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Sul luogo dove morì la trentenne Margherita Cagol ‘nome di battaglia Mara’, nei giorni seguenti mani ignote deposero dei mazzi di fiori rossi. Mesi dopo manifesti a colori e autoadesivi con il volto della giovane terrorista furono affissi sul muro di cinta dello stabilimento Gancia a Canelli, sulle pareti della stazione del metrò di piazzale Loreto a Milano e a Trento nei pressi dell’Università nella Facoltà di Sociologia dove con Curcio gettò le basi delle Brigate rosse.

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