Mentre…

Scrivo mentre sta cuocendo l’arrosto. Ogni 10 minuti mi alzo a girarlo perché siamo nella fase finale e non deve bruciarsi ma anzi rimanere morbido. Ho già preparato la salsa tonnata. Domani mangiamo il vitello tonnato. Mai fatto prima ma mi piace mangiarlo e nessuno me lo prepara così mi sono arrangiata da me. Ho passato la serata cucinare ma credo ne sarà valsa la pena quando domani lo mangeremo.

Scrivo mentre l’husband guarda l’Inter in tv, meritato svago dopo aver cucinato un piatto delizioso: le orecchiette con la ricotta e il pesto. Semplice da fare ma davvero superlativo.

 

Scrivo mentre dovrei lavarmi i capelli, ma proprio non mi ingolla e poi mi ero ripromessa: stasera blog e a letto presto! Preferisco scrivere, anche se gli occhi mi bruciano un po’, perché sono un paio di giorni che rimugino su alcune cose e so già che non riuscirò a dirle tutte. (giro la carne)

Il fatto è che ultimamente mi sento come tirata da tutte le parti e di non andare da nessuna parte. Mi viene in mente l’immagine di Olivia tirata per le braccia da Popeye e Bruto. Succede che non riesco a fare molte cose che pure vorrei fare, non riesco a tenere tutti i rapporti, io che ci ho sempre tenuto a essere presente per tutti, non riesco a leggere tutti i libri che vorrei, non riesco a uscire a fare shopping anche solo virtuale con la mia amica patricia, non sto riuscendo a chiamare tutte le amiche che ho voglia di sentire, non riesco a rispondere a tutti gli sms che mi arrivano. Il fatto è che io cerco di non affanarmi. Perla prima volta, forse, non faccio l’elenco delle cose da fare. Ma ho l’impressione che agli altri non vada bene. Allora ci ho pensato su, ho cercato di capire se mi sta succedendo qualcosa o se è pura mancanza di tempo. Un po’ e un po’. Perché sono anche tante le cose che faccio. Ci tornerò dopo. È una questione di priorità che ogni tanto bisogna darsi per restare sani di mente e che non significa che una cosa o una persona sia meno importante di un’altra. Ma per capire bisogna anche pensare alla mia giornata tipo. Lasciamo perdere il fatto, pure non trascurabile che fino a venerdì scorso, cioè fino a quando non ho fatto l’esame, ho dedicato le mie serate allo studio e ora ho anche molte cose in arretrato.
Ho riflettuto sul fatto che anche l’anno scorso lavoravo molto, viaggiavo in continuazione, non ero mai a casa MA avevo più tempo a disposizione. Il tempo del viaggio in treno per esempio: dedicato alle chiacchiere con le mie amiche, ad aggiornare l’agenda, a leggere un libro, a scambiare sms con le sorelle e con lv, a pensare a come organizzarmi la giornata, a quello che dovevo fare, le persone che dovevo chiamare, la spesa da fare, per pensare a cosa cucinare di buono, pensare ai cavoli miei, sognare persino. Cose così. Sembra niente ma è tanto. (giro la carne)

Oltre a questo c’è da dire che quando ero in ufficio a Kora, avevo la mia autonomia mentale, il mio spazio personale, chessò rispondevo alle mail, aggiornavo il blog (persino a scuola, al serale, quando arrivavo prima ero su messenger),la mia vita insomma non si esauriva nello spazio dell’ufficio. Quindi lavoravo di più in termini di ore e tornavo molto più stanca ma avevo più tempo per me e per gli altri.
Ora le mie otto ore in ufficio sono otto ore in cui non penso ad altro. Il lavoro è molto e siamo sempre in affanno. In più non è permesso ricevere telefonate, a meno che non sia importante, né tanto meno farne. Non posso guardare la mia posta. Per la verità io lo faccio ma giusto un’occhiata non posso certo mettermi a rispondere, se poi passa uno dei bossetti potrebbe trovare qualcosa da ridire. Se ricevo sms non rispondo subito e non a tutti, anche perché in ufficio spessonon c’è campo e mi arrivano tutti insieme. Non mi sto lamentando (e non voglio dire che non dovete mandarmi più sms, certo che sì!, solo se non vi rispondo subito o nn vi rispondo affatto non prendetevela),sono contenta di lavorare, questa esperienza è davvero interessante sotto molti punti di vita (volevo scrivere "vista" ma punti di vita mi pare efficace) e sto vedendo nuovi mondi. Solo prendo atto della realtà.

Dicevo della mia giornata tipo, non che sia particolarmente interessante, anzi, ma è per capire e farmi capire. Nel quarto d’ora che mi occorre per raggiungere a piedi a fare la sera e mi metto una serie di promemoria sul telefonino (promemoria che suoneranno tutti dopo le 18.30).

Poi comincia il lavoro di ufficio, tra telefonate ai clienti per farsi mandare il materiale, le interviste, i testi da scrivere, l’archiviazione dei contatti, cose di ufficio insomma. Ma non c’è spazio per altro. Esco dall’ufficio alle 13 e sono di ritorno alle 14.30. In quest’ora e mezza di pausa (che tra andata e ritorno significa un’ora scarsa a casa) cucino se non ho preparato niente la sera prima oppure riscaldo oppure cucina l’husband che sta diventando un cuoco provetto e mi viene incontro in tante cose. Mi preparo il tè, lo metto nel termos e lo porto in ufficio dove me lo berrò tra una telefonata e l’altra. Il tutto, lo dico, senza particolari affanni e questo perché sto evitando di pensare a tutto quello che non riesco  a fare. E questo è un grosso passo avanti per me. (giro la carne per l’ultima volta)
Altre quattro ore di lavoro, certo qualche chiacchiera con le colleghe scappa sempre, e meno male, ma direi quasi senza alzare lo sguardo dallo schermo. Ci tiriamo i cioccolatini per esempio. Alle 18,30 se tutto va bene sono fuori. Spesso faccio un po’ di spesa o sbrigo qualche incombenza e in tal caso rientro a casa per le 19.30. Spesso mi meo a cucinare per la cena e per il pranzo del giorno dopo. Intanto il cellulare suona, tutti i promemoria si accavallano e io farò la metà delle cose che dovevo fare. Ma va bene. Il tempo che ho a disposizione è quello, tutto concentrato. Per giunta io di sera, quando è buio non riesco a fare le pulizie di casa, non mi va proprio, né per esempio è cosa di stirare e i panni straboccano… Io vivo nelle ore di luce e queste le passo in ufficio, quando è buio mi impigrisco, perdo lo smalto. E anche se la mattina avevo pensato magari stasera invito tizia  e chiamo caio mi passa la voglia. C’è da aggiungere che dopo otto ore di computer a sera gli occhi mi lacrimano, starei per dire mi sanguinano, e spesso non posso leggere né mettermi sul blog.

Eppure non voglio morire dentro, voglio arricchire la mia mente e la mia anima, per questo cerco di andare al cinema, almeno il sabato, di leggere anche se mi costa fatica, di vedere persone. In questo periodo mi sta a cuore un progetto, quello della casa del cibo. Una idea che era nata quasi per gioco e  che sta prendendo forma. Una sera a settimana è dedicata a questo, viene mimmo, da solo o con qualche amico (come il candido francesco che si sta laureando in scienze dell’alimentazione e ci porta il formaggio vero fatto dalle mucche vere o la ricotta che è una mousse di latte) e sogniamo la nostra casa, mangiando e bevendo. Ma un minimo di progettualità ci vuole. Poi di questo progetto parlerò in seguito se ci riuscirò.

Diciamo che stasera avevo previsto di andare a letto non oltre le 11 perché anche questo sta diventando un problema. Non riesco per vari motivi, proprio perchè concentro tutto la sera, ad andare a letto presto, ai miei orari naturali e la mattina mi alzo stanca e faccio fatica a carburare. Io che di solito mi svegliavo già fresca e pimpante.
Allora chiudo questo lungo post che però non dice tutto. Aggiungo che due sere a settimana ho la lezione di chi kung (a proposito anche l’hisband sta inizando) che non mi perderei per nulla al mondo, che il sabato mattina lo dedico alle pulizie di casa e mie (shampoo, doccia, creme corpo, depilazione se serve), il primo pomeriggio se non dormo crollo ( e stacco tutti i telefoni), magari la sera andiamo al cinema o a trovare qualche amico ( e insotri vivono tutti fuori monopoli) ed ecco che anche il sabato se ne è andato.

Poi ci sono le telfonate da fare al notaio, alla banca, le multe da pagare in posta, le analisi da ritirare… normale amministrazione insomma. A proposito si pare un nuovo capitolo sul fronte salute. Ho fatto la risonanza magnetica al ginocchio ed è risultato una “esuberanza” (c’è scritto proprio così) di cisti sinoviali. Probabilmente da operare in artroscopia. Non ne sono entusiasta ma per ora ho accantonato il pensiero. Certo che io se non mi faccio un’operazione all’anno non sono contenta! Ma cerco di non pensarci perché le implicazioni sarebbero tante e non dormirei più. Oggi mi ha telefonato mia madre, per lei avrei già dovuto prenotare l’intervento. E chi ha avuto il tempo? Io ci provo a stare tranquilla e magari ci riesco pure ma gli altri intorno mi stressano!

Torniamo a Olivia Tra Popeye e Bruto…

Per chiudere, un pensiero più leggero.

Da una settimana è arrivato a casa un catalogo di abbigliamento che volevo guardare e non riuscivo mai a farlo. È finita che me lo sono letta per strada, andando in ufficio. Sto ridotta male?

Sono settimane che progetto di andare a vedere un paio di pantaloni neri in un negozio ma non è stata cosa. Ogni sabato un problema diverso. Ho fatto un salto ieri, da sola, che noia, non era rimasto quasi niente, ma ho comprato un bel pantalone elegante, molto bello, mi fa le gambe lunghe lunghe. Ma altri problemi si presentano: bisogna accorciarli. Chi me lo farà? Qui sarte non ne conosco, le mie alunne sono lontane e chissà quando potrò andare a molfetta dalla mia mammina. E poi questi pantaloni necessitano di scarpe con un minimo di tacco, o di stivaletti eleganti sempre col tacco e io non ne ho. Ho solo scarpe basse. Non saprei nemmeno dove andare a comprarle. E così tra piegone e scarpe va a finire che mi metto i pantaloni l’anno prossimo! E se nel frattempo mi amputano la gamba?

Concludendo…Io ci sono.

 

8 responses to this post.

  1. Posted by Antonio on 30 gennaio 2008 at 23:51

    Maria posso essere come al solito rompi?
     
    prima di tutto gira l\’arrosto "ancora si brucia" ;
    secondo E\’ SEMPLICEMENTE LA VITA ;
    terzo sdradicarsi dalle radici significa non sapere dove farsi accorciare i pantaloni.
     
    ma so che stai bene e che sono solo momenti perchè vedi che piano piano stai "costruendo" tanto UN ABBRACCIO FORTE a te e al VATE
     
    Buona Giornata
    Antonio
     
    P.S. come ti dicevo non ci affanniamo perchè quando diventeremo cariatidi (vdei Gruppo TNT) ci accorgeremo che TUTTO FA UN PO MALE🙂
     
     
    Sai che la fortuna è una religione tu ci credi oppure no? lo capiremo prima o poi che non c\’è modo di rinascere senza peccare ma tu hai voglia di rinascere o è solo che non sai come finire? beh, forse fa un po\’ male forse fa un po\’ male ma tutto fa un po\’ male tutto fa tutto fa un po\’ male . . . quello che sognavi ti fa ridere da quando sai che non lo puoi più avere ma l\’odio è un carburante nobile e hai scoperto che non è così male tradirsi con rispetto perchè vivere è reale ma vivere così non somiglia a morire? e forse fa un po\’ male forse fa un po\’ male ma tutto fa un po\’ male tutto fa tutto fa un po\’ male . . .
     

    Rispondi

  2. Posted by luigi vittorio on 31 gennaio 2008 at 08:55

    niente paura…

    Rispondi

  3. Posted by Unknown on 1 febbraio 2008 at 08:36

    posso portare Osvaldo in vacanza per una settimana……….

    Rispondi

  4. Posted by Unknown on 1 febbraio 2008 at 08:37

    scusa era una domanda non un\’affermazione… ho dimenticato i ?????…..

    Rispondi

  5. Posted by Unknown on 2 febbraio 2008 at 07:11

    Sì sì, jdx, portatelo…
    di cosa non devo aver paura, lv, dell\’artroscopia?
    anto sai che riesco a vivere quasi senza affanni. E non voglio sentirmi in colpa pr questo. Di chi è "tutto fa un po\’ male"?

    Rispondi

  6. Posted by SyLv on 4 febbraio 2008 at 05:18

    E\’ degli afterhours
    nonostante non sia il mio gruppo preferito ho visto quasi più concerti loro che di Capa!
    (scherzo ma quelli son dappertutto, e io pure!)
    Vabbè
    ho letto, ieri in pausa.
    Se ti amputano la gamba, conservala, puù sempre servire

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  7. Posted by Unknown on 4 febbraio 2008 at 13:43

    sorella tu sì che sei un pozzo di scienza. La conserverei per te la gamba ma ti andrebbe troppo lunga…

    Rispondi

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