Sotto l´albero Totò e non Vespa

Tra i regali (interessati) che la tv ci fa nel periodo di fine anno ci sono Chaplin, Totò e le comiche del cinema muto. Ma il regalo più grande che ci fa la Rai è l’assenza di Bruno Vespa. Il quale, sia chiaro, non è un professionista scarso o impreciso, ma è il simbolo di un giornalismo che vorremmo veder tramontare, prima o poi.
È il giornalismo che si sfrega le mani dalla soddisfazione di strusciarsi accanto ai potenti, ai famosi e agli incapaci di successo. Il giornalismo che non solleva problemi, ma li rimuove.
Il giornalismo che rifugge dalle inchieste e, semmai, si accontenta delle tabelle e dei sondaggi che codificano il mondo com’è, orientandolo nella direzione più utile a chi di dovere.
Ma un giornalismo così non distingue la televisione da un tram, che prende il pubblico e lo sposta più in là, facendolo scendere tale e quale a prima. Senza sapere niente di più, ma più vicino a dove lo si vuole condurre. C’è chi dice «se mia nonna avesse le ruote sarebbe un tram», e chi pensa solo a non disturbare il manovratore.

Maria Novella Oppo

N.B. l’articolo lo trovate qui.

Non avrei saputo dirlo meglio. Grazie a te che pensi alla mia anima. Buon anno…

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