorante sognato e immaginato… l\’unica esperienza che mi è mancata è stata di essere risvegliato da mille splendidi soli. (ma su questo forse puo\’ riferire Osvaldo, e le 400 e oltre pagine che gli sono cadute in testa🙂 )
    Fare colazione di Pasqua davanti al mare azzurro, aprire le uova, vedere i volti felici dei bambini, intuire il mio (che non lo potevo vedere) vedere Mariella rilassata (ebbene si, per chi legge: ho avuto questo privilegio🙂🙂 )
    Guidare sulle strade strette strette a strapiombo sul mare, i campi delimitati dai muretti a secco, gli alberi in fiore, gli ulivi annodati, un tempo che pareva dilatato per la possibilità di parlarsi e sopratutto di tacere. E quando mi ricapita di avere tempo di tacere? Tacere con Mariella? abitutato ai suoi tempi frenetici, la vedi in linea su msn e puntualmente ti risponde "si ma vado di corsa, ho sonno/mal di testa/lezione di kykukofu (o comesiscrive)" e di corsa riesci a scambiare dieci righe… vuoi mettere il piacere di avere tempo di stare in silenzio??
    la libertà di decidere dove e quando fermarsi, la meraviglia che non mi abbandona mai. bello meravigliarsi del sole, del cielo, del mare, del verde, di un albero…
    Insomma, una vacanza felice. i miei figli felici. Io felice…
     
     

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  2. Posted by tiziana on 27 marzo 2008 at 16:05

    che bello, la vostra vacanza a me è sembrata un film… d\’avventura quando sei entrato nel centro storico di monopoli col camper!
    le foto descrivono molto bene, ne rubo qualcuna, sappiatelo.
    mariella che brutto "sono arrivati i milanesi"… sempre straniera ovunque!😦

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  3. Posted by cinzia on 28 marzo 2008 at 02:47

    Io? Felicissima??? Ma se mi hai menata per metterti sul mio letto!!!
    Bella la tua pasqua.

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  4. Posted by Unknown on 28 marzo 2008 at 07:19

    Intanto si scrive Chi Kung, e poi pure tu vai sempre di corsa lv. E non è così straordinario vedermi rilassata, sa? Però ti perdono perché è bello quello che hai scritto e hai aggiunto la MERAVIGLIA che mancava nel mio post.Tiz, vi prendevo in giro chiamandovi milanesi, scherzavo come con cinzia che ha cercato in tutti i modi di scacciarmi ma io ho resistito e lei si è arresa. Sono irresistibile!🙂

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  5. Posted by oswaldc on 28 marzo 2008 at 11:31

    Leggendo i vostri commenti, mi è venuto iin mente un detto secondo cui la differenza fra l\’uomo e l\’animale è nella capacità di MERAVIGLIA (qualità che gli animali hanno e noi abbiamo perso e che li rende, loro sì, più a immagine di Dio rispetto a noi).
    Che bello! Vi sento tutti molto simili agli animali.

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