zingari e no

Ho sentito al tg2 (sempre più inguardabile) la notizia del campo rom di roma assaltato da 40 bravi cittadini romani armati di coltelli, mazze da baseball, bottiglie incendiarie. Un servizio apparentemente neutrale… se  non fosse che subito dopo hanno dato due notizie di fatti criminali con  protagonisti dei rumeni. Combinazione. E nemmeno il coraggio di dire davvero quello che pensano…
Così si fomenta l’odio, l’intolleranza,la violenza, la guerra tra poveri. Perché anzitutto di questo si tratta. Guerra fra poveri. Me ne sono accorta nel mio breve soggiorno romano.
Io credo che alla base di tutto ci sia la nostra atavica ignoranza.
Qualche settimana fa passeggiando per monopoli (ogni tanto mi capita) mi sono ritrovata dietro una famiglia di zingari: padre, madre (molto giovani)  carrozzino con bambino che camminavano per fatti loro senza chiedere elemosina, senza importunare nessuno. Persino belli da vedersi. Io stavo dietro e notavo che le persone che venivano incontro si scansavano, scendevano dal marciapiede camminando per strada tra le auto piuttosto che avvicinarsi a loro. E ho sentito una mamma che strattonava il figlio di 5-6 anni dicendo: "attento agli zingari". E ho pensato a quando a noi bambini dell’asilo (parliamo di più di 30 anni fa…mamma mia!) ci dicevano di non uscire dall’asilo perché c’erano gli zingari. Gli zingari si sa rapiscono i bambini (e se sono comunisti se li mangiano pure!). E’ questo che ci tramandiamo di generazione in generazione anche se poi non si è mai saputo di un solo caso di bambino rapito dagli zingari. Ma questo è un dettaglio insignificante. Ci tramandiamo di madre in figlio le nostre paure, i nostri pregiudizi, la nostra ignoranza appunto. E io, mi son chiesta, amo gli zingari? No. Rimango diffidente. Ma nemmeno li odio perché con la cultura e la maturità ho costruito qualcosa sopra quella paura inculcatami nell’infanzia.
Poi da quando ho conosciuto uno zingaro "dal vivo", ci ho parlato, ci ho ragionato… ho capito molto, non tutto, della loro cultura. Molto diversa dalla nostra,ma non per questo da condannare in toto.
Questo pregiudizio, comunque, è il più duro a morire, fa parte del nostro DNA quasi. Ma allora a che serve la cultura, la civiltà, la solidarietà che proclamiamo se non facciamo nessuno sforzo per guardare gli zingari in modo diverso? E a proposito, come mi ha insegnato
Daniel Tomescu, zingari non è il termine corretto, è dispregiativo, significa "intoccabili". Più corretto e preferito da loro il termine rom, che vuole dire “uomo libero". Forse, mi chiedo, è anche questo che non perdoniamo loro?
Ha scritto Tonio dell’Olio oggi su "liberazione" a proposito dell’assalto al campo nomade: "La preoccupazione è che dal terreno irrigato quotidianamente dall’acqua dell’allarme sociale e del bisogno di sicurezza, possano nascere i frutti degeneri dell’intolleranza violenta, diffusa, emulata". (il terreno irrigato dall’acqua dell’allarme sociale… bella immagine, si sa da chi ha imparato. Ma non è questo che ha fatto oggi il TG2?) E si appella alla fraternité che nella dichiarazione dei diritti e doveri del cittadino (che è parte integrante della Costituzione francese) è definita così: "non fare agli altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi; fate costantemente agli altri il bene che vorreste ricevere". Direi quasi evangelico come principio.
Io penso ad Auschwitz, a quando ci sono andata a giugno, c’era anche il padiglione degli zingari, perché ne sono morti tanti nei campi di sterminio e di loro poco si parla. E ho sentito con le mie orecchie una cristianisima donna commentare, quando la nostra brava guida ci stava raccontando appunto del genocidio degli zingari, "beh qualcosa di buono i nazisti l’hanno fatto allora". Non è questo l’orrore? la mancanza assoluta di pietas?
What about?
 

35 responses to this post.

  1. Posted by tiziana on 21 settembre 2007 at 13:58

    quanto ci sarebbe da dire sulla mancanza di pietas… non ho energie stasera.
    l\’orrore cresce, come dici tu, nell\’ignoranza .  credo però che sia dentro di noi fin dall\’inizio (non credo alle teorie di rosseau) e che solo con la conoscenza delle cose diverse da noi, che ci fanno paura per un naturale istinto di conservazione della specie, si possa superare il pregiudizio.
    il problema è trovare la motivazione che ci spinga allo sforzo di superare il pregiudizio…

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  2. Posted by Unknown on 23 settembre 2007 at 06:30

    In due anni a Milano sono raddoppiati i furti nelle case. dai 2610 del 2004 ai 4458 del 2006 ( fonte corriere della sera di oggi)
    I mattinali delle forze dell\’ordine elencano gli arresti per furto e dicono che a commettere questo tipo di reato sono soprattutto stranieri, soprattutto rom e romeni.
    Il piazzale della stazione centrale di Milano è diventato il luogo più colpito dai borseggiatori, rom sotto i 14 anni quindi non perseguibili, che in pieno giorno commettono questo tipo di reato. ( i video e le  foto li abbiamo visti tutti, io poi ci passo almeno 2 volte la settimana davanti alal stazione e ti posso assicurare che non è un bello spettacolo)
    Ora lasciamo perdere le leggende metropolitane degli zingari che si nascondono i bambini sotto le gonne ecc ecc, non penso abbiano bisogno di rapire bambini visto che non mi sembra che attuino un controllo delle nascite.
    Non facciamo come al solito di tutta l\’erba un fascio, ma permetti che se ci sono questi pregiudizi e queste paure da parte della gente, forse un motivo c\’è.  
    forse la gente non ha invidia degli "uomini liberi", magari gli piacerebbe capire che mestiere fa un uomo libero????
    Non vuole essere un\’accusa a tutti i rom del mondo, ma ripeto che l\’atteggiamento di tanti di loro non aiuta certo al rispetto e all\’integrazione.
    p.s.
    anche io ho conosciuto uno zingaro "dal vivo" circa 10 anni fa, non ho potuto parlarci e ragionarci, forse perchè era intento a smontarmi lo stereo della macchina dopo aver forzato la portiera, e la conversazione che ne è seguita non è stata delle più piacevoli.

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  3. Posted by Unknown on 23 settembre 2007 at 12:33

    Immagino. Io non dico che sono tutti degli stinchi di santo, ci mancherebbe. Però penso he non sia giusto che li giudichiamo criminali solo per il fatto di essere zingari. Tutti qui. Ma questo, davvero, vale per me prima di tutto. Poi magari ci torniamo su… ora ho ospiti… besos.

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  4. Posted by Patricia on 24 settembre 2007 at 03:08

    Il mio commento, leggendo quello di Johnny Dx, è superfluo, a volte solidarietà e tolleranza vengono travisate. E\’ giusto tentare di aiutare queste comunità ad "integrarsi" perchè sicuramente non c\’è da fare di tutta l\’erba un fascio… ma solo "se" vogliono integrarsi!! mi domando perchè i loro figli non frequentano le nostre scuole? Perchè donne e bambini si riversano per le strade importunando i passanti facendo leva sulla pietà? (per me quella è violenza psicologica), cosa fanno gli uomini di queste comunità per "mandare avanti la barracca"? non è forse un modo di mantenere inalterata la loro cultura? Io non mi vergogno a dirlo, non gradirei per niente che sotto casa mia si accampasse un campo nomade, certo non mi armerei di coltelli e mazze per scacciarli ma ti assicuro che non vivrei così tranquilla…

    Concludo domandando se si parla così tanto delle migliaia di famiglie italiane che vivono ai margini della società, e se si versano fiumi di parole per loro…
     
    Aggiungo, anche se "fuori tema" che ci si smena continuamente per non far sentire a disagio gli altri a discapito delle proprie necessità…  così è un pò per tutte le culture… tranne per la nostra… a furia di tentare di mettere a loro agio gli altri si stanno perdendo gli usi e i costumi della nostra cultura, un esempio? per non "offendere" culture diverse, a Natale, durante le recite scolastiche, a posto del Bambino Gesù prendono sempre più spazio le favolette di fantasia, Non vediamo più un crocifisso appeso da nessuna parte anche se forse le nostre nonne lo gradirebbero…, si festeggia Halloween… non aggiungo altro.
     

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  5. Posted by Unknown on 24 settembre 2007 at 07:19

    Ma perché dobbiamo per forza integrarli nella nostra cultura? Io questo"contesto". E propongo il rispetto delle culture altre. Certo deve essere reciproco, anche gli altri dovrebbero rispettare la nostra. Però se vogliamo insegnare loro a rispettarci, pretenderlo anche…  dovremmo per primi rispettare la loro. E sul lavoro i rom la pensano diversamente da noi… ma non vuol dire che sono tutti criminali. Come non lo erano gli albanesi. Comunque se io vedo uno che mi fruga nella macchina, o se subisco un furto non sto a vedere di che nazionalità è, certo che mi incazzo, certo che gli salto addosso. Però se vedo un rom per strada che cammina per i fatti suoi ma anche se chiede l\’elemosina non lo insulto gratuitamente.
    E per quanto riguarda i crocefissi etc. io personalmente sono per la laicità della scuola e della società ma comunque ritengo che un crocefisso in aula non faccia male a nessuno e che col buon senso si possano risolvere le singoli situazioni.
    Ben venga questa discussione: mi sembra tocchi nervi scoperti.

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  6. Posted by Patricia on 24 settembre 2007 at 09:43

    Se tu vieni in casa mia devi rispettare le mie regole, altrimenti niente ti impedisce di andartene. Io posso essere ospitale con te e trovare interessante scambiarci cultura e sperienze, ma sei pur sempre in casa mia. 
    Io lavoro 6 giorni su sette, ho due figli in età scolare e spesso non arrivo incolume a fine mese, mi sembra lecito domandarmi come tira avanti uno che sforna figli senza alcuna preoccupazione e che NON lavora per un fatto "culturale"…
    Per quanto riguarda i crocifissi, io non pratico nessuna religione, sono stata battezzata, sono cresciuta sapendo di essere cristiana e prima del matrimonio ho fatto comunione e cresima solo perchè "andava fatto" (ridicolo, lo so, ma l\’ho fatto), non sono simpatizzante in particolare nè di questa nè di altre religioni, ma non mi sentivo mica "offesa" se vedevo la vecchietta in ospedale a baciare l\’immagine della madonna o a pregare su un altarino di fortuna, nè mi sento offesa se davanti a me qualcuno prega qualche Dio o predica la propria "verità" … in poche parole io non ho mai chiesto di togliere un\’immagine perchè IO non credo!!!
    Quindi sono convinta che gli italiani… gli uruguayos, i rom, gli albanesi, e tutti gli altri popoli e anche i buddisti, i musulmani, i cristiani e tutti gli altri appartenenti alle diversi religioni abbiano gli stessi diritti MA ANCHE GLI STESSI DOVERI, doveri nei confronti della società nella quale decidi di insinuarti (e quindi "integrarti") che è paragonata a casa tua, dove, oltre al sano cazzeggio, il mattino ti alzi ed esci per lavorare, dai (o ci provi a dare) una educazione ai tuoi figli nella speranza che diventino adulti sani e indipendenti.

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  7. Posted by tiziana on 24 settembre 2007 at 09:51

    ho sempre pensato che bisogna rispettare ed ospitare culture diverse dalla nostra, in particolar modo gente che scappa dalla fame vera. sono le mie origini (quelle di emigrante) e capisco bene la sofferenza che nasce da segregazione e pregiudizi.ultimamente , dopo tutto quello che vedo e sento, sono disgustata dall\’arroganza e dalla mancanza di rispetto di chiunque. riconosco molte meno attenuanti a gente che , va bene, non ha istruzione, ha abitudini diverse dalle nostre, ma che ha il dovere di non mancare di rispetto alla cultura del paese ospitante. e questo lo dico da eterna nomade. mi dispiace dire che tanti italiani sono stronzi ma stronzi e ti trattano a seconda di quanti soldi hai da spendere. ma non condivido nemmeno la posizione di persone che non ammettono di dover mandare i propri figli in una scuola italiana, e PRETENDONO che si apra una scuola per musulmani. ma questa è un\’immigrazione che tende all\’annientamento della cultura che ti ospita… ci saremmo mai sognati, noi italiani in svizzera di rifiutare tutte le regole sociali trovate lì? morivamo di fame, abbiamo trovato un posto che, suo malgrado, ci ha dato da mangiare, il minimo è adeguarsi alla cultura locale. da qui a distruggere la propria ne passa… possono convivere entrambe, ma le pretese davvero non le giustifico. purtroppo ci ritroviamo anche a contatto con culture complicate, integraliste (vedi musulmani), o totalmente chiuse (vedi cinesi, che a milano hanno comprato tutte le case di un intero quartiere costringendo gli italiani che volevano continuare a vivere lì a mettere in vendita, pena dispetti, auto rigate, scatoloni marcescenti nelle scale dei condomini, ecc). credo che sia arrivato il momento di dare delle regole precise … chi non rispetta la legge italiana se ne torna a casa… sulla carta è già così ma nella realtà no. e lo dico nell\’interesse deglla gente che ha voglia di vivere in un luogo confrontandosi o anche no, ma senza imporre la propria cultura a discapito di quella di altri.sono diventata nazista? no, intollerante verso gli intolleranti direi.chi vuole adattarsi ed essere rispettato (nessuno vieta che poi le scuole possano avere materie diverse, tra cui religione islamica e tutto il resto…).ripeto, dico tutto questo pensando ai miei, all\’intolleranza svizzera, all\’intolleranza dei settentrionali nei confronti di studenti (=squattrinati) meridionali, alla voglia di superare tutto questo. non posso fare a meno di confrontare tutto ciò con l\’attegiamento arrogante che adesso si nota in giro (forse in città come milano tutto è amplificato).

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  8. Posted by tiziana on 24 settembre 2007 at 12:28

    scusate, rileggendo mi sono accorta che, nella foga di spiegare più pensieri nel minor tempo (sto rubando minuti al backstage), ho dato per scontato passaggi, non fiito frasi e sembro incazzata nera. non è così, è che non ho il tempo di spiegare per bene. e cmq il sunto è quello alla fine: il rispetto è dovuto da parte di tutti.

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  9. Posted by Unknown on 24 settembre 2007 at 14:34

    Non mi aspettavo tanta veemenza. Un po\’ mi ha intristito. Comunque… la convivialità delle differenze è anche questo. E però… Mi sembra di avere detto quasi le stesse cose di tiziana (l\’arroganza mi da molto fastidio) e di condividere anche qualche punto di patricia. Bisogna rispettare le regole comuni di convivenza, tutti, in qualunque paese ci si trovi. Su questo mi pare siamo d\’accordo. Però intanto ci tengo a ribadire un concetto: pretendiamo che gli altri rispettino le regole che noi non rispettiamo? perchè noi italiani non possiamo insegnare niente a nessuno in fatto di regole. Siamo incivili, furbi, strafottenti, guidiamo male e se possiamo fregare lo Stato lo facciamo. Questo non vale per i presenti of course. E poi… non capisco cosa importa se gli altri non lavorano, come campano. Campano. Come noi non camperemmo mai. Fanno lavori diversi dai nostri, spesso non lavorano. Per loro è normale mandare le donne ai semafori a chiedere l\’elemosina. Per noi  (e per me), no. Ma detto questo? E poi… Diciamo le cose come stanno: chi assumerebbe mai uno zingaro, un  rom? NESSUNO. E se poi, per assurdo, lavorassero tutti allora ci lamenteremmo che ci rubano il lavoro.Ce ne sarebbero di cose da dire ma… l\’intento del mio post era un altro, quello che volevo dire è che ci vengono inculcate le paure dall\’alto.

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  10. Posted by tiziana on 25 settembre 2007 at 05:12

    si, credo che sia vero, ci vengono inculcate dall\’alto.
    è molto più semplice insinuare un disprezzo per modi di vivere diversi dal proprio che risolvere i problemi pratici che lo scontro inevitabile tra diverse abitudini comporta.
    mai come ora dobbiamo sforzarci di ragionare col nostro cervello. partendo dalla consapevolezza che la violenza va rifiutata sempre, e deve partire dall\’ultimo cittadino… non va evitata solo per la prigione! dev\’essere uno stile di vita. ma di tutti. e non vanno "tollerate" violenze da parte di nessuno.
    ci sono metodi non violenti per organizzare una società. ognuno dev\’essere responsabile delle proprie azioni. a me non interessa (e non dovrebbe interessare nessuno in effetti, sono daccordo con te) cosa fanno del loro tempo le persone che vivono qui. il problema sorge solo quando alla criminalità viene associata l\’immigrazione. allora (per paura) si vuole la garanzia che tutti adottino lo stile di vita degli abitanti del posto.   è una reazione, ma è indicativa di un malessere che crescerà se il nostro approccio non cambia.
    e, insisto, partire dal concetto che il rispetto è la base per instaurare qualunque relazione, calma tutti. in fondo il razzismo nasce dalla paura, no?

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  11. Posted by Patricia on 25 settembre 2007 at 09:02

    Va bù, secondo me avete una visione quasi romantica della realtà, ideali da diffendere a spada tratta. Le mie considerazioni sul fatto di come tirano avanti deriva semplicemente da un discorso pratico: lavoro=campare, se campi senza lavorare o sei un ricco ereditiero o c\’è qualcosa che non quadra. Non lo sò come funziona per voi altri, ma se ci sono metodi alternativi fatemelo sapere, potrei decidere di abbracciare culture diverse dalla mia.
    La mia non è intolleranza, nè razzismo, sarebbe un controsenso per una immigrata che tra l\’altro non ha conosciuto gran parte dei propri consanguinei (e quindi ignara della proprie origini…) e che si è fatta le file fuori alla Prefettura per rinnovare il permesso di soggiorno.
    Poi vorrei anche aggiungere che l\’Italia avrà pure le sue furbate, straffottenze e inciviltà e che le società sono fatte di persone e che le persone non siamo tutte uguali, ma è un paese ospitale, che ti permette di lavorare, di migliorare e che in molti non apprezzano e non rispettano (vale anche per gli italiani). Io adoro il mio paese, la mia gente e la mia cultura, ma vivo quì…
    Per quanto riguarda le paure inculcate… vi facio presente una curiosità, non sò quanto diffusa nella mia società, ma sicuramente molto parlata tra i miei parenti, io sono cresciuta con il fascino dei balli "gitanos" (zingari) e con il terrore de "las brujas" che sarebbero le streghe dedite alla magia nera, che da noi è (era) molto praticata!!!

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  12. Posted by Patricia on 25 settembre 2007 at 09:07

     Ah, dimenticavo… lo sai Mariella che ho notato che quando non sono d\’accordo con te ti alteri????… uhm… mi piace questa cosa… meglio che vederti depressa!!!!!!!! ah, ah
    Lo so, ti stai ancora domandando perchè siamo amiche….

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  13. Posted by Unknown on 25 settembre 2007 at 11:00

    ma non che non sono arrabbiata! incazzata nera se mai… :-)soprattutto se dici che difendo a spada tratta degli ideali. Magari fossi così! Magari avessi acora quell\’energia. E se calco sui toni è perché il tema è forte e ci interroga e ci mette in discussione. Comunque… e spingo l\’acceleratore sulla provocazione, i metodi alternativi al "lavorare per campare"ci sono ci sono. In primis rubare. Certo che non lo approvo! ma non mi verrete a dire che solo i rom rubano? di italiani inglesi francesi, tedeschi americani che fanno questa scelta ce ne sono mi sembra. E giustamente la società disapprova. E poi c\’è il metodo di chiedere l\’elemosina che per i rom è un modo di campare, per loro è dignitoso. Nemmeno questo approvo. Però è anche vero che, come ho già detto, quei pochi rom he cerano di lavorare non trovano lavoro (per colpa dei pregiudizi e delle paure inculcateci). E poi… loro scelgono di vivere in un modo che a noi non piacerebbe affatto: non hanno una casa, non hanno una patria (e questo non sempre per scelta), non hanno bei vestiti, solo per dirne alcuni aspetti.Sinceramente mi preoccupano più i ricconi che fanno la bella vita e non pagano le tasse… Scusate se  è poco…

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  14. Posted by Patricia on 25 settembre 2007 at 14:02

    Uff, Mariè! lo sappiamo che anche tra gli italiani ci sono i fannulloni, i delinquenti e quant\’altro ma noi parliamo di un\’INTERA comunità che per ragioni di CULTURALI NON LAVORA!!!! Poi non mi sembra che siano così impegnati a trovare lavoro ricevendo porte in faccia… Ci sono tantissimi extracomunitari che lavorano in Italia, non mi dire che l\’emarginazione la subiscono solo i rom!!!
    però, hai ragione, noi non accetteremo mai di vivere come loro… noi viviamo bene, abbiamo una casa, i vestiti… Lo sai che a Monopoli ci sono famiglie che vivono nell\’ex carcere? non hanno luce nè gas, ma di loro non si parla. Credi che abbiano un lavoro?Credi che abbiano i vestiti? Annarella aiuta da almeno 5 anni una famiglia monopolitana, gli porta viveri, e quanto riesce a racimolare, pensi che per strada quella famiglia non venga evitata? sono d\’accordo che il rispetto deve essere reciproco ma anche che "paese che vai usanze che trovi" e vanno rispettate.

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  15. Posted by Unknown on 25 settembre 2007 at 14:30

    Sinceramente non sono daccordo sul fatto che queste "paure" ci vengano inculcate dall\’alto….da chi???..dai media, dai politici di destra razzisti e cattivi?…
    qui tutti hanno fatto esempi di vita reale di tutti i giorni….poi se cadiamo nei discorsi tipo non hanno i bei vestiti…però hanno tutti il cellulare…e i macchinoni nei campi rom si sprecano…quindi i soldi li hanno e li usano per quello che vogliono…è logico che è più facile chiedere l\’elemosina vestiti male……e per loro è normale chiedere l\’elemosina…è anche normale insegnare ai bambini a borseggiare. per la legge Italiana "Accattonare, chiedere l\’ elemosina non è più reato per i maggiorenni, ma lo è ancora se vengono usati bambini per impietosire."…è giusto anche questo per loro…ma non in Italia..
    datemi del razzista ma sinceramente io sono stanco di sbracciarmi a ogni semaforo per non farmi lavare i fari o il vetro…stanco di vedere che se il no lo dice una donna in macchina non la guardano neanche e così la "obbligano" a pagare….stanco di leggere di furti da parte di bambini, addestrati a farlo ( sappiamo bene che esistono delle vere e proprie scuole per questo nei campi)  non punibili…è vero ci sono ladri di tutte la nazionalità e tutti vanno puniti….qui però c\’è l\’aggravante del fatto che per loro è normale rubare-questuare ecc ecc…a questo punto chi deve cambiare e adeguarsi????

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  16. Posted by luigi vittorio on 25 settembre 2007 at 14:56

    beh, io quando mi chiedono da che parte sto, se dalla parte di chi ruba nei supermercati, o di chi la ha costruiti, rubando, non ho dubbi… da nessuna delle due parti! ma prediligo senz\’altro una delle due…
    io sto dalla parte di chi il furto lo subisce, dalla parte di chi si sente offeso, perchè derubato, o perchè umiliato.  umiliato solo per essere rom, o per essere albanese, o per essere… latinoamericano! ma pensate se la gran parte degli uruguaiani fossero ladri, o borseggiatori, o persone che non ne vogliono sapere delle regole del gioco. Pensate ora Patricia che vita vivrebbe: sempre con il PREgiudizio, con il dito puntato contro, con la gente che si scansa dal marciapiede mentre passa.
    scusate ho usato il paradosso come esagerazione, dubito che se passa Patricia la gente si scansa🙂.
    c\’è una bella riflessione di Jean Leonard Touadì, che spero mella riesca a mettere on line, in cui in sintesi dice che l\’integrazione passa per la legalità: tolleranza zero verso chi ruba, ma non verso i "rumeni" o verso "gli zingari" ma verso i "ladri" sono due concetti profondamente diversi…
     

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  17. Posted by oswaldc on 26 settembre 2007 at 01:14

    Mi sembra che Lv abbia colto nel segno. A me non interessa quanto criminali siano i rom, i rumeni o gli italiani di garlasco. Chi delinque va perseguito, punto. Non perchè italiano o rumeno, ma perchè va difeso chi si fida della giustizia, chi è più debole etc.Sui rom ammetto di avere qualche problema, soprattutto perchè li conosco poco. Quando li conoscerò meglio, dirò. Ma per ora questo parlare per categorie mi infastidisce. E temo faccia gli interessi di qualcuno. C\’è una pagina di Nelle mani giuste di De Cataldo che ritengo interessante. Lo sta leggendo Mariella e mi è ricapitato fra le mani: "Le idee. I miti. Sta tutto lì. Spargi le idee. Governa i miti. E controllerai la gente. […] L\’avremmo visto alla fine. Quando, un bel giorno, gli italiani si sarebbero svegliati con in testa un mucchietto di idee ben precise sul loro presente e sul loro Paese. Gli zingari rompono i coglioni. I negri puzzano. Le donne sono tutte troie, e quelle che abortiscono sono più troie di tutte. I carcerati devono starsene in galera. Tutti hanno diritto di armarsi per difendere la proprietà privata. Quel mattino gli italiani si sarebbero svegliati con lo stupore di scoprire che queste cose le pensavano tutti. Non si trattava che di estrarre, attraverso un paziente lavorio maieutico, il peggio che gli italiani si portano dentro da sempre. In passato l’impresa era riuscita al fascismo…”. Per come la vedo io, stiamo qui a scervellarci sul problema all\’ordine del giorno (la Sicurezza) come fosse IL PROBLEMA. Certo, i rumeni che entrano nelle ville e depredano mi stanno sulle palle quanto la banda di ostunesi che ho conosciuto in galera e che faceva le stesse cose. Spero per loro una lunga detenzione e possano ravvedersi, amen. Ma non mi fido dei mass media che ci martellano ogni giorno con questa ossessione della Sicurezza. Il potere ha bisogno della paura della gente (il potere dico, non la sinistra o la destra…) per poterla controllare e risultare rassicurante. Mandiamo l\’esercito in sicilia e inaspriamo le pene in veneto. Proclami rassicuranti e miopi che mettono d\’accordo poveri e ricchi. Fintamente miopi.  Perchè ci fa tanta rabbia questa gente che vive senza lavorare e che, dice qualcuno, vive rubando? Perchè noi, invece, ci facciamo il culo per campare. Perchè noi non riusciamo ad avere un mutuo dalla banca. Perchè oggi, in Italia, un insegnante di religione che ha ottenuto il ruolo e non è più un precario è diventato un privilegiato e i suoi 1300 euro mensili lo mettono su un piedistallo. Sotto di lui ci stanno i lavoratori a progetto, i precari, i lavoratori in nero etc… Allora mi sembra più urgente il problema della Insicurezza. Il non potermi organizzare il mese perchè non so quando finiranno i soldi. Non poter fare visita ai miei perchè il gasolio costa (e non ho detto la benzina…). Non poter andare dal dentista anche se ormai anche loro ti fanno pagare a rate. E anche questi sono esempi di vita reale di tutti i giorni. Ma, insomma, numeri alla mano, quanti hanno avuto la villa svaligiata e quanti invece vivono il dramma di uno stipendio insicuro, in Italia? E a chi scrive i marocchini hanno fottuto la macchina, altro che il motorino di Antonio Albanese. E quando mi hanno menato per strada sono stati comunque italiani, evviva la par condicio. C\’è una sproporzione premeditata da parte dei media. Per farci dimenticare la causa della nostra rabbia (l\’Insicurezza del domani) continuano a sfruculiarci co\’ sta menata dei rom, degli immigrati etc. Ovvio che se a me, disoccupato, continuano a dire guarda quello, non gliene frega niente di lavorare, ma comunque si è fatto i soldi, poi mi girano pure a me. Ce l\’hanno fatta, il problema della Sicurezza ha sostituito quello dell’Insicurezza. Guardare in faccia l’Insicurezza unisce chi ha i problemi e l\’unione di chi ha problemi fa traballare le poltrone. Fissarsi sulla Sicurezza ci fa litigare, ci divide e rassicura le poltrone. E scusate la lunghezza del commento. 

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  18. Posted by Patricia on 26 settembre 2007 at 01:19

    E aggiungo che non credo che tutti quelli che hanno una mente imprenditoriale e che vanno in giro con le macchinone siano delinquenti in giacca e cravatta. Oltre al fatto che grazie alla mentalità imprenditoriale di alcuni i molti lavoriamo….

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  19. Posted by Patricia on 26 settembre 2007 at 01:48

    Ops… il commento precedente l\’ho saltato…
    Dicevo che nei mei commenti non ho mai affermato che gli immigrati sono tutti delinquenti (infatti io non lo sono), mi sono chiesta,a proposito dei rom che sappiamo che è una comunità che per "cultura" non lavora, come fanno a vivere? visto le difficoltà che tutti noi abbiamo per tirare avanti, nonostante lavoriamo. Quindi qualche dubbio di "come fanno" mi viene, e forse non tutte sono "leggende metropolitane". Sarà per i miei limiti culturali che parlo così e mi pongo questo genere di domanda spiccia? forse, ma fin\’ora nei commenti che ho letto non ho ricevuto risposta.
    Io in Italia ho trovato molte difficoltà e ancora adesso (che sono cittadina italiana) lotto ogni giorno. Di gente stupida ne ho trovato anch\’io, prima quando era evidente che non ero del posto e anche adesso che mi sono "mimettizzata" e molti mi scambiano per "una del nord", ho trovato anche tanta brava gente che mi è stata solidale nei momenti più brutti. Succede sempre, a TUTTI, italiani e non.

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  20. Posted by Unknown on 26 settembre 2007 at 03:49

    da antonio
    riporto una intervista su Liberazione:
    http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=22/09/2007
    e riporto una citazione (che penso sia giustissima) di Moni Ovadia a memoria naturalmente.
    Lui diceva che:
    oggi non bisogna guardare la condizione degli ebrei rispetto alla società ma quella dei ROM.
    e oggi è poco tollerante rispetto a un "tipo" di società "diversa".
    Un Saluto
    Antonio http://antoniodetullio.spaces.live.com/blog/  

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  21. Posted by tiziana on 26 settembre 2007 at 04:01

    i problemi dell\’insicurezza amplificano quelli sulla sicurezza… i rom sono visti come i principali responsabili di furti (insieme agli albanesi). gli albanesi però non vivono tutti allo stesso modo, c\’è chi lavora e si rifiuta di rubare, i rom vivono tutti in campi nomadi che danno problemi perchè rendono visibile la loro differenza.  il problema secondo me è questo. simao disposti , nel tempo, ad accettare chi si mimetizza, come  dice patricia. Ci fa piacere se qste persone possono addirittura essere scambiate per persone del posto.
    personalmente non mi tocca tanto questo problema quanto quello della possibile convivenza fra culture diverse.
    è vero che si fa presto a parlare per categorie, che la visibilità della differenza agevola la "ghettizzazione", è per questo che dovremmo essere "aiutati" a capire e ad accettare culture diverse (io non pretendo di essere capita ed accettata senza fare un tentativo di farmi capire…).
    io non vedo i rom come persone violente… vivono di espedienti, faccio attenzione se qualcuno mi osserva un pò troppo nei pressi di casa o di un bancomat, così come faccio attenzione se qualcuno di nazionalità non "identificabile" fa lo stesso. ma questi sono problemi che esistevano anche prima dei rom, voglio dire che furti, scippi, ecc sono problemi con cui fare i conti indipendentemente dalle origini del ladro.
    sono invece preoccupata dalla crescente violenza come "reazione" e "difesa" alla violenza che percepiamo in culture che non solo vogliono rimanere visibili con le loro differenze (e questo chi lo discute) ma che non vogliono accettare l\’ipotesi che sia giusto vivere in modo diverso dal proprio. insomma mi preoccupano le verità assolute che accompagnano le religioni , più che i problemi di sicurezza del patrimonio, chiamiamoli così.
    nessuno nasce "puro", abbiamo tutti istinti di conservazione. è per questo che secondo me il presupposto per  la sopravvivenza di una società multi-culturale (multi-razziale credo sia superato!) è il rispetto da parte di tutti della sopravvivenza della cultura "concorrente". in questo senso NON TOLLERO l\’intolleranza, da chiunque provenga.
    forse i miei interventi sono "fuori tema" perchè ho notato che il problema di cui mariella vuole discutere sono i rom, ma approfittavo dell\’occasione per esprimere le mie paure sulla società che stiamo costruendo.
    vediamo se riusciamo a superare i 41 interventi record!  :-))
     

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  22. Posted by Unknown on 26 settembre 2007 at 04:08

    Siamo partiti dal “ perché gli zingari vengono guardati e giudicati male a prescindere “ al complotto dei poteri forti che tendono a enfatizzare i problemi legati ai crimini degli extracomunitari per distogliere l’attenzione pubblica da problemi ben più grandi… però non si  può tutte le volte per qualsiasi argomento incolpare la società moderna, i poteri nascosti, la massoneria, i servizi segreti e tutto il cucuzzzaro, Il lavoro precario, il caro spese, una politica decennale ridicola ( di destra e sinistra che sia) sono problemi veri…La gente è incazzata perchè non arriva a fine mese…ma si incazza ancora di più se qualcuno gli ruba quei pochi soldi che si suda…il problema della sicurezza è reale e presente…non è IL PROBLEMA…ma.perchè deve essere inferiore ad altri quando il più delle volte è quello che ci colpisce più direttamente e frequentemente…È sbagliato  che la notizia di un pirata stradale extracomunitario venga riportata con maggior enfasi dai media e faccia più scalpore di un pirata  italiano..ma ciò non sminuisce la stessa colpa e la gente lo sa…e la pena deve essere e sarà  la stessa…..Ma se i sudamericani a Milano sono rispettati e ritenuti gran lavoratori e gli zingari no…ci sarà un motivo???? Perchè accettare sempre tutto passivamente perché per le altre culture è  giusto così? Dove inizia il processo di integrazione, dall’adattamento alle regole di un paese o dal chiudere gli occhi di fronte a vari soprusi in nome della tolleranza e dal  rispetto delle culture diverse che non vogliono integrarsi…p.s. il mio ricordo di un’esperienza negativa con i rom era per riportare un fatto vissuto e non per dire sono tutti così….così come quando parleremo di corrotti e corruttori potrò parlare di molti italiani che ho conosciuto…. ……..e lascia perdere  il motorino di albanese
    Tratto da comunità nuova:  La capienza massima del Beccarla è di 80 unità,. Un numero oscillante tra il 70 e l’80% è costituito da stranieri soprattutto nord africani e slavi.Gli zingari non commettono mai reati di violenza ma vengono incarcerati prevalentemente per furto, che è nella loro cultura un modo per vivere. Il carcere quindi non viene vissuto come un\’esperienza drammatica ma come un incidente sul lavoro. Alcuni di questi ragazzi però iniziano proprio in carcere ad accorgersi che possono trovare altre strade, ma per loro cambiar vita è molto difficile perché significa staccarsi dal loro popolo e perché molte volte questi giovani sono già sposati e hanno figli. Il problema principale rimane quindi quello di trovare e garantire loro una sistemazione alternativa.Ogni anno qualche ragazza Rom ci domanda di essere inserita lontano dal suo clan di appartenenza per poter cambiare vita, non essere più venduta al marito, non essere costretta a rubare o a chiedere l\’elemosina. Anche in questo caso lo strappo è totale. Bisogna letteralmente "far sparire" la ragazza e formarla per una vita diversa. Il numero delle ragazze che domandano questo aiuto è in aumento.
    Sono o no dati e notizie che fanno pensare che forse qualcosa di sbagliato ANCHE in questo modo di vivere c’è??

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  23. Posted by Unknown on 26 settembre 2007 at 05:01

    J. ma io non dico che è giusto vivere così (anche se  poi si dovrebbe discutere di chi decide cosa è giusto e cosa è sbagliato… e allora altro che 41 commenti!). Dico che non posso odiare una persona, un popolo, una etnia solo perchè vive (e la pensa) diversamente da me. Ed è questo che facciamo con gli zingari. Se vogliamo che loro cambino dobbiamo cambiare anche noi, non cambiare il nostro modo di vivere ma cambiare atteggiamento nei loro confronti. Capire la loro cultura perchè si possano integrare.
    Tiz, non sei fuori tema.
    Puparossa come fanno a vivere i rom lo abbiamo già detto. In generale chiedono l\’elemosina, lavorano nei lunapark, fanno lavoretti saltuari e, alcuni o molti (ma comunque non tutti) rubano.Lv sono d\’accordissimo con la tolleranza zero verso chi ruba ma non verso un popolo a priori.
    Poi.. io penso anche che fa sempre comodo al potere avere qualcuno da indicare come causa di tutti i nostri mali… e questo è pure un discorso che richederebbe commenti a gogò. Concentriamoci su questo per ora. besos

    Rispondi

  24. Posted by Unknown on 26 settembre 2007 at 05:04

    da salvatore:Comunque tanto per esser chiari…sugli zingari.
    Grande rispetto per la cultura e le origini di tutti (zingari, extracomunitari, transessuali:-), ecc..) ma vorrei che questi "tutti" avessero più rispetto per chi li ospita. Io sono disposto a ospitare chiunque con il buonsenso. Ti do fiducia, ti faccio stare e tu, con un po\’ di buon senso, cerchi di avvicinarti ai miei costumi (per es. cercandoti un lavoro). E\’ come se dessi ad un ipotetico ospite in casa mia, le chiavi di casa: mi aspetto di trovare la casa così come gliela lascio.
    Se ti becco per una cosa che non dovevi fare (per es. lasciando i bambini ad elemosinare ai semafori…o a farli prostituire) io ti tolgo prima di tutto la fiducia che ti ho dato, poi ti caccio a calci nel sedere e poi cambio la serratura di casa.
    Saliùt. 

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  25. Posted by oswaldc on 26 settembre 2007 at 05:30

    "…e lascia perdere il motorino di albanese" a me?
    Ehi, pianino con le accuse. Che io quel motorino non l\’ho mai toccato, anzi manco sapevo che esistesse.
    Tanto, se mi trovo un rom come compagno di cella, so da chi mandarlo…

    Rispondi

  26. Posted by Unknown on 26 settembre 2007 at 06:13

    per saperne di più
    http://www.gfbv.it/3dossier/sinti-rom/it/rom-it.html  
    ma io vorrei sentire anche silvi e raffa e tutti gli altri…

    Rispondi

  27. Posted by SyLv on 26 settembre 2007 at 07:46

    Oh mamma quanti commenti.. e che lunghi… (non li ho letti, sto inviando CV!!!)
    Io non ho granchè da dire, sono tuttosommato d\’accordo con quel che dici tu.
    Ma il problema di "pregiudizio" (se così possiamo riassumerlo molto sinteticamente) si spande e va ben oltre il problema dei ROM.
    Solo che qui, io penso che ognuno di noi possa raccontare un fatto che non parte necesariamente da un pregiudizio.
    Ho visto tanti servizi di tutti i generi sui ROM, la loro è una "cultura di vita", passatemil\’espressione. Il problema è che ci capita d\’incontrare sempre quelle eccezzioni (e direi che nel caso degli zingari non si tratta più solo di eccezioni) hce ci portano a pensarla un po\’ come tutti..
    Io posso solo dire che una volta, quando ancora non avevo mai avuto a che fare personalmente con qualcuno di loro, proprio per non cadere nel razzismo.. a lavoro.. per essere d\’esempio anche moralmente.. ho voluto fare un favore a una.. e mi sono ritrovata con 200 euro in meno in cassa senza neppure ricordarmi un cavolo di quei 2 minuti in cui c\’ho avuto a che fare..
    certo non bisogna fare di tutta l\’erba un fascio..
    E chissa quante ne avete già dette..
    ..ma come anticipato.. non ho granchè da dire sull\’argomento perchè mi lascia sempre un po\’.. come dire.. indecisa, incapace di prendere una posizione. Soprattutto dopo averli tanto difesi!

    Rispondi

  28. Posted by Unknown on 26 settembre 2007 at 07:55

    MELLA NON SONO IO CHE SONO USCITO DAL SEMINATO…..
    coomunque continui a dire di capire la lor cultura e cambiare….ma quanti di loro vogliono cambiare…è un cane che si morde la coda…non ne usciamo più….
    ORLOVSKY ( attinenza con Teresa?? ;-)) il motorino albanese è stato citato a sproposito e lo sai…..per quanto riguarda il compagno di cella mandalo pure di qualunque nazionalità sia avrà lo stesso trattamento ;-))))

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  29. Posted by Unknown on 26 settembre 2007 at 08:55

    E se ci vedessimo L\’INFEDELE di Gad Lerner stasera? è proprio su questo tema. E poi ne riparliamo.Ribadisco intanto un concetto per j e p. Noi abbiamo il diritto di pretendere che chi vive in casa nostra rispetti le regole. ok. Non si ruba. Nèqui nè altrove. ok. Ma non possiamo pretendere che chi vine in casa nostra modifichi anche la propria cultura. Questa non è integrazione. Bisogna che ci lavoriamo entrambi, ospiti e "padroni" di casa perchè si trovi una intesa o perlomeno non ci si pesti i piedi.Silvà pure io ho avuto una esperienza negativa con gli zingari. Ma anche una positiva. E ho viaggiato in macchina con due di loro, con i cartelli "ho fame" sotto i piedi, e ho chiesto, ho domandato, ho ascoltato. Non tutto ho capito, ma ci ho provato.

    Rispondi

  30. Posted by Patricia on 26 settembre 2007 at 10:20

    Ok Mariella, stiamo ripetendo le stesse cose all\’infinito. Mi piacerebbe vedere cosa faresti se si accampassero in vico Cacamece, a Monopoli… la penseresti sempre così?
    Io non vanto esperienze dirette, nè positive nè negative con gli zingari, ho "solo" visto i bambini buttati per le strade ad elemosinare e ragazzini dell\’età dei mei figli in inequivocavili attegiamenti… mi piange il cuore ogni volta e ogni volta i miei sentimenti, nei confronti degli adulti del "branco", hanno ben poco a che fare con la simpatia e la voglia di "scambi culturali".
    Resto del parere che loro devono modificare il tiro non gli altri.
    A proposito, in Brasile ci sono anche delle tribù cannibali, possiamo anche interagire culturalmente con loro… magari andando a pranzo da loro…

    Rispondi

  31. Posted by Unknown on 26 settembre 2007 at 11:05

    Se mischiamo le cose davvero non ne usciamo più. In cina magiano le formiche, in india non si possono toccare le mucche, in corea mangiano i cani…Cosa suggerisci tu per dare una mano a quei bambini e a quei ragazzini? Spariamo ai genitori? li mandiamo via e mettiamo i figli in orfanotrofi dove li educhiamo come si deve? Oppure mandiamo via tutti, adulti e bambini, non importa dove e come (magari a suon di mazze e coltelli come a Roma) purché non rompano le scatole a noi? oppure?Mi sembra molto complesso il discorso e io non ho una soluzione. Voi ce l\’avete? mi sembrate così sicuri delle vostre ragioni. Beati voi. Intanto stasera mi vedo L\’Infedele che di solito da voce alle diverse campane e magari mi viee in mente qualche idea. Se no tacerò per sempre su questo argomento.

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  32. Posted by Patricia on 27 settembre 2007 at 02:51

    Io sono solo sicura del mio disgusto!… sparare ai genitori??… uhm, sarebbe un\’idea…

    Rispondi

  33. Posted by SyLv on 27 settembre 2007 at 07:30

    oDDIO…
    Io ho visto solo un pezzo dell\’infedele.. quello delle prof che sono andate a cercare bambini per portarli nella loro scuola!

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  34. Posted by Unknown on 28 settembre 2007 at 03:28

    Silvi quel pezzo che hai visto tu è stato l\’unico barlume di speranza in un quadro fosco. Ed è un peccato che le trasmissioni di Lerner siano poco seguite, io ne esco sempre arricchita anche se quasi mai consolata. bacini

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  35. Posted by oswaldc on 28 settembre 2007 at 09:46

    C\’era anche il cucuzzaro?

    Rispondi

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