Santo

Mi ricordo come fosse ieri l’oggi di 14 anni fa. I funerali di don tonino bello. Uno dei giorni più tristi della mia vita. Avevo 24 anni. Ricordo tutto di quel momento e di quelli che l’hanno preceduto. Ricordo, il 20 aprile, le campane a festa e il senso di smarrimento, di perdita irreparabile. Una perdita, un’assenza che ancora pesa. Quante volte mi chiedo “se ci fosse… cosa direbbe?”
A distanza di 14 anni si apre il processo di beatificazione.
Ma non ne sono affatto contenta. E sono convinta che a  lui non avrebbe fatto piacere. Mi è difficile spiegare il perché, ci ho provato con alcune persone ma mi sembra di non essere stata capita. Don tonino era un uomo, non un santo o peggio un santino. I santi sono innarrivabili perché “santi” appunto. Ma don tonino è un modello di uomo nel senso più nobile del termine. Lui stesso esortava a essere “uomini fino in fondo, anzi fino in cima”. Uomini fino in cima, come lui. Così voglio ricordarlo sempre.
A lui devo molto, devo l’essere come sono. Nel bene e nel male. Sarebbe troppo lungo spiegare quanto e come è stato importante per me il fatto che lui ci fosse. Il suo sorriso è ancora stampato nella mia anima. Così come molte sue parole e consigli che ancora oggi mi fanno da guida in questo casino totale che è lo stare al mondo. Gli devo molto. E gli devo anche un ultimo regalo. Il giorno del suo funerale ho conosciuto osv, che esattamente 10 anni dopo, dopo parecchie traversie reciproche, è diventato mio marito. E non è poco.
Aggiungo una foto di quel giorno. Grazie anto.

8 responses to this post.

  1. Posted by oswaldc on 22 aprile 2007 at 03:39

    Qualche mese prima don Tonino era stato a Sarajevo. Leggevo il suo resoconto quotidano dalle pagine de Il manifesto. Don Tonino era un vescovo e il quotidiano dei vescovi era (era allora, ma oggi molto ma molto più di ieri…) L\’Avvenire. L\’Avvenire non lo pubblicò e so da amici comuni che don Tonino ne fu amareggiato. Molto.
    Ma don Tonino si era compromesso. Don Tonino parlava di poveri. Don Tonino ospitava sfrattati in episcopio, quella stessa struttura da cui il suo predecessore aveva sfrattato una comunità di preti perchè "l\’episcopio è la casa del vescovo".
    Don Tonino aveva pubblicato una lettera cofirmata con Ettore Masina. Masina era stimato da don Lorenzo Milani. Masina aveva fondato, insieme a un prete francese, Paul Gauthier, una rete di solidarietà chiamata Radiè Resh dal nome di una bambina palestinese morta di stenti. Masina era un giornalista con idee di sinistra. Masina era comunista. Masina aveva lasciato il giornalismo ed era diventato deputato di sinistra. Ricordo bene il litigio che ebbi in proposito con uno che, grazie alle sue idee, oggi è diventato vescovo molto, ma molto vicino al papa.
    Quella lettera di Masina e don Tonino non la ricordo bene, ma era una presa di posizione molto forte contro l\’industria delle armi, contro la guerra del Golfo, contro l\’uso degli eserciti per dirimere le controversie internazionali (art. 11 della Costituzione Italiana….). Masina e don Tonino dicevano le stesse cose di Giovanni Paolo II. Ma il papa, in quell\’occasione, non se lo filò nessuno e a don Tonino fu appiccicata l\’etichetta comunista. Comunista, andasse a scrivere sul giornale dei comunisti.
    Io so cosa pensavano i vescovi pugliesi di don Tonino. Ora lo vogliono santo. Magari faranno costruire un santuario appena fuori Molfetta. Un santuario più grande di quello di padre Pio, progettato da Renzo Piano o da uno come lui. Saranno stanziati fondi statali, regionali. Pioveranno a milioni le tante, tantissime offerte dalle tasche dei poveracci in cerca di miracoli.
    A don Tonino non interessavano le etichette, non gli importava neanche della gente. Per lui erano importanti le persone. Che poi condividesse la sua sensibilità con tizio o con caio, era cosa secondaria.
    Le etichette ammazzano. Gliene stanno appiccicando una grossa così e indelebile. Così finiscono di farlo fuori una volta per tutte.
     

    Rispondi

  2. Posted by Unknown on 22 aprile 2007 at 04:27

    Hai ragione. Tutta questa ipocrisia è ancora più fastidiosa. A molti don tonino fa molto più comodo da morto. E\’ innocuo, non può replicare, lo si può trasformare in un santino, ripetere come slogan le sue parole estrapolandole dal contesto e svuotandole di significato. Da vivo non sarebbe stato possibile. Sai cosa sarebbe bello?  Che su questo spazio venissero fuori altri ricordi di don tonino. Non quelli ufficiali, non quelli stampati nella miriade di libri su di lui ma quei piccoli incontri-gesti-parole-sorrisi che non contribuiranno alla causa di beatificazione ma lo restituiranno alla sua umanità. Anto, questo è un appello per te. Ma anche silvana ha il suo personale ricordo. E chissà quanti. Mi piacerebbe provarci.

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  3. Posted by tiziana on 22 aprile 2007 at 06:41

    io non l\’ho conosciuto se non tramite quello che sentivo da os.  sarebbe veramente bello quello che suggerivi… se tutti quelli che lo conoscevano lasciassero qui un segno, sarebbe un processo di "contro-beatificazione", un processo di "umanizzazione".

    Rispondi

  4. Posted by SyLv on 22 aprile 2007 at 08:24

    Non l\’avevo vista da questo punto di vista la notizia delle beatificazione
    anzi, mi aveva fatto (nonobiettivamente) piacere… ci penserò su..
     
    Io non so raccontare bene le cose. Di ricordi ne ha tanti, un po\’ sfuocati per via della mia poca memoria e dell\’età di allora.
    Ma quegli sbiaditi ricordi mi guidano tutt\’ora.
    Non sapevo che avevi conosciuto Osv. in quell\’occasione.. che belle cosa.
    Io volevo solo dirvi che ad oggi ricordo ancora come il giorno più bello della mia vita quello della mia cresima,
    il giorno in cui don Tonino ci ha mandato per strada a dare la pace
    il giorno in cui mi ha permesso di dare e ricevere la pace da un venditore ambulante di colore
    e di raccontarlo sull\’altare come su un palconescico
    ricordo le tante volte che mi ha fatto ripetere quella frase
    diceva che l\’avevo letta troppo bene per non rileggerla
    e me l\’ha fatta ripetere all\’infinito.. la recitavo bene
    ecco cosa mi ha fatto scoprire.. piccolo dono che non ho saputo apprezzare
    hai mutato il mio lamento in danza
    ..ancora..
    hai mutato il mio lamento in danza

    Rispondi

  5. Posted by Unknown on 22 aprile 2007 at 09:09

    Grazie pulce. Bello il tuo ricordo. Io mi ricordo vagamente anche di una volta che sei andata a trovarlo. Di una dispensa vuota, di un libro regalato perché voleva assolutamente donarti qualcosa…

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  6. Posted by SyLv on 22 aprile 2007 at 11:36

    Lui doveva sempre assolutamente donare qualcosa
    anche un pezzo di carta
    o un cioccolatino
    quel volume.. chissà dov\’è.. mannaggia a me

    Rispondi

  7. Posted by Antonio on 23 aprile 2007 at 00:25

    cpra dire la cosa più banale quando si incomincia a interpretare si comincia ad uccidere avevo tanto in mente subito dopo che ho letto il post ma…ora non so
     
    mi veniva in mente che io so che tutti hanno la santità in se e il vero miracolo e farla uscire sviluppare e lui ci è riuscito a gli occhi di molti questo a me basta.  Il ricordo di quela giorno vagavo per la Città Vecchia come un folle non ho visto la cerimonia solo a piccoli tratti come per lui non ho ricordi e come se non l\’ho conosciuto personalmente perchè io mi intimorisco quando trovo persone così.
    Non so se mi spiego purtroppo sono fatto in questo modo

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  8. Posted by SyLv on 26 aprile 2007 at 14:18

    io ti rimando a Anto

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