let it be

Oggi ho avuto parecchio tempo per scrivere, per aggiornare il mio blog ma non stavo ispirata. Succede invece che quando non ho tempo ho urgenza di scrivere, di dire qualcosa, sia pure una cazzata. Allora è vero come ho letto che ha detto una delle mie scrittrici preferite in una recente intervista che sì, scrivere è un mestiere però non basta, occorre anche avere “lo sguardo che vede, l’urgenza di qualcosa di dire“. Bello. Non a caso adoro Alicia Giménez-Bartlett
IERI primo maggio tranquillo. In campagna con gli amici molfettesi. Aria buona (un po’ umida) e persone che conosco da una vita e non vedo quasi mai. Le mie amiche sono persone intelligenti, brillanti, originali… ma da quando hanno figli non è più possibile parlare di altro con loro. Eppure ieri siamo anche riuscite a parlare di qualche libro, a discutere del biologico e delle fobie in primis la temibile toxoplasmosi (ma tu con 2 gatti come fai? beh intanto non sono incinta e sono più informata di voi su come si trasmette) e di altro ancora oltre a mangiare bere mandarci allegramente a fanculo come ai vecchi tempi. Finché eravamo 4 a 1 cioè quattro coppie con figli e una senza siamo stati bene. Dopo pranzo sono arrivate altre due coppie e tutto si è troppo sbilanciato: oggi sono informatissima sulla vaccinazioni obbligatorie e quelle che non lo sono però si fanno, sul momento giusto per svezzare, su quando i vari bambini hanno cominciato a fare pipì nel vasino ecc.
Ragazze, amiche, vi voglio bene davvero e adoro i bambini ma… che palle! è chiaro che poi ce ne siamo andati presto e tutti a chiederci ma perché ma come mai… Eppure siete tutte donne intelligenti e sensibili anche se non mi risparmiate stoccate che bene o male riesco a parare perchè non facciano troppi danni all’amicizia. Mai che qualcuna di voi mi chiedesse, magari in confidenza, ma voi come mai non… magari vi risponderei. Ma siete troppo concentrate a considerarmi appartenente a un’altra specie. Uffà uffà. E poi vi ho visto come rassegnate, come se non ci fossero altre strade, altri modi di vivere con o senza figli. Pronte a criticare, a tacciare di “strano” tutto ciò che esula dal vostro modo di vivere per paura forse che ci sia un modo diverso di essere. Ma tanto nessuna di voi legge il mio blog. Magari lo faceste. Potremmo confrontarci. Ma non avete tempo per queste sciocchezze, per leggere, per il cinema. Un amico ha detto a osv:  “quando capiterà a voi scordati di poter leggere e poter scrivere…” Oh ma che è questo terrorismo psicologico?! un figlio è la morte civile? Aiuto.
Questo post potrebbe benissimo rientrare nella discussione sui desideri.

20 responses to this post.

  1. Posted by Unknown on 3 maggio 2007 at 05:19

    Chissà perché fanno così! Non capisco soprattutto le DONNE che fanno così. A me capita, piuttosto che per i figli, per il fatto che sono ZITELLA a 35 anni. Ma capita in ufficio, non con le amiche.
    Vabbé… tornando alle nostre pecore (e qui solo i francesisti capiscono) noi donne ad un certo punto ci rincoglioniamo. Dimentichiamo di essere AMICHE. Dimentichiamo di essere AMICHE da prima di essere MAMME, MOGLI, FIDANZATE. E’ come dimenticharsi di essere FIGLIE, prima di tutto. Ed è la prima cosa che dimentichiamo.
    Però… magari una giorno questo tuo post lo stampi e lo mandi per lettera, per posta. Perché internet una mamma non lo sa che cosa è.
    Tu stai tranquilla (ma tanto lo so che lo sai), certo un po’ delusa, ma le tue amiche erano intelligenti e ti volevano bene: non credo che questo sia cambiato. Quindi, parla con loro.
     
    Io ti voglio bene, e che te lo dico a fa’. Poi sono appena tornata dalla PALESTINA (che però, mi dispiace, è soprattutto STATO DI ISRAELE) e penso a chi i figli li fa ma in condizioni che… se non ci vai… non puoi capire. Non possono capire le nostre amiche mamme.
    Sragiono, oggi. E’ la Terra Santa che mi turba ancora.
    ciao

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  2. Posted by Unknown on 3 maggio 2007 at 14:11

    Un\’amica mi ha mandato in proposito questa mail e mi sembra un punto di vista interessante. Grazie!

    Scusa, […] i loro bimbi sono di sicuro molto piccoli, se sono così ossessionate da loro! capita! Quando ho avuto il mio non ne parlavo con nessuno perchè gli altri nostri amici non avevano ancora figli e si sarebbero annoiati… e poi anche perchè c\’era quel senso materno che tardava ad arrivare. Forse non è mai arrivato. Ora che ricordo, per questo motivo non ne parlavo neanche con chi i figli li aveva. Una volta un\’amica mi disse di nascondere a tutti il fatto che non mi sentissi realizzata a fare la mamma. Era una cosa molto brutta. Col tempo ho imparato ad esserlo, mamma. Un po\’ alternativa, forse. Però sono certa che se anche lui non fosse arrivato, la nostra sarebbe stata cmq un\’unione felice, una "famiglia". Perchè bisogna star bene in due prima di tutto.

    Rispondi

  3. Posted by luigi vittorio on 3 maggio 2007 at 16:02

    L\’ultima riga mi ha richiamato le prime: "l\’urgenza di qualcosa di dire". ed ecco cosa ho da dire: "ma che cazzo dice l\’amico di osv?”
     io ho iniziato a scrivere che mia figlia aveva appena 12 mesi (e tu lo sai bene!) ho letto molti più libri dopo che lei era nata che prima, e ora, che sono passati più di dieci anni, Caterina mi ha passato un libro da leggere!! “Papi leggilo, è bellissimo.” (Un fratello da nascondere).
    Ho fatto il ragazzo padre per il tempo che era necessario, mi sono fatto aiutare, tanto. Ma li portavo anche con me in consiglio comunale, ricordo ancora quella sera che stava per mancare il numero legale, mi hanno telefonato a casa, dicendo “corri” e per amore della mia città me li sono presi e portati a votare il bilancio…🙂
    Fatica? poca. Un po\’. Ma certo non morte civile.
    Ho imparato a leggere libri per bambini, e sui bambini. Da fandino a tutti quelli di Gordon (edizioni la meridiana ne ha pubblicati di carini sul tema) . Il più bello in assoluto però resta Parlare con Pinocchio di Luciana Marinangeli, Bompiani. ( http://www.internetbookshop.it/code/9788845255441/MARINANGELI-LUCIANA/PARLARE-CON-PINOCCHIO-COME-COMUNICARE-CON-BAMBINI-PERCHE-CRESCANO-SERENI.html )
    Insomma: non è vero che i bambini siano una catastrofe naturale, o che debbano rivoluzionarti la vita. Certo, te la cambiano, alcune cose belle vengono sostituite da altre cose belle. Ma questa io non la chiamo “morte”. Cambiamento.
     Il periodo più bello ma più “tosto”? il primo anno: una quantità inenarrabile di pannolini e una sensazione di totale inadeguatezza (“ma dove sono le istruzioni” dissi pochi minuti dopo).
    Non mi ci hanno più fregato però: il secondo l’ho trovato già “fatto”: è arrivato e aveva già un anno. J Ma questa è una altra storia.
    Beh, ero partito contestando e ci sono cascato anche io: a parlare di bambini!

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  4. Posted by Mimmo on 4 maggio 2007 at 07:06

    Mariè nnè cà le chembegne nen tde lescène è cà nen tde scrivene, mo me sofatte pure ù spazie a stu chegne de msn adacchessì te posse scraive, è aovare teine arrasciaone, mò parlene tutte de meninne, quende cachene, quende mengene, cure mè è bedde è però pure cure tò, ù problaeme è cà facimme veicchie, praime parlemme de cazzat , pò chiene chiene emm acchemenzate a parlà de fataighe ( come pe le chembegne ca tenghene meninne , fusciatinne da chire cà nzegnene alla scaole, parlene assolemende de graduatori e ferie, mè ca so sendaute de daisce …mnè nu meninne cà tenghe a nzegnè mù vaete ne picca strene taue cè me chenziglie?), pò mò parlimme de meninne, pò amme parlà de delaure, e pò ci criste nacchembegne e ci nacchimme megare nachiemendimme mbacce e narecherdimme de quenn parlemme de delaure, de meninne, de fataighe … è po emme tenda reghegghieneite cà menghe narecherdimme cà da giuvene sapemme paure daisce solemende cazzate. Hò aie nge praove a daisce cazzate e megare nen zò fatte tenda vecchie.Comungue ndadenze, vannenze adacchessì cà vè boune, e nenè ovaere cà che le figghie ne fè chiù nudde, se condinue a laesce, a scraive a fà le pepazze e pure a vedè le film, megare ognettende esse paure qualche chiendedd, però se fasce tutte de notte …quenne sti pepazze tonne stremete, scherdezzate e fatte raite e finelmende a mezzenotte(cusse parle ppè maeche) dormene!Cià nù vase mbrond e saluteme Osvald cà avassè cà neu vaeteSorri for d oder pipol in dis speis if somuan dont andrstend bat ai spik only molfettesasc d traduscion tu mariell

    Rispondi

  5. Posted by Unknown on 4 maggio 2007 at 09:58

    Mimmo sei bellissimo! Non so quanto abbiano capito gli altri ma io ho capito benissimo e anche osv a cui ho fatto la traduzione e ho spiegato a gesti  e a risate cosa è la "chiendedd" ma qui non lo posso dire. Tu hai una bimba che è uno spettacolo e io me ne sono innamorata. Poi domenica ho visto Alessia ed è pure uno splendore. Si assomigliano le due bamboline. Però so che tu hai capito cosa volevo dire. E comunque hai ragione che gli insegnanti sono peggio, parlano solo di scuola e io che comincio adesso a insegnare non voglio diventare così. AIUTO. Sarà che alla fine ho solo paura di diventare vecchia? Boh. Io però dico che, figli a parte, non c\’è un  modo giusto di vivere e uno sbagliato e che ci sono moltissimi aspetti positivi nell\’avere figli (altrimenti non si farebbero credo) ma ce ne sono anche nel non averne e io, finché non ne ho, voglio godermeli. Baci a tuttietre.

    Rispondi

  6. Posted by SyLv on 4 maggio 2007 at 15:19

    cancella quello vecchio.. msn ha spostato le frasi nell\’orin sbagliato! Ripetiamo:Oddio.. io mi sono ripresa adeeso dal collasso post spasmo da risate per il commento di mimmo.. ommiodio ommioddio… dunqueCINZIA:
    buonasera… adesso mi offendo e ti diseredo come alla tua sorella (io
    a voi vi disconosco ufficialmente) e sto offesa piuttosto e
    anzicheno\’….LUIGIVITTORIO: grazie per i titoli sui librei per bambini.. sarà questo
    istinto materno che dico di avere.. se prima li compravo perchè li
    ritenevo più facili da leggere.. adesso li prendo per prepararmi a
    leggerli a qualcuno…MIMMO: io tra un po\’ allasso l\’abruzzo e devo asslutamente rivedere Emma.MELLA:
    senza che le mie ex amiche abbiano avuto figli io mi sono allontanata
    da loro da parecchio tempo.. non perchè npn volessi loro bene.. ma
    perchè non mi ci trovavo più.. i discorsi, i gusti, gli interessi..
    tutto standardizzato.. la tamaro, moccia, i film più visti.. le
    discoteche.. IL MODO DI AFFRONTARE LA VITA. È questo che tu hai di
    diverso.. spesso la gente vive di niente, arriva un figlio, e non
    riescono più a dedicarsi a quel niente perchè  devono dedicare il loro
    tempo al niente della maternità o paternità.. io quando ho capito
    queste cose non ho più avuto paura (perchè prima ce l\’avevo) di avere
    un figlio, anzi, so che ti toglie il tempo per tante cose ma non per
    vivere.. ti riempie, ti da altro.. io non sono brava con le parole, ma
    ho capito bene come ti sei sentita in campagna.. e non ci voleva mimmo
    o L.V. a dirti che non è così.C\’è chi dice che non bisogna guardarsi indietro… ma invece bisogna
    farlo.. se si va sempre e solo avanti senza guardare quello che si è
    fatto detto pensato.. si va avanti coi paraocchi ed è come non aver
    vissuto.. è come non approfittare dei propri errori per imparare ma
    solo per continuare a farne.. CONTENTI LORO.. mi dispiace per i piccoli [e non credo propio di esagerare]

    Rispondi

  7. Posted by SyLv on 4 maggio 2007 at 15:22

    Ah: io mi sono a malapena capita e voi??nel rileggere la frase "e non ci voleva mimmo
    o L.V. a dirti che non è così" mi accorgo che può sembrare un attacco per loro.. no no no no.. non volevo dire questo.. anzi le vostre parole sono bellissime volevo solo dire anzi che possono solo ocnfermare quello che la mia sorellona sa già perchè lei È AVANTI

    Rispondi

  8. Posted by SyLv on 4 maggio 2007 at 15:23

    Sa però mariè… muvt…

    Rispondi

  9. Posted by luigi vittorio on 4 maggio 2007 at 15:36

    ai dont spic molfettese e nonhocapitouncazzo del post di u. ho provato a leggerlo ad alta voce. ho intuito qualcosa.
    traslate please!!!

    Rispondi

  10. Posted by SyLv on 4 maggio 2007 at 16:47

    ma tradotto non rende… !!!

    Rispondi

  11. Posted by Unknown on 5 maggio 2007 at 01:40

    Traduzione libera per i non molfettesi (ma effettivamente non rende).  Silvà mi sa che hai centrato il punto ed è bello iltuo commento. Grazie!
    Mariè come vedi  non è (vero che) gli amici non ti leggono e non ti scrivono, … è vero, hai ragione, adesso parliamo tuti di bambini di quando fanno la cacca di quando mangiano, il mio è carino però pure il tuo… il probema è che stiamo diventando vecchi prima parlavamo di cazzate poi pian piano abbiamo comnciato a parlare  di lavoro (e come per gli amici che hanno bambini fuggi dagli insegnanti, parlano solo di graduatorie e ferie e non ho mai sentito qualcuno  dire "uno dei miei alunni me lo vedo strano ultimamente tu che mi consigli?".
    Ora parliamo di bambini poi parleremo di dolori e poi se Dio vuole e ci ritroviamo magari ci guardiamo in faccia e ci ricordiamo di quando parlavamo di odori di bambini di lavoro e alla fine saremo tanto rincoglioniti che nemmeno ci ricorderemo che da giovani sapevamo anche parlare solo di cazzate. Oh, però io ci provo a dire cazzate e magari non sono ancora diventaro troppo vecchio
    Comunque non dar retta, non è vero che con i figli non fai più niente: si continua a leggere, a scrivere e pure a vedere i film, magari ogni tanto si riescono a ricavare dei momenti di intimità di coppia (eh, che finezza la mia traduzione….) però di notte, quando i bambini stremati finalmente dormono.

    Rispondi

  12. Posted by Mimmo on 5 maggio 2007 at 03:14

    Mariè e Osvald e naturelmend paure la peccenenne la Sillvie, quenne velaite àveneie aie staoche ddò, megare la prosseme volte ne visete ne picca chiù longhe, (pò nen ve site ngarechenne, aie mattrezzaesce e fazze sparesce chire stengachiazze delle sougre mè). Marìè teine arrasciaone se chembe bboune senze e che le figghie, tende chire cà volene stà mele stonne mele mezzà nè chiazze dè fodde o sule saule. Vaite è maeche ai tenghe nè fighie, nè megghiaere, nù sougre, ne soegre (e chisse é daue ne valene ppè quattre), e pure nu chene cacacazze, pò mittece pè saope cà madadà adenze è maeche stèss… e ci me fazze dù cunde staoche chendende. Pò comungue sacce cà nen zò cazzele mè, "ma aie nen zacce stà ò chendaone dù praise" comm à ditte sorte …mouvete!as suun de traduscion for di autlend pipol from d mai official transletor meraiell

    Rispondi

  13. Posted by Unknown on 6 maggio 2007 at 04:00

    Abbiamo un filosofo tra noi. Questa non la traduco però che già la prima è stata una faticaccia. Ci siamo capiti noi. Mi piacerebbe venirvi a trovare. Mi sa che devo aspettare la fine della scuola.

    Rispondi

  14. Posted by tiziana on 6 maggio 2007 at 04:49

    ci provo io , vediamo…
    mariella e osvaldo e naturalmente anche la piccola silvana, quando volete venire io sono qua, magari la prossima volta (gradirei) una visita un pò più lunga (poi, non fatevene un cruccio, io mi organizzo e trovo una comoda sistemazione per la mia dolce suocera). Tu, Mariella, hai ragione, si vive bene con o senza figli, se uno vuole stare male, trova il modo per stare male in una piazza piena di gente così come in una stanzetta tutto solo. Guardate me, che nonostante viva con una figlia, una moglie, un suocero, una suocera (e quest\’ultimi due particolarmente impegnativi) e anche un cane non troppo tranquillo, poi considera che devo fare i conti anche con la mia personalità complessa… alla fin fine posso tranquillamente affermare di essere contento.
    In ogni caso sono consapevole del fatto che non sono affari miei ma "io non posso stare fermo con le mani nelle mani…." (hemm),  quindi , come dice tua sorella, fai in fretta…
    spero di essermi attenuta il più possibile al testo originale, chiedo scusa per eventuali difformità.
    :-))

    Rispondi

  15. Posted by luigi vittorio on 6 maggio 2007 at 10:05

    Grazie  Tiziana
    provavo un certo senso di frustrrazione. mi sembrava di essere finito su un blog di giappomolfettesi!
    cmq è vero, la lingua serve per comunicare e ciascuno scegle con chi comunicare. Tu, indirettamente, hai scelto dicomunicare anche con me.
    Perciò, grazie!

    Rispondi

  16. Posted by Unknown on 6 maggio 2007 at 10:26

    E da quando sai il molfettese? Comunque grazie, una traduzione fantastica e… delicata. Mi sono afttaun sacco di risate! Preciso solo per onor di croanaca, che la "dolce sistemazione" è da trovare per entrambi i suoceri. SOUGRE infatti è plurale per suoceri (ma anche il maschile suocero), mentre suocera si dice SOEGRE. Potresti provare a lanciarti in una traduzione in sanvitese o salentino e magari lv potrebbe, per prevenire altre frustazioni e incubi giappomolfettesi, tradurlo in romanesco.

    Rispondi

  17. Posted by tiziana on 6 maggio 2007 at 12:59

    lv, di niente!
    lo stesso tuo senso di frustrazione l\’ho provato quando mi sono "affacciata". poi, leggendo il primo testo e la traduzione di mariella ho intuito delle logiche linguistiche, diciamo così…
    però c\’è voluta un\’oretta buona!
    a proposito, grazie per la specifica singolare-plurale, è carino il molfettese, ha proprio delle regole precise! è carina anche l\’idea di tradurre nelle varie lingue di appartenenza, è che il sanvitese non lo conosco benissimo, poi si sa, è più facile leggere che scrivere le lingue straniere.
    dai lv (louis vuitton? scusa, è deformazione professionale ma è esattamente quel logo lì), fai la traduzione in romanesco!

    Rispondi

  18. Posted by Mimmo on 7 maggio 2007 at 09:02

    scusate se ho stato parlante il dialeto, ma non voleva parlare taliano che mi improglio e nonariesco a scribire bello, mi dispiacia per i personi no mlofetesi no vivolevo mettere al cantone, che cosi non si fa perche siamo tutti amichi, e lamico di mariella e puramicammè.mimo(vede no riesce a scribere nemeno la dopia m sulo nome mio …giuro!)

    Rispondi

  19. Posted by tiziana on 7 maggio 2007 at 11:02

    mimo, tranquillo, scrivi pure in molfettese \’che capisco meglio! :-))

    Rispondi

  20. Posted by Unknown on 7 maggio 2007 at 15:15

    Sì. Decisamente ti riesce meglio in molfettese. Perciò non ti sforzare troppo a pensare e a scrivere in una lingua che non è la tua, tanto come vedi, anche i non-molfettsei a torto e dritta capiscono. E nel  frattempo abbiamo smesso di parlare di bambini… Evviva. Urge un nuovo post…

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