Michelangela

Continua la serie sulla mia specialissime alunne. In realtà questo intervento l’avevo scritto prima di quello su Caterina ma era rimasto in bozza. Lo pubblico ora.
 
Michelangela è un’acqua cheta. Taciturna e molto poco "vistosa", soprattutto rispetto alle sue compagne di classe. Sempre rispettosa. Non particolarmente brillante ma abbastanza diligente. Piuttosto attenta, a volte sembra perdersi dietro i suoi pensieri.
Un giorno (una sera…) si parlava del caso Veronica-Silvio e da lì si è arrivati  parlare del rispetto che è alla base dei rapporti tra le persone (non solo in una coppia). Parlando, parlando è venuto fuori il discorso sulla fiducia. Ed è qui che ho visto, per la prima volta, un lampo negli occhi di Michelangela. Alcune battute mordaci mi fanno capire che c’è qualcosa di più e soprattutto c’è voglia di parlarne. Incoraggiata mi ha raccontato la sua storia. Quello che mi ha colpito, adilà della singola personale vicenda, è stata la la sua determinazione (insospettabile). La capacità di rendersi conto della situazione, di non tentennare, di non rifugiarsi in scelte facili, di mettere al primo posto la sua dignità, il rispetto per se stessa e l’amore per i figli.
Mi ha fatto pensare a quante Storie (sì con la ESSE maiuscola) ci sono intorno a noi. E al fatto che la violenza nei rapporti uomo-donna è molto più diffusa di quanto si veda.  Chi è più forte fisicamente cerca di imporsi. Con la forza appunto, con la prepotenza, con il ricatto. L’uomo di fatto non accetta l’indipendenza della donna. Apparentemente sì ma sotto cova odio. Sì, odio. Pensa "prima o poi te lo faccio vedere io chi comanda". Credo sia alla base di molte situazioni che sfociano in tragedia. Certo, molto fa il background culturale di ciascuno. E comunque non voglio fare di tutta l’erba un fascio. Anche perché penso che non sia solo una questione di rivalità tra i sessi. E’ proprio che la violenza, l’odio sono alla base della nostra società. Vedi quel che accade negli stadi, per esempio.
Ci vorrebbe un blog solo su questo… perciò chiudo qui e ritorno a Michelangela.
E alla sua bella lezione di dignità. Per giunta silenziosa. E in una società dove tutto è gridato ed esibito questo è un valore aggiunto.
 
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4 responses to this post.

  1. Posted by tiziana on 7 marzo 2007 at 03:44

    quello che hai scritto mi ha fatto venire un sospetto…
     ho sempre considerato l\’uomo un gradino  sotto rispetto alla donna un pò per la storia della donna, le sue lotte per il riconoscimento di una dignità e prima ancora la costruzione di un ruolo nella famiglia, con tutto quello che ha comportato. ora però, pensando alla trasformazione sociale, alla trasformazione dei rapporti ed equilibri/ruoli  e blabla, mi rendo conto che gli uomini identificano da sempre, fin da piccolissimi, la loro" mascolinità" con la loro ragion d\’essere. In fondo è così ancora adesso, e credo sia questo il motivo della lentezza del processo di accettazione di diverse forme di mascolinità. Se ci pensi gli uomini sono i più accaniti detrattori dell\’omosessualità, le donne non hanno molti  problemi a riguardo.
    Il sospetto che mi hai fatto venire è che l\’uomo non sia così inferiore… viene formato con concetti (magari non espressi, che è peggio) che si adattano male agli equilibri attuali, nonostante ciò accetta (o lotta per farlo) una realtà a cui non viene preparato e, per fortuna, in molti casi ci riesce, salvo qualche scivolone ogni tanto. Mi riferisco a uomini che hanno fatto un grande lavoro su se stessi e che sono riusciti ad imporre mente su ormoni, intanto.  Per gli altri la strada è ancora lunghissima, per loro e per le donne che hanno la sventura di incontrarli.
    grazie mella.
     

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  2. Posted by Unknown on 7 marzo 2007 at 13:07

    Sì, infatti io non parlerei di inferiorità o superiorità sennò ricadiamo nelle stesse logiche. L\’uomo è sicuramente meno preparato ai cambiamenti "EPOCALI" nei rapporti uomo-donna perché la donna, come dici tu, ha lottato perché si verificassero, li ha desiderati, aspettati. Anche se mi sembra che oggi le donne abbiano gettato la spugna. L\’uomo è più debole psicologicamente e usa la forza per rivalersi. Molte colpe le hanno le donne stesse, le mamme in primis. Ma a parte questo, l\’uomo da sempre cerca di impossessarsi del corpo della donna. Ultimamente riflettevo sulla quasi totalità di ginecologici uomini, sono soprattutto uomini quelli che aiutano le donne a partorire. E sono per lo più arroganti. Personalmente li odio tutti. E mi chiedo se alla base delle loro scelte non ci sia il desiderio di riappropriarsi dell\’unica cosa che non potranno mai avere: la maternità. Ma ginecologhe donne non se ne trovano. Anche qui ci sarebbe da chiedersi perchè. Ma tu sei già in viaggio… ci risentiamo al ritorno da Tokio Ga…

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  3. Posted by Fiore del Deserto on 7 marzo 2007 at 14:51

    che bella l\’idea sul post delle tue alunne…umanissima (visto che prendi uno stralcio della loro umanità!).. io ti ho preso un post se non ti dispiace, ne prenderei tantissimi da qui! 🙂

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  4. Posted by Unknown on 8 marzo 2007 at 00:02

    Fai pure. Per i blog vige il copyleft ed è giusto e bello così.

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