Forse dovrei…

Forse dovrei scrivere qualcosa a proposito di quello che è successo a Molfetta ieri. Forse sarebbe giusto. Sarebbe bello. Ma non ci riesco. Sono abbastanza turbata. Come se la mia città fosse stata ferita. E la ferita la sento sulla mia pelle. La distanza acuisce il dolore.
Sento tante parole e credo che ne sentirò e ne sentiremo ancora. Del resto siamo in campagna elettorale e quello del lavoro è un tema cruciale.

Sinceramente non ho voglia di sentirle.

Penso tante cose, questo sì. Penso per esempio che anche queste morti si potevano evitare. Penso anche che a volte sono gli stessi operai a essere imprudenti. Penso che siamo un po’ tutti imprudenti nel senso che tutti ci sentiamo immuni rispetto alla morte.

Penso che qualcuno deve controllare, non può essere lasciato al singolo il compito di proteggersi. Le leggi ci sono: non c’è chi le faccia rispettare. 

Però oggi è il giorno del dolore, e preferisco il silenzio. Vedo troppo sciacallaggio. I giornalisti che spulciano nel dolore. Mi fanno schifo.

Lasciatemi un messaggio, però. Mi fa piacere.

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8 responses to this post.

  1. Posted by Antonio on 4 marzo 2008 at 06:15

    non avrei mai pensato di fare condoglianze a persone che perdono i propri cari in questo modo e sono amicizie dell\’infanzia che non ci si frequenta più ma…ci si incrocia.
    In un\’assemblea sostenevo che oggi da noi esiste una città non luogo (vei Outlet -Mongolfiera e tutte le picole Realtà) e una città reale entrambi si influenzano in maniera negativa perchè nella città non luogo c\’è tutto il bello le strade pulite la sicurezza e quello che desideri ma è sotenuto da il non-lavoro da le non tutele da i non-sipendi  e più ne ha più ne metti. Mentre la città reale è sempre più degradata in tutti i sensi abbandonata a se stessa e i "politici" che non si interessano più, perchè conviene concentrarsi più nei non luoghi perchè è molto più semplice e l\’apparenza è per tutti stabilizzante. Ma poi ci accorgiamo che la nostra città reale esiste ed è una catastrofe perche perdiamo delle persone in luoghi non luoghi e non tutto.
     
    un Saluto
    Antonio

    Rispondi

  2. Posted by Andrea on 4 marzo 2008 at 06:26

    Soprattutto sull\’atteggiamento dei giornalisti sono pienamente daccordo con te… perché sono (chiamiamoli) episodi che logicamente e giustamente lasciano angoscia e tristezza.
    Una cosa mi tiene ancora più in ansia e che spero non aumenti il mio dolore: due cognomi che conosco benissimo ed a cui sono sempre molto affezionato.
    Se puoi, illuminami.
    Nell\’attesa… ti abbraccio forte.
     

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  3. Posted by SyLv on 4 marzo 2008 at 08:41

    Fa tanto male
    e comunque è vero mariella
    sottoscrivo appieno: la gente si setne immune dalla morte, dalla disgrazia.
    Ci sono le leggi, e spesso le aziende le applicano pure..
    tu non sai come sia difficile (spesso impossibile) convincere un collega che taglia un vetro a indossere quei benedetti occhiali, o quel cavolo di grembiule in pelle che è pure costato un occhio della testa: "si, ma è un attimo" … "a me non succede nulla" e via dicendo.
    Io non sono arrabbiata con nessuno, non in partcolare per lo meno.
    Ma se il mio dolore è forte, non oso immagine le mogli i figli i padri di quei ragazzi come stanno.
    e sai a loro quanto cavolo gliene frega del magna magna che ci stanno facendo su politici e giornalisti???
    Beh non frega nemmeno a me: è dolore questo.
     
    oggi io prego per Biagio, Vincenzo, Luigi, Michele e Guglielmo
    e per chi li ha persi

    Rispondi

  4. Posted by Unknown on 4 marzo 2008 at 16:24

    giusto, anto, sottoscrivo (correggendo): nella città non luogo c\’è tutto il bello, le strade pulite, la sicurezza e quello che desideri ma è sostenuto dal non-lavoro dalle non tutele dai non-stipendi.
    Tranquillo andrea, sono due cognomi molto comuni. grazie comunqnue.
    silvà, che dire? 😦

    Rispondi

  5. Posted by Unknown on 4 marzo 2008 at 16:26

    dal blog di beppe grillo:
    Quando un operaio muore i politici di destra, di sinistra e di centro si indignano.Quando un operaio muore domani Prodi fa il decreto legge.Quando un operaio muore Topo Gigio Veltroni candida gli industriali, “ma anche” un sopravvissuto della Thyssen Krupp.Quando un operaio muore Ichino dice che “Da noi manca la cultura delle regole”.Quando un operaio muore il Presidente della Repubblica soffre e auspica in televisione.Quando un operaio muore Maroni dice “Non è colpa dei governi, perché le leggi ci sono”.Quando un operaio muore nessuno parla della legge 30, dei precari, dei ricatti che subiscono, della legge del padrone e degli estintori vuoti “altrimenti vai a casa”.Quando un operaio muore, oggi Fassino e D’Alema, ieri Berlinguer e Pertini.Quando un operaio muore il padrone ha già messo i soldi da parte.Quando un operaio muore la vedova e i figli finiscono in mezzo a una strada.Quando un operaio muore i sindacati dichiarano uno sciopero di solidarietà di due ore.Quando un operaio muore la colpa è del casco, se l’è cercata.Quando un operaio muore la colpa è che se si lamentava per l’insicurezza veniva licenziato subito perché precario.Quando un operaio muore è un assassinio, quasi sempre.Quando un operaio muore faceva un lavoro a rischio, doveva succedere.Quando un operaio muore si danno incentivi alle aziende che diminuiscono gli incidenti e non si chiudono quelle che producono i morti.Quando un operaio muore è perché la sicurezza è troppo onerosa per la Confindustria.Quando un operaio muore è un fatto di business, qualcuno ci ha guadagnato sopra.Quando un operaio muore se faceva il politico campava cent’anni.

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  6. Posted by cinzia on 5 marzo 2008 at 04:57

    Io ti scrivo, meri, ma come sai non ho parole. Solo tristezza. Dolore.
     
    C\’è una cosa bella oggi sul tuo blog. Bella per me: Andrea. Bello sapere che ci sei e soprattutto che sei rintracciabile. Ora mi faccio un giro sul tuo blog… belle le foto.
    Chissà se ti ticordi, chissà.
    Ciao sorelle, ciao Anto, stiamo su, non possiamo fare niente. Non potevamo fare niente. Non potremo fare niente.
    cinzia

    Rispondi

  7. Posted by SyLv on 6 marzo 2008 at 05:33

    possiamo provare a ricordarci e ricordare agli altri che non siamo immuni alle disgrazie
    che basta poco
    e dobbiamo volerci più bene
    almeno questo

    Rispondi

  8. Posted by Unknown on 7 marzo 2008 at 00:27

    Sì volersi bene, apprezzare quello che si ha e vivere con la consapevolezza che nulla è eterno. un abbraccio a tuttedue.Io ho deciso di andare a Molfetta per i funerali oggi. Non so, mi sembra doveroso esserci.

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