poli poli poli…clinico

Provo a  fare un resoconto della mia visita al Policlinico. Intanto mi hanno detto che proprio al reparto di dermatologia c’è stata nei giorni scorsi l’ispezione dei Nas e non hanno trovato situazioni gravi. Nemmeno "eccellenze" ma è già qualcosa! 
Di sicuro posso testimoniare che la privacy dei pazienti (o i cittadini una volta pazienti non ne hanno più diritto?) non è affatto rispettata.
Mi sono recata prima al CUB per pagare il ticket (ho dato un’occhiata alle liste d’attesa: mamma mia, è QUESTO IL VERO SCANDALO), non ero sicura di doverlo pagare lì e mi sono rivolta all’ufficio informazioni. L’addetta era fuori stanza, quando è tornata, 10 minuti dopo, è rimasta fuori dalla stanza a rispondere alle questioni. E così ho scoperto che una signora aveva sì compiuto 65 anni ma non è esente ticket perché guadagna o percepisce più di 36.000 euro all’anno. E poi c’era un’altra donna, straniera, il cui marito guadagna meno di 10.000 euro all’anno ma anche lei deve pagare il ticket (non ho capito perché… con 2 figli a carico). Forse io al posto loro non avrei gradito che altri conoscessero la mia situazione economica. Sorvoliamo.
Pagato il ticket (un ora e mezza…) sono andata al reparto dove avevo prenotato la visita. Dalla parte opposta rispetto al Cub e senza nessuna indicazione "stradale" su dove fosse ubicato.
Saltiamo i passaggi e arriviamo alla visita. Però una cosa che ho visto prima di entrare la dico. Sento una dottoressa che chiama: "Terlizzese che fai lì? di qua devi venire". Mi giro e vedo un signore anziano, molto anziano, tutto ingobbito. Sembrava un anziano contadino. Chissà quante ne sa più di quella dottoressa! Avrebbe diritto più di altri al "lei" di rispetto. Sorvoliamo.
Entro finalmente nell’ambulatorio. C’è il dottore che mi deve visitare, l’assistente e due giovani dottoresse immagino tirocinanti. E fin qui niente di male. Mi stendo, mi scopro… il tipo che mi ha accompagnato nell’ambulatorio però, personale OTA, rimane lì, anzi si piazza proprio accanto a me, mi aiuta a togliere la maglietta, mi tocca i nei, commenta (ma quanti ne hai?)… Mi chiedo: era proprio necessaria la sua presenza? Cerano già 4 persone, 4 dottori.  A parte il fatto che la maglietta so togliermela da sola. Confesso che ho un neo sul seno che non ho fatto vedere al dottore… mi dava fastidio, mi ha inibito tutta quella gente.  Ogni tanto entrava qualcuno per dire qualcosa al dottore. E che faccio vedere le tette a tutti? Gratis poi…
Il dottore poi, bravo quanto vogliamo, non mi ha mai guardato negli occhi. Guardava lo schermo e si rivolgeva agli assistenti. Era a loro che spiegava quale fosse il MIO problema, non a me. Alle poche domande che ho avuto il coraggio di fare ha risposto a monosillabi. Mi ha detto che sicuramente prendo troppo sole rispetto alla mia carnagione e che mi sarò scottata chissà quante volte. Mai! gli ho detto orgogliosa (l’ustione non c’entra…). Non mi ha dato retta. Vabbè. A febbraio me lo tolgono sto neo e poi si vedrà. Comunque niente sole perché è un comportamento a rischio. Facciamo poco sole, dai doc!

2 responses to this post.

  1. Posted by oswaldc on 9 gennaio 2007 at 08:09

    Segnalo l\’intervista, su La Repubblica, a Marco Venturino, direttore di Anestesia all\’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.
    Brevissimo stralcio:
    "Il pericolo più grosso che si corre è la mancanza di tempo che noi medici dedichiamo al paziente. La difficoltà a spiegargli le cose. Il medico ha mille cose a cui pensare. E si rischia che l\’ospedale diventi una sorta di catena di montaggio che va avanti ugualmente, indipendentemente dal fatto che il paziente ci sia o non ci sia".
    – Non si cura più il paziente, si cura la malattia…
    "Esattamente. Si perde di vista il fatto che il paziente malato è una persona che ha un problema insieme a tutti gli altri problemi del suo esistere. La malattia è solo uno dei suoi problemi in quel momento. Io non posso concentrarmi solo sulla malattia senza considerare la complessità della persona che ho di fronte"

    Rispondi

  2. Posted by SyLv on 12 gennaio 2007 at 16:52

    Mondo… marcio…gente che non sa vivere

    Rispondi

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